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EMPATIA, COME ENTRARE IN SINTONIA CON GLI ALTRI

Mantenere un buon livello empatico nelle relazioni con gli altri. “Il presupposto di una interazione efficace e non disturbata è che ciascuna parte si accorga del punto di vista dell’altra” sosteneva Paul Watzlawick in “Pragmatica della comunicazione umana”. Bisogna essere sufficientemente calmi e disposti all’ascolto per decodificare il contenuto della comunicazione nei sentimenti e nelle emozioni corrispondenti: sentire la gioia, la tristezza, l’ira, la paura, il turbamento dell’altro, senza aggiungervi la nostra paura, il nostro turbamento. La comunicazione empatica è la forma di comunicazione “non violenta” per eccellenza, da cui è escluso il giudizio, ma anche il consiglio e l’interpretazione. Forma il nucleo di comunità solidali, perché nel momento stesso in cui agisce da “riconoscimento”dell’individualità di un’altra persona (sei importante per me, ho stima di te e riconosco, rispetto e condivido il tuo sentimento), accorcia le distanze tra noi e gli altri.

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LA FIDUCIA NEI RAPPORTI DI COPPIA

La fiducia è la condizione indispensabile per ogni incontro pienamente umano tra due persone. Non riguarda solo il momento dell’incontro e del dialogo, ma implica una proiezione sul futuro, la certezza di non essere traditi. Ed è uno dei doni più preziosi che possiamo fare ad una persona.
La fiducia è la condizione preliminare indispensabile per ogni incontro aperto e pienamente umano. Per un rapporto di intimità e di confidenza. Un rapporto cioè, in cui una persona può permettersi di essere se stessa. Senza indossare maschere, senza recitare parti, senza dovere necessariamente soddisfare le aspettative altrui.

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SI TRADISCE ANCHE PER RIPICCA E PER NOIA

Per amore, ma anche per noia, per ripicca, per paura della vecchiaia, perché le tentazioni sono troppe, per «rinforzare» una identità sessuale confusa. Sono tante le ragioni che spingono al tradimento, ormai derubricato da peccato mortale a prosaico fatto comune. Ne parla Willy Pasini. Le tipologie del fedigrafo: il sedutttore, il trasgressore e il sessodipendente.

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EMOZIONI PIU' NEGATIVE SENZA SONNO

Che la deprivazione del sonno alteri un'ampia gamma di funzioni dell'organismo, da quelle immunitarie all'apprendimento e alla memoria, è noto, ma la ricerca sul suo impatto sullo stato emotivo è finora stata molto limitata.

Senza sonno, i centri cerebrali che regolano le risposte emotive reagiscono in maniera drammaticamente eccessiva alle esperienze negative: lo rivela uno studio di brain imaging condotto da ricercatori della Harvard Medical School e dell'Universdità della California a Berkeley. All'origine di questa risposta emotiva iper-reattiva in chi è deprivato del sonno ci sarebbe un drastico abbassamento della funzionalità del lobi prefrontali, che normalmente supervisionano lo stato emotivo.

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TROPPI IMPEGNI, ALLARME BABY STRESS

Lo studio: bambini forzati a crescere in fretta. Sbagliato sovraccaricarli di attenzioni.

I bambini di oggi vengono forzati a crescere troppo in fretta, e le prospettive riguardo alla società e al mondo in cui abiteranno sembrano sempre più incerte. Robin Alexander, pedagogista a Cambridge e Warwick, non pare interessato a rassicurare madri e padri in pena per i loro pargoli. Del resto, i dati raccolti dal suo team di ricercatori — 750 interviste a parenti, insegnanti e studenti nel corso del 2006 — sono scoraggianti: comportamenti antisociali, materialismo, "culto delle celebrità", ansie da prestazione e paura incontrollata del "mondo oltre il cancello scolastico". Un pò troppo, per bambini dai 7 agli 11 anni.
Le colpe? E chi lo sa. I genitori le addossano tutte al sistema scolastico, i maestri si dicono "insoddisfatti" della delega costante da parte delle famiglie, che da un lato se ne stanno lontane dai processi educativi, dall'altro sottopongono i figli a pressioni estreme. Stressati, impauriti, in preda all'ansia. Piccoli adulti in balia di un mondo troppo grande e complesso. In Gran Bretagna, ma non solo.

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LE MIGLIORI FIDANZATE? LE FEMMINISTE!

Femminismo e romanticismo vanno d'accordo: le donne che si definiscono tali sarebbero le migliori candidate a rapporti di coppia stabili e appaganti.
Il femminismo fa bene alla coppia, assicurano alla Rutgers University (Usa). Una ricerca presentata dall'università americana ha dimostrato infatti che le coppie più felici sono quelle in cui lei (o anche lui) sostiene idee femministe.
Julie Phelan e Laurie Rudman hanno sottoposto 242 studentesse e 289 donne "reclutate" su internet, tutte da circa 5 anni impegnate in una relazione, a questionari riguardanti la percezione della propria vita di coppia.
Diversi i parametri considerati dall'indagine: il grado di serenità della coppia, la qualità della vita sessuale, la frequenza di litigi e di risate e il grado di equità nelle scelte di tutti i giorni. «Uomini e donne hanno ancora molti pregiudizi sulle femministe», affermano le autrici. «Oltre ad essere rappresentate come poco attraenti, le femministe sono spesso viste come vittime della propria incapacità di darsi da fare da sole». Ma così non è, a quanto pare.
Femministe romantiche? È possibile. Lo studio ha mostrato infatti che il femminismo ben si adatta a una relazione romantica fatta di dolcezze e di attenzioni per il partner.

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LE PAROLACCE IN UFFICIO? RENDONO PIU' PRODUTTIVI

Alzi la mano chi non ha mai avuto voglia di mandare a quel paese il capo o un collega d'ufficio. E magari si è morso le labbra, imprecando in silenzio. Bene, d'ora in poi l'uso della parolaccia tra colleghi di lavoro non solo dovrebbe essere permessa, ma addirittura incoraggiata dall'azienda.

Perché? Presto detto: secondo uno studio della Norwich University of East Anglia, i dipendenti un po' sboccati sono in realtà più produttivi. Le parolacce infatti aiutano a combattere lo stress, e in più contribuiscono a creare una cert'aria di solidarietà 'cameratesca'  tra i colleghi. Insomma, usare termini altrove considerati tabù al lavoro stimola un benefico spirito di gruppo.

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AUTUNNO: QUANDO LE COPPIE SCOPPIANO

L'autunno è la stagione in cui i rapporti di coppia entrano maggiormente in crisi. Ma è possibile superare le difficoltà costruendo le basi per una relazione più matura ed evoluta.
Vi sentite insoddisfatti del vostro rapporto di coppia? Tante coppie di amici e conoscenti attraversano un periodo di crisi o conflitto?
In questo periodo dell’anno noi psicologi riceviamo molte richieste di consulenza da parte di coppie che stanno attraversando un periodo di difficoltà, oppure da parte di un membro della coppia che chiede una consulenza al fine di salvare la propria relazione.
Le statistiche ci dicono che l’autunno è il periodo di maggior richiesta di separazioni e divorzi.

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LE REGOLE PER GESTIRE I DIVERBI

Un esperto di comunicazione illustra le sette regole per uscire indenni da un diverbio, evitando di trascendere in lite.
Il vostro prossimo è nervoso? Colleghi, amici, conviventi, vigili urbani e parenti possono guastare le giornate anche del buon Samaritano, per questo secondo Sartre “l’inferno è l’altro” (inteso appunto come il prossimo), per uscire vivi e possibilmente senza troppi danni da una conversazione che si fa troppo accesa, un guru della comunicazione ha stilato i suoi personali comandamenti
: in base alla sua inveterata esperienza a trattare soprattutto con gli uomini d’affari incravattati e, spesso, sull’orlo di una crisi di nervi, Hopson propone sette semplici regole cui attenersi in caso di imminente litigio.

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FARE L'AMANTE ROVINA LA SALUTE

Dall'ansia alla depressione, dall'insonnia ai disturbi alimentari come anoressia o bulimia, fino al rischio di sviluppare tendenze cleptomani. Fare l'amante può rovinare la salute. Soprattutto quando vestire i panni dell''altra donna' diventa una vera e propria vocazione. Un'intera esistenza trascorsa nell'ombra: il colpo di fulmine negli anni più verdi e di colpo la vecchiaia, dopo una vita di promesse mai mantenute e speranze disattese.
Il punto di partenza è che “esistono tre tipi di amante”. Innanzitutto c'è l'amante “per sfizio”: quella donna che, in un certo momento della sua vita, decide per le ragioni più svariate di concedersi una parentesi trasgressiva-erotica. C'è poi l'amante “per necessità”: quella che si innamora di un uomo già impegnato e che resta amante fino a quando l'amato non decide di troncare il suo precedente rapporto per instaurare con lei una storia ufficiale. Infine c'è l’amante “per vocazione”: una donna che, sistematicamente, cerca e trova sempre una storia impossibile.

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OBESI PER IMITAZIONE

A farci diventare obesi sono soprattutto gli amici, i fratelli e i coniugi. Sono queste le conclusioni di una ricerca americana finanziata da una borsa di studio dei National Institutes of Health su un campione di circa 12 mila persone, seguite per più di 30 anni.
Dai dati emerge che le relazioni sociali degli individui esercitano un'influenza significativa sulla diffusione dell'obesità.
L'obesità, suggeriscono i ricercatori, sembra diffondersi grazie all'influenza che la cerchia di amici e familiari esercita su una persona. A cambiare sarebbe la percezione delle norme sociali di comportamento: l'obesità viene accettata di più e il rischio percepito di meno.

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BAMBINI: SE FANNO I CAPRICCI

Ingestibili, insopportabili, insofferenti, aggressivi, capaci di mettere alla prova la pazienza dei genitori, ricattatori, manipolatori, furbi, diabolici. Possono essere anche così i nostri figli, che vengono poi etichettati con aggettivi come "capriccioso", "viziato", sino ai veri e propri 'tiranni', piccoli che anche a pochi anni di età esercitano un potere assoluto sui membri della famiglia che, disorientati, non sanno più che pesci prendere.
Ma cominciamo dall'inizio: secondo il Dizionario di Psicologia di Garzanti, curato da Umberto Galimberti, i "capricci" sono la "manifestazione improvvisa e incontrollata di rabbia e aggressività, generalmente impotente, adottata come risposta ad una frustrazione". Un comportamento normale nei bambini ma che può sfociare in un accesso di ira temporaneo e, soprattutto, sproporzionato.
Reazione normale di un bambino che mette alla prova la "tenuta" dei genitori e che usa questo strumento per ottenere qualcosa o "sintomo" di un conflitto interno, di depressione o ansia? Insomma, i capricci sono normali e in che forma possono degenerare?

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PERCHE’ RIDIAMO QUANDO SIAMO A DISAGIO?

Sarà capitato a molti di trovarsi in una situazione di disagio e di cominciare a ridere. Gli psicologi si chiedono se questo comportamento nasca dalla necessità di nascondere agli altri il nostro spiacevole stato d’animo o sia una strategia per confortarci e proteggerci dal disagio stesso.
Il dubbio è se ridiamo per salvarci la faccia o per scacciar via la brutta sensazione.
Matthew Ansfield della Lawrence University ha pubblicato uno studio volto a dirimere la questione.
Ha videoregistrato 80 uomini e 80 donne durante la visione di filmati dal contenuto disgustoso, divertente o neutro. Sia da soli di fronte allo schermo che in compagnia di qualcun altro.
Dalle videoregistrazioni è stato possibile appurare che più il video era disgustoso, più a disagio i partecipanti dichiaravano di sentirsi, più tendevano a ridere.

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EFFETTO PLACEBO: LA SUGGESTIONE È NEL CERVELLO

E' stata individuata l’area cerebrale coinvolta: è la stessa di riconoscimento e ricompensa
Perché quando prendiamo una medicina siamo sicuri che ci farà bene? E perché a volte sentiamo beneficio dopo una terapia consigliata, anche se non si tratta di un farmaco ma solo di acqua fresca? Suggestioni della mente oppure reazione del corpo? Quando si parla di placebo, cioè di quelle sostanze che inducono un beneficio in chi le assume pur non essendo dei farmaci, il dubbio è lecito: come può una sostanza che non possiede alcuna proprietà terapeutica far passare dolori e ansia? Dall’Università del Michigan arriva la conferma che l’effetto placebo non è una leggeda metropolitana. Esiste e risiede nel cervello, nella zona del nucleo accombente (Nac) posta nella sua parte più profonda che è già coinvolta in meccanismi come riconoscimento e ricompensa.

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LA PERSONALITA’ INCIDE SULLA SALUTE

Bando alla timidezza! Potrebbe aumentare il rischio di morire di attacco cardiaco. Sembra essere questa la conclusione alla quale sono giunti alcuni scienziati della Chicago Northwestern University al termine di uno studio durato ben trent’anni. I ricercatori hanno esaminato circa duemila uomini di mezza età, i loro dati clinici e le loro predisposizioni caratteriali fino a quando il 60% del campione non è deceduto. I risultati avrebbero evidenziato che i soggetti più timidi e con una scarsa vita sociale presentavano fino al 50% di chance in più di morire a causa di un problema cardiaco rispetto a quelli più estroversi.

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SIRENE SI DIVENTA: COME SOPRAVVIVERE ALLA SINDROME DA BIKINI

E’ arrivata l’estate, donne e signore di tutte le età non possono sottrarsi alla fatidica domanda, al pensiero che tormenta dalla primavera, a quella spada di Damocle che da mesi ci sentiamo sulla testa…

Pronte per la prova costume?

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L’8% DEI SOGNI DI UOMINI E DONNE È A CONTENUTO SESSUALE

Allo Sleep 2007, il  21esimo Meeting Annuale delle Associated Professional Sleep Societies (APSS) è stato presentato uno studio realizzato da Antonio Zadra, dell’ Università di Montreal, sui resoconti di oltre 3500 sogni fatti da uomini e donne.
E’ emerso che circa l’8% dei sogni complessivi di entrambi i sessi contiene qualche forma di attività legata al sesso. In ordine decrescente compaiono il rapporto sessuale in senso stretto, le offerte sessuali, baci, fantasie varie  e masturbazione.
La percentuale di donne che riporta questo tipo di sogni appare molto incrementata rispetto a studi precedenti.

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ESTATE, STAGIONE DI VACANZE E…SUICIDI

Se spesso non riusciamo a comprendere cosa ci rende felici, ancor più difficile è capire quello che ci rende infelici, in particolare quando una persistente mancanza di entusiasmo appanna la voglia di vivere. Fino a smorzarla del tutto. L’estate, oltre che stagione di vacanze, di sole, di mare, è anche tempo di suicidi. Le fasce di età più a rischio comprendono quella adolescenziale (maschi e femmine) e gli anziani (in genere uomini soli). Un suicidio spesso progettato nei minimi particolari, che attende un semplice - a volte quasi insignificante - imput esterno, per realizzarsi. Cosa nasconde o al contrario disvela, un gesto così estremo? Si può fare qualcosa per prevenirlo, prima che accada?

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ANSIA, INSONNIA E DEPRESSIONE PER UNA DONNA SU QUATTRO

Insonnia, ansia o depressione: a Milano, quasi una donna adulta su quattro (23%) soffre di almeno uno di questi disturbi. E tra i vari fattori scatenanti ci sono l'eccesso di ore lavorative (anche 70 alla settimana) e un' alimentazione e uno stile di vita sregolati.   
Il quadro emerge dal Dipartimento di salute mentale dell'ospedale Fatebenefratelli di Milano, che oggi ha presentato un volume dedicato alle patologie psichiatriche nelle donne.

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PSICOLOGIA E GELATO: DIMMI QUALE E COME MANGI E TI DIRO’ CHI SEI

La psicologa Viviana Finestrella, esperta in tematiche nutrizionali, ha realizzato una classificazione dei vari comportamenti relativi alla scelta di un tipo particolare di gelato dal titolo Dimmi che gelato mangi e ti dirò chi sei.
Il cono, lo stecco, il ghiacciolo, il biscotto, la coppetta, le praline. Non solo la scelta, ma anche il modo di gustare il gelato è uno specchio della personalita, come spiega il professor Alessandro Amadori, psicologo: “Ci sono quattro possibili modi di mangiare il gelato: leccando, succhiando, a morsi, a morsetti.

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ANTIDEPRESSIVI E FUMO PASSIVO: NUOVE SCOPERTE SUI RISCHI IN GRAVIDANZA

Future mamme state attente a quello che mangiate, bevete, fumate, assumete: i ricercatori sono sempre più precisi nell’identificare quali delle sostanze che immettete nel vostro organismo durante la gravidanza possono nuocere, e come, al vostro bambino. Due nuove ricerche si aggiungono al coro e mettono sotto accusa antidepressivi e fumo passivo. La madre più scrupolosa che conduce l’esistenza più sana possibile, evitando comportamenti che possano nuocere al proprio bambino, potrebbe dover fare i conti con i comportamenti altrui. Nessuna differenza significativa è stata riscontrata tra l’effetto del fumo attivo e di quello passivo: motivo in più per chiedere a chi vi sta attorno di spegnere la sigaretta.

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FAR CONFESSARE A QUALCUNO LA VERITÀ? CHIEDETEGLI DI RACCONTARE I FATTI ALL'INCONTRARIO

Aldert Vrij è professore emerito di psicologia sociale all'Università di Portsmouth, nonchè studioso di fama mondiale per ciò che concerne gli studi sulla menzogna e la psicologia della testimonianza, in particolare in ambito forense e criminologico.
Vrij ha provato a dimostrare che il modo migliore per smascherare un bugiardo è fargli ripetere la sua versione dei fatti all'incontrario, ossia dall'evento più recente al più remoto.
Quest'affermazione si basa sulla teoria che, quando si sta mentendo, sia più cognitivamente oneroso raccontare una storia al contrario, il numero di errori e incongruenze nel racconto  dovrebbe di conseguenza aumentare considerevolmente.

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ANSIA: NE SOFFRE UNA PERSONA SU 5

Nel corso della propria vita, più di un quinto della popolazione, il 21%, soffre di ansia. Tra i disturbi più frequenti ci sono gli attacchi di panico, l'agorafobia, il disturbo acuto da stress, ma il più diffuso è la "fobia specifica", che può raggiungere un'incidenza del 13%. Con le attuali terapie si ha un miglioramento significativo della sintomatologia in almeno il 50% dei casi, entro 6-16 mesi, ma la guarigione completa e definitiva è considerata ancora difficile. Nell'insieme, le donne che soffrono di disturbi d'ansia sono il doppio degli uomini e spesso il loro disturbo si accompagna ad altre patologie, tra cui le più frequenti sono quelle depressive, pari al 33,5%. Sempre più spesso eventi traumatici dovuti a rapine, attentati, guerre e criminalità comune, che creano incertezza nella vita quotidiana sono la base per lo sviluppo dei disturbi d'ansia che inizialmente si manifestano con disturbi psico-somatici e alterazioni del ritmo sonno-veglia.

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DOPO IL CASO MARSCIANO: PER SALVARE LE DONNE MALTRATTATE C’È “SARA”

“Quando una donna viene uccisa dal marito o dal fidanzato spesso si invoca il raptus come causa di un delitto tanto orribile. La verità è che spesso l’omicidio è solo l’ultimo tassello di tutta una serie di vessazioni”. Parola di Anna Costanza Baldry, docente di Psicologia Sociale presso la Facoltà di Psicologia, Seconda Università degli Studi di Napoli e responsabile del Centro Studi Vittime Sara del Dipartimento di Psicologia della stessa Università. Il delitto “passionale”, allora, in molti casi si può prevedere e prevenire. I segnali che permettono l’identificazione precoce dei fattori di rischio ci sono, e sono stati codificati.
Sara è lo “Spousal Assault Risk Assessment”, cioè la valutazione del rischio di recidiva nei casi di violenza interpersonale fra partners. Si tratta di un metodo importato dal Canada che aiuta a individuare le probabilità che un uomo che ha usato violenza nei confronti della propria partner ripeta o accresca la violenza.

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DEJA VU: CI SONO GIÀ STATO?

Giovanissimi, consumatori di hashish, a rischio di disturbi psichici dieci volte di più rispetto ai coetanei che non «fumano». Psicotici per colpa degli spinelli. È quanto sostiene, invece, la Società italiana di Psichiatria (Sip), stanca di sentire ripetere che la marijuana «non fa, poi, così male».
Spiega il presidente Mariano Bassi: «Tra le droghe leggere e i casi di psicosi e paranoia c'è uno stretto legame». La Sip ha fissato anche un limite: oltre i 50 spinelli l'anno — uno alla settimana — i rischi crescono in modo esponenziale. Dopo l'Independent, che lo scorso marzo ha dedicato il suo editoriale domenicale ai danni della cannabis al cervello, puntano ufficialmente il dito contro gli spinelli, per la prima volta in Italia, anche gli psichiatri.

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ALLARME DEGLI PSICHIATRI: 50 SPINELLI ALL'ANNO?

Una rete di neuroni nel giro dentato è cruciale per il riconoscimento rapido e per la "amplificazione" delle piccole differenze che rendono unico un posto. Al giorno d'oggi, in cui ci si sposta rapidamente in tutto il mondo per trovarsi spesso in quelli che sono stati chiamati "non-luoghi" - alberghi, centri commerciali, e altri ambienti dall'aspetto molto simile uno all'altro in virtù di una standardizzazione spinta - rispondere a questa domanda può essere difficile, eppure il nostro cervello dispone di un apposito sistema di riconoscimento per distinguere rapidamente luoghi apparentemente simili, ma distinti.

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CAMERA CAFÉ: TUTTI ONESTI, SE QUALCUNO CI GUARDA

Mettete un distributore automatico di bibite in un dipartimento universitario per 10 settimane.
Fate in modo che le bevande possano essere prelevate da chiunque senza inserire preventivamente le monete, ma predisponete una cassettina a parte in cui, chi si è servito, lasci il dovuto.
All’altezza media degli occhi schiaffate un poster con i prezzi delle bibite e le istruzioni per usare il distributore, ma che in cima abbia rappresentati, per alcuni giorni, dei grandi occhi puntati, in altri un innocuo motivo floreale, e state a guardare.
Quello che scoprireste è che nei giorni in cui sul poster campeggia un paio d’occhi indagatori (che siano femminili o maschili, di giovane o di vecchio, di fronte o di tre quarti poco importa) le persone tenderanno a lasciare nella cassettina circa il triplo (!) delle monete che lascerebbero quando ad “osservarli” c’è… un mazzo di fiori.

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LA PARITÀ DEI SESSI

Le femmine mostrano un lieve vantaggio nell’apprendimento verbale che tende a scomparire con l’adolescenza. Esistono differenze di genere nelle funzioni cognitive, ma sono più limitate di quanto ritenuto finora. Inoltre, sebbene tali capacità migliorino costantemente durante l’infanzia, tendono via via a livellarsi, fino ad annullarsi nel corso dell’adolescenza.
È quanto risulta da una ricerca, ora pubblicata sulla rivista “Journal of the International Neuropsychological Society”, svolta presso i National Institutes of Health (NIH) degli Stati Uniti su un’ampia popolazione di soggetti che sono stati seguiti nel loro sviluppo psico-comportamentale dalla nascita fino all’adolescenza.

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LA DEPRESSIONE? AUMENTA IN PRIMAVERA

Con l'arrivo di aprile e maggio aumenta il disturbo affettivo stagionale. Maledetta primavera. Girare pagina sul calendario non favorisce solo l'innamoramento facile, come cantava Loretta Goggi: il cambio di stagione può mettere anche al tappeto l'umore. Lo fa in media per un adulto su quindici, colpito con l'arrivo di aprile e maggio dal disturbo affettivo stagionale, scientificamente definito Sad. «Il seasonal affective disorder è una delle forme meno conosciute di depressione, poco diagnosticata soprattutto dai medici di famiglia — spiega Alfredo Carlo Altamura, una cattedra in Clinica psichiatrica all'Università di Milano, direttore del Centro per i disturbi depressivi dell'ospedale Sacco. È necessaria più informazione sull'argomento, altrimenti c'è il rischio di una cronicizzazione della malattia»

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PSICOLOGIA DEL PRANZO: MA QUANTO MANGIAMO?

Da cosa dipende la quantità di cibo ingerito a pranzo o durante uno spuntino? Dalla fame e dal senso di sazietà, si direbbe. Non è del tutto vero. Esistono fattori che determinano la nostra assunzione di cibo e agiscono senza che ce ne accorgiamo.
Alcuni sono scientificamente dimostrati e li ha esposti in un articolo del New York Times il prof. Brian Wansink.
Secondo Wansink non abbiamo idea di quale sia l'introito alimentare da assumere così cerchiamo indizi e segnali nell'ambiente circostante.
Dalle sue ricerche è emerso, ad esempio, che ci basiamo molto su quanto sta mangiando la persona vicina a noi, tanto che possiamo aumentare o diminuire la nostra assunzione di cibo di più del 20% per uniformarci ad egli.

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IL SONNO? SOLTANTO UN’INUTILE PERDITA DI TEMPO E DENARO

Negli Stati Uniti aumentano coloro che pensano che il sonno sia un’inutile e costosa (in termini di mancato guadagno) perdita di tempo. L’industria farmaceutica, come sempre quando si tratta di tendenze di consumo, ha fiutato l’affare ed è venuta subito incontro ai potenziali clienti lanciando sul mercato una pillola contro il sonno. Basata sul principio attivo del “modafinil” che in medicina si usa per curare i pazienti affetti da narcolessia, la pillola ha avuto in America un successo clamoroso, aumentando gli introiti per la casa farmaceutica dai 25 milioni di dollari del 1999 ai 575 milioni del 2005. Il perché lo hanno spiegato i sociologi che chiamano queste pillole “lifestyle drugs”, sostanze che modificano lo stile di vita, (la più famosa di queste è il Viagra), molto ricercate da consumatori dei paesi occidentali, sempre alle prese con problemi di maggior tempo da dedicare al lavoro, alle relazioni, a qualsiasi altro impegno. Tanto che togliere ore al tempo dedicato al sonno è parsa un’ottima idea, con buona pace dei medici che invano hanno affermato che è una pazzia.

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“INCIDENTI, UN CASO”: ECCO L'IDENTIKIT DEL GIOVANE A RISCHIO

Amano le sensazioni forti e sono convinti che gli incidenti siano colpa del «caso» o «degli altri». E' l'identikit dei giovani "a rischio" per comportamenti pericolosi alla guida e riguarda il 27,5% dei conducenti di motorino con meno di 18 anni e quasi altrettanti dei loro fratelli maggiori che già guidano l'auto. A tracciarlo è stata la facoltà di Psicologia dell'Università La Sapienza di Roma. Ai ragazzi di licei, istituti tecnici e istituti professionali è stato chiesto di compilare un questionario in grado di misurare elementi come la percezione dei pericoli, le pressioni esterne, il rispetto delle regole. Dalle prime 3.370 risposte sono stati tratti tre profili tipo ("a rischio", "moderati" e "prudenti") sia per i guidatori di motorino (gli studenti del primo triennio) sia per i conducenti di auto (secondo biennio).
I giovani che assumono i maggiori rischi alla guida di auto e motorini, evidenzia lo studio, sono caratterizzati dal fatto di ritenere che le regole imposte dal Codice rappresentino una limitazione alla scorrevolezza della viabilità e non una norma capace di garantire la sicurezza del guidatore.

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LA SCELTA DELLA SCUOLA SUPERIORE A 13 ANNI: ORIENTARSI AL "TEMPO DELLE MELE"

L’orientamento è la scoperta della direzione generale della vita, la via della felicità:la scelta dell’indirizzo scolastico ne è una conseguenza. Verso quale scuola media superiore orientarsi è una decisione sofferta che spesso mette in crisi lo studente interessato e la sua famiglia, ma a chi spetta?
Certamente all’adolescente coordinato dai due enti educativi per eccellenza: scuola e famiglia che collaboreranno, si auspica,  “mirando a formare e  potenziare le capacità delle studentesse e degli studenti, per conoscere se stessi, l'ambiente in cui vivono, i mutamenti culturali e socio-economici e le offerte formative, affinché possano essere protagonisti di un personale progetto di vita, e partecipare allo studio e alla vita familiare e sociale in modo attivo, paritario e responsabile”.

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FARE SESSO CON CERVELLO

La vita quotidiana frenetica rende la vita sessuale spesso infelice e povera. Il problema sta nella rottura di certi equilibri in una zona definita del cervello.
La libido non è solo una questione fisiologica. Certo, se pensiamo agli eunuchi, è noto che l’asportazione dei testicoli li rendeva più docili e spesso incapaci di insidiare le concubine. Però va ricordato che alcuni eunuchi riuscivano comunque ad avere rapporti normali. C’è qualcosa di più dunque, qualcosa che ha un legame stretto con il cervello. 

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BALLARE: ECCO IL SEGRETO PER AVERE FISICO E MENTE SEMPRE UN FORMA

Sapevate che chi balla è generalmente più aperto alla socializzazione e affronta la vita con maggior entusiasmo e le difficoltà con maggior ottimismo?
Vorreste perdere qualche chilo e la palestra vi annoia? siete un po' troppo introversi, di malumore, siete timidi e tendete a stare per conto vostro? Allora farvi coinvolgere dalla febbre della danza è quello che vi ci vuole.
Scegliete liberamente la disciplina: dal tango, ballo sensuale ed elegante, dove il contatto fisico aiuta a vincere la timidezza, ideale per snellire le gambe e sistemare la postura, consigliato per ritrovare l'armonia di coppia, ai balli caraibici, che godono di molta popolarità, in testa alla classifica per bruciare i grassi e le calorie grazie ai veloci movimenti e alla frenesia che caratterizza questo ballo. Sulla cresta dell'onda anche i balli afro, la danza del ventre e i classici balli da sala, tra i quali svetta in pole-position il valzer.

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SESSO IN TRE MINUTI PER 4 MILIONI DI ITALIANI

L'eiaculazione precoce colpisce soprattutto i giovani tra i 18 e i 30 anni. Sempre di più le richieste di allungamento del pene. Gli urologi: è l'effetto dell'ansia da prestazione e dello stress.
A letto più che in altre circostanze la fretta non aiuta. Eppure l'eiaculazione precoce è il disturbo sessuale più diffuso al mondo. In Italia gli «sprinter» sono oltre 4 milioni, per lo più giovani tra i 18 e i 30 anni. Lo dicono gli urologi riuniti a Berlino nell'annuale congresso internazionale. In uno studio, i pazienti sono stati anche cronometrati: la maggior parte non supera i tre minuti. Una buona percentuale si sbriga perfino prima. E la causa è quasi sempre psicologica: «L'ansia da prestazione e lo stress sono tra i motivi principali», spiega Vincenzo Mirone, presidente della Società italiana di Urologia. Ma a mettere in confusione gli amanti frettolosi sarebbero soprattutto quelli che il professore definisce «i falsi miti», ovvero: «La figura dell'uomo macho e superdotato con cui i giovani si confrontano quotidianamente e che ormai, complici anche cinema e televisione, fa parte del loro immaginario».

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LA PAURA VIEN GUARDANDO

Che sia sperimentato o solo osservato, un evento negativo può suscitare gli stessi processi cerebrali.
L'uomo apprende la paura in base agli stessi processi neuronali sia in seguito all'esperienza personale di un evento negativo, sia che ne sia stato solamente testimone. È quanto risulta dalla prima ricerca che abbia mai preso in esame le basi cerebrali della paura acquisita indirettamente, osservando gli altri.
Condotto da psicologi della New York University, lo studio - pubblicato sull'ultimo numero della rivista Social Cognitive and Affective Neuroscience (SCAN) - ha rivelato che l'amigdala, notoriamente coinvolta nell'acquisizione e nell'espressione della paura derivante da esperienze personali, reagisce nella stessa misura anche quando venga sollecitata alla paura indirettamente.

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SESSO-DIPENDENTE IL 6% DEGLI ITALIANI

Il 6% degli italiani è malato di sesso, o meglio sesso-dipendente. Come veri e propri drogati le persone che ne soffrono pongono l'attività sessuale al centro della propria vita.
Come veri e propri drogati le persone che ne soffrono pongono l'attività sessuale al centro della propria vita, in ogni momento della giornata cercano l'occasione e, quando si presenta la concreta possibilità di avere un rapporto, non sanno tirarsi indietro neppure se la vita affettiva, il lavoro o la salute potrebbero venire compromessi.

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MATRIMONIO: DIFFICILE EQUILIBRIO TRA PSICHE E SOLDI

Le crisi di coppia legate a problemi economici dipendono più dalla percezione soggettiva che dalla reale entità delle difficoltà finanziarie. Debiti e problemi economici sono spesso indicati fra le principali cause dei dissapori coniugali che possono condurre anche al divorzio. Ora uno studio indica che gli esiti delle possibili disavventure finanziare hanno più a che fare con le aspettative della coppia che con le sue reali condizioni economiche.   Lo studio, pubblicato sull'ultimo numero del  Family and Consumer Sciences Research Journal rileva che l'insoddisfazione per la situazione di coppia in caso di problemi finanziari è tanto più elevata quanto maggiori erano le aspettative di benessere economico legate al matrimonio.

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LE CRITICHE DEI PADRI SONO CRUCIALI PER I DISTURBI ALIMENTARI

In un periodo in cui si intensificano i programmi di informazione e prevenzione alimentare, uno studio ha indagato quali potenziali fattori di rischio durante l’infanzia causino lo sviluppo della bulimia e di altri disturbi del comportamento alimentare nella tarda adolescenza .
Ad essere chiamati in causa sono questa volta i papà, per lo più trascurati dalle ricerche su anoressia, bulimia e obesità: è stato infatti dimostrato che con i loro commenti influenzano la percezione che le giovanissime - così attente e vulnerabili allo sguardo paterno, prima ancora che a quello dei coetanei - hanno del loro peso e del loro corpo, aumentando il rischio di sviluppare un disturbo alimentare durante l’adolescenza.

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MACCHINA DELLA VERITA’ PER DIECI KILLER ITALIANI

A Padova i primi test segreti, solo per volontari. Il team è composto da assassini e stupratori: dieci in tutto. Alcuni sono rei confessi; altri, invece, sono stati incastrati soltanto grazie ad indagini complesse, durate talvolta anche anni. I loro nomi sono noti al grande pubblico, tanto efferati sono i crimini che hanno commesso. Da oggi, questi dieci campioni di criminalità fanno parte di un team scientifico: un gruppo di studio assolutamente unico nel Paese. Con il placet dei penitenziari dove stanno scontando la pena, sono diventi tutti cavie volontarie di una sperimentazione appena partita sulla prima macchina della verità totalmente “made in Italy”.

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PER CAPIRSI E' MEGLIO NON CONOSCERSI

Due persone che si conoscono a fondo possono capirsi anche con un solo sguardo. Ma a volte questo non accade e una frasetta di quattro parole "tu non mi capisci" è sufficiente per mandare in crisi anche il rapporto più consolidato.

Uno studio condotto di recente presso l’Università di Chicago ha dimostrato che i maggiori problemi di incomunicabilità si osservano proprio tra persone che sono in confidenza tra loro: amici di vecchia data, genitori e figli, colleghi di lavoro o coppie di sposi. Secondo il professor Boaz Keysar che ha svolto la ricerca, il motivo delle incomprensioni spesso risiede nel fatto che le persone che si conoscono bene, condividendo tra loro molti aspetti della vita quotidiana, quando devono discutere con l’altro di fatti nuovi, si comportano come se l’interlocutore ne fosse già a conoscenza

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DEPRESSIONE: STRATEGIA EVOLUTIVA O ANOMALIA GENETICA?

E se la depressione non fosse semplicemente una patologia da curare, ma anche una strategia comportamentale per ottenere attenzione e cure parentali? A ipotizzare un ruolo evolutivo della depressione è uno studio apparso sul settimanale Los Angeles Times. Ma altri puntano invece sul ruolo dei geni...

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SE I FRATELLI LITIGANO SEMPRE

Quando i figli litigano, di solito la reazione di ogni mamma è sempre la stessa. Qualche minuto di finta indifferenza nella speranza che risolvano la cosa da soli e poi si passa all'azione: raggiunti gli angioletti, li si separa una volta per tutte, se possibile urlando più forte di loro. «Gridare, però, è la tattica meno indicata» dice Anna Oliverio Ferraris, docente di Psicologia dello sviluppo all'Università La Sapienza di Roma.

«I bambini, se vedono gli adulti andare in crisi, si agitano ancora di più. Poi, non c'è bisogno di perdere le staffe: i litigi tra fratelli sono normali e servono come palestra per imparare a risolvere gli inevitabili conflitti. La capacità di andare d'accordo, infatti, si acquisisce con il tempo. E con l'aiuto di un adulto che insegni il rispetto per gli altri».

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QUANDO NON SI PUO' FARE A MENO DEL WEB

Passa ore ed ore davanti allo schermo di un computer, talvolta dimenticandosi di   mangiare e anche di dormire. Tesse relazioni e amicizie solo attraverso le fitte trame della Rete; fuori, non si sente a suo agio e sfugge i contatti vis à vis. Preferisce una partita a scacchi o a poker on-line piuttosto che affaticarsi nelle corrispettive versioni “reali” dei passatempi che tanto lo affascinano.

Non c’è che dire: sono tante le stranezze della Rete, le piccole e grandi manie del popolo di Internet. A volte, hanno fatto anche preoccupare. Perché i più fatalisti hanno lanciato subito l’allarme: Internet fa male, influisce sulla psicologia dei propri utenti fino a distruggere la capacità di relazionarsi normalmente con persone in carne ed ossa. E non è tutto: la realtà virtuale crea un mondo parallelo in cui l’internauta si rifugia, sfuggendo ai problemi della vita reale. E questi effetti sono dannosi, soprattutto se davanti allo schermo c’è un bambino o un adolescente, senza il controllo dei genitori.

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PROIBIRE NON E’ LA SOLUZIONE. I VIOLENTI IMITANO GLI ADULTI

“Proibire non risolve, anzi rischia di alimentare il fenomeno”. Enrico Molinari, docente di Psicologia clinica alla Cattolica e presidente dell’Ordine degli psicologi della Lombardia, esclude che ricette facili come spegnere i telefonini sui banchi di scuola possano essere determinanti nel combattere il bullismo: “È fondamentale creare una cultura dell’accettazione del diverso, dell’altro, del diversamente abile”.
In teoria è chiaro. Ma come si trasmette il messaggio agli adolescenti?
“La soluzione è educare gli adulti, insegnanti e famiglie, a premiare e gratificare i buoni, a far sventolare bandiere positive, a contrapporre a un’idea malsana un’idea sana: se sono aggressivo verso un debole ci rimetto anche io perché l’uomo ha bisogno di socialità”.
Perché l’esplosione di questa violenza tra i ragazzi proprio adesso?
“I bambini fanno i bulli con i poveretti che hanno in classe così come vedono gli adulti fare i bulli con altri poveretti. È un discorso che vale anche per la politica”.

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LASCIARSI A S.VALENTINO? OCCASIONE BUONA PER 30% DI COPPIE IN CRISI

A San Valentino c'è chi festeggia e chi no. Ma il 14 febbraio c'è anche chi si lascia. E a scegliere il 'giorno degli innamorati' per dirsi addio potrebbe essere quest'anno "il 20-30% delle coppie italiane in crisi". Parola di Alessandra Graziottin, psicosessuologa e direttrice del Centro di Ginecologia dell'ospedale San Raffaele Resnati di Milano. Secondo l'esperta, infatti, delle coppie italiane infelici quasi tre su 10 "fanno finta di niente. Per paura della solitudine o per la voglia di un punto fermo, non trovano il coraggio di dire basta", cronicizzando uno stato di disagio ormai senza speranza.

"Per queste persone - spiega Graziottin all'ADNKRONOS SALUTE - San Valentino può trasformarsi nell'occasione giusta per confessare quella che si può definire la 'verità vera': non la verità edulcorata, ammorbidita e 'mascherata' dietro il velo dei timori, bensì quella cruda e purtroppo innegabile".

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LA COPPIA? QUESTIONE DI POTERE

La questione della parità e/o disuguaglianza tra uomini e donne, benché antica quanto l’umanità stessa, non smette di essere attuale. La condizione femminile rispetto a quella maschile, le dinamiche del potere esercitato dall’uomo sulla donna (e viceversa), possono essere affrontate nell’ambito politico, economico, lavorativo ma anche – o soprattutto – in quello della coppia.
Rita D’Amico, ricercatrice presso l’Istituto di Scienze e tecnologie della cognizione del Cnr e docente di Psicologia sociale e Psicologia delle relazioni interpersonali presso l’Università del Molise, analizza proprio gli aspetti di ‘potere, dipendenza, autonomia’ che si sviluppano in tale contesto. ‘Il potere sul partner si basa sul controllo delle risorse che hanno valore per l’altro, cioè sulla nostra capacità di facilitare, rifiutare, e/o ostacolare le sue gratificazioni’, quindi ‘la dipendenza del nostro partner aumenta con l’aumentare del valore dei benefici che può ottenere da noi, e diminuisce con la disponibilità di alternative che egli ha per ottenere gli stessi benefici’.

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BULLISMO, PIU’ MASCHI CHE FEMMINE. RAGAZZE GESTISCONO MEGLIO LE EMOZIONI

Le modalità più frequenti sono le offese, gli sfottò, l'esclusione e le dicerie. Sono i ragazzi, più delle ragazze e a prescidere dall’età, non solo ad attuare ma anche a subire comportamenti prepotenti, come se fosse per loro più naturale trovarsi coinvolti in dinamiche conflittuali. Le femmine appaiono meno coinvolte da queste dinamiche, ma testimoniano un disagio psicologico che si manifesta attraverso l’ansia, la depressione e la somatizzazione. In generale “i ragazzi vittima e i prepotenti presentano maggiori difficoltà sul piano della competenza emotiva – precisa Menesini – fanno fatica a gestire le emozioni sia positive che negative, presentano un quadro di sintomatologia clinica già chiaramente differenziato”. E’ proprio sul piano della competenza emotiva che incide la differenza tra i sessi. Per competenza emotiva si intende il grado di conoscenza che i ragazzi possiedono sul significato e le funzioni delle emozioni, quanto siano capaci cioè di gestire le proprie emozioni negative ed esprimere quelle positive.

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CERVELLO: SCOPERTO IL “CENTRO DEGLI ACQUISTI”

Servirà a curare chi è dedito allo “shopping compulsivo”.
E' l'area cerebrale che ci fa decidere di comprare oppure o no. L'hanno scoperta scienziati americani
Nel nostro cervello c'è una “centralina” addetta al “controllo acquisti”. La scoperta del centro cerebrale che gestirebbe la propensione a spendere si deve a Brian Knutson della Stanford University (California). Il gruppo di neuroni che entra in azione quando c'è da comprare (o non comprare) qualcosa è localizzato in un'area dell'encefalo che coinvolge “nucleus accumbens”, “insula” e “corteccia prefrontale”.
La sua identificazione potrebbe risultare utile per ripristinare un adeguato sistema di giudizio in chi è troppo propenso a alle spese folli, come le persone affette dal cosiddetto shopping compulsivo, o, più semplcemente, in chi fa un uso troppo disinvolto delle carte di credito, un sistema di pagamento che “anestetizza” il piccolo dolore provocato dall'uscita fisica delle banconote dal portafogli.

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RITUALI E PICCOLE MAGIE QUOTIDIANE, IL CERVELLO CI AIUTA A SOPRAVVIVERE

Ricerche dimostrano che il "pensiero magico" è molto più diffuso di quanto non si pensasse.
Tutti i trucchi con cui la mente ci fa affrontare situazioni difficili e di stress.

C'è lo studente che è convinto che se attraverserà il cortile dell'università da destra a sinistra, l'esame andrà bene. Il giocatore di basket che mette sempre la stessa maglia per ogni partita importante. E i fan del pallone, sicuri che con il pensiero potranno condizionare la vittoria della loro squadra del cuore. Trucchi che adottiamo quotidianamente, piccole superstizioni che scandiscono le nostre giornate. In fondo lo sappiamo che sono pensieri irrazionali, eppure non riusciamo a rinunciarci. Gli scienziati lo chiamano "pensiero magico" e le ultime ricerche, riferisce il New York Times, dimostrano che è un'abitudine molto più diffusa di quanto spesso siamo disposti ad ammettere.

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COME PARLARE DI SESSO AI BAMBINI
"Mamma, come sono nata?". La domanda imbarazza un po', ma prima o poi arriva. Rispondere in modo sincero è la via giusta.
È un argomento delicato, che va affrontato con dolcezza. E non ci si può sottrarre perché, prima o poi, le domande dei bambini sul mondo misterioso della sessualità arrivano. Spesso, però, suscitano imbarazzo e una serie di dubbi: "Potrò spiegargli tutto?", "Quali parole dovrò usare?".
"Sono ansie naturali di ogni genitore" dice Anna Oliverio Ferraris, docente di Psicologia dello sviluppo all'Università La Sapienza di Roma e autrice di numerosi libri sull'infanzia. "Ma i piccoli hanno bisogno di risposte chiare e immediate. Di sesso, quindi, si può e si deve parlare in modo naturale, senza tabù". Ecco i consigli per iniziare.

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QUANDO IL PARTO RENDE INFELICI

La nascita di un figlio rappresenta per una donna un evento molto delicato in cui si alternano stati fisici e psicologici spesso contrastanti. Durante questa fase circa il 30 per cento delle donne occidentali va incontro alla cosiddetta depressione post-partum, una patologia sfuggente ma che può compromettere seriamente anche il corretto sviluppo psicologico del bambino.

Riconoscere la depressione post-partum non è semplice. Spesso i suoi sintomi si possono confondere con quelli di una comune sintomatologia passeggera che colpisce le donne nei giorni immediatamente successivi al parto e viene denominata dagli psicologi “Maternity Blues”. Si tratta in quest’ultimo caso di un lieve disturbo emozionale transitorio, generalmente associato alle improvvise modificazioni ormonali, i cui sintomi tendono a scomparire intorno al decimo giorno dopo il parto e che è caratterizzato da oscillazioni dell’umore, crisi di pianto e ipersensibilità.

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MALATO DI STRESS IL 30% DEI LAVORATORI

Non solo calo produttivo e disagio psicologico. Anche malesseri fisici 'specchio' di una vera e propria sindrome: dal mal di testa ai dolori di stomaco, dall'insonnia alle difficoltà digestive, dal colon irritabile a episodi di tachicardia e picchi di pressione alta con seri rischi per la salute del cuore. Sono solo alcuni dei molti sintomi dello 'stress da ufficio', che secondo statistiche europee valide anche per l'Italia colpisce circa il 30% di tutti i lavoratori.Ma dalla penisola arriva ora la proposta di una tecnica di intervento che promette di salvare mente, cuore e rendimento: trasformare la pausa pranzo in una 'scuola di benessere', con un programma specifico fatto di lezioni ad hoc, dieta sana in mense 'amiche' della salute, attività fisica in palestra e allenamento al relax.

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USA, LA DEPRESSIONE HA 4 ZAMPE. BOOM DEL PROZAC PER CANI E GATTI

Mezza pastiglia da 10 milligrammi una volta al giorno. Il Prozac, quello vero, costa un po', ma una confezione del farmaco generico corrispondente, la fluoxetina, si acquista con 16 dollari e dura quattro mesi. Abbastanza perché la terapia faccia il suo effetto. E il gatto smetta di fare pipì ovunque, di aggrapparsi alle tende, di assaltare a unghiate chiunque gli capiti a tiro. A convivere con gli animali domestici accade anche questo. Un cane, o un gatto (ma anche cavalli e piccoli volatili) in crisi depressiva. O comunque con disturbi dell'umore e del comportamento che possono tradursi in un problema serio. Per non aggiungere sofferenza a sofferenza, negli Stati Uniti si diffonde la consuetudine, adottata da star della veterinaria, di sottoporre le bestiole a terapie antidepressive.

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DAGLI ABUSI ALLA DEPRESSIONE

Che i problemi in età adulta aumentino se da bambini si è stati sottoposti a più tipi di abusi è un fatto che può apparire piuttosto evidente. Certo il recente allarme Unicef che parla di 8,4 milioni di bambini sfruttati nelle forme peggiori di lavoro minorile e di quasi due milioni coinvolti nell’industria del sesso e sottoposti a violenze fisiche e sessuali rende le cose, se possibile, ancora più spaventose. A fronte di queste evidenze pochi studi hanno affrontato in modo sistematico e longitudinale la relazione tra questi abusi, sia fisici sia morali, sulle successive condizioni psichiatriche, la depressione innanzitutto, in età adulta.

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SENZA TELEFONINO IL PANICO: MALATTIA PER IL 6% DEGLI ITALIANI


Se dimenticano a casa il cellulare entrano in crisi, con sintomi tipici di una vera e propria sindrome d’astinenza quali tristezza, noia, crisi d’ansia e inappetenza. Con sé hanno sempre la batteria di riserva o la ricaricard di scorta, e non spengono il loro unico ponte con il mondo nemmeno a tavola, di notte o in chiesa.
Sono le vittime della telefonino-dipendenza, una nuova sindrome in continua crescita che colpisce in forma patologica fino a 6,5 italiani su 100.


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CONSIGLI PER GLI ACQUISTI: PSICOLOGIA DEI SALDI


Parliamo di saldi, come si dice, “uomo avvisato, mezzo salvato”.
Lo scienziato del comportamento ed economista Robert Meyer, ricercatore alla Wharton School dell’ Università della Pensilvania, ha realizzato uno studio nel quale dimostra che spesso spendiamo di più proprio quando crediamo di star risparmiando.
Gli economisti lo chiamano “effetto sforamento” (spillover effect) e si verifica quando l’acquisto di un articolo stimola l’acquisto supplementare di altri articoli non collegati al primo e spesso non necessari.


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ANORESSIA: TROVATE LE CAUSE


In quest’ultimo periodo, il problema dell’anoressia è tornato a far parlare di se in maniera particolarmente diffusa.
Dai rotocalchi ai talk show, moltissimi (non tutti con reali competenze, e spesso solo con la voglia di un quarto d’ora di celebrità) hanno rispolverato i discorsi retorici che, in quanto tali, spesso non portano da nessuna parte, e non risolvono alcun problema, se non soddisfare la voglia di “aver detto la propria” da un salotto che conferisce visibilità.
A proposito, o a sproposito, ciascuno si è sentito in dovere di “crearsi” un’opinione sull’anoressia, e invitare a cercare le cause, e possibili soluzioni.


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ANSIA GENERALIZZATA: QUALE TERAPIA?

Paura di tutto senza che vi siano motivi reali, senso di spossatezza, disturbi del sonno, palpitazioni, irritabilità: questi i sintomi principali del disturbo d’ansia generalizzata . Se questi sintomi si manifestano per un periodo di tempo lungo, superiore a sei mesi, e se finiscono per impattare sulla qualità della vita di una persona, non si può parlare genericamente di ansia. In questi casi, si dovrebbe ricorrere ad una terapia, ma preferendo in prima istanza quella comportamentale a quella farmacologica. Lo sostiene un articolo pubblicato sull’ultimo numero della rivista The Lancet.

Sarebbe importante che la diagnosi fosse fatta, o almeno sospettata, da un medico di base, che potrebbe indirizzare il paziente in prima istanza verso una terapia psicologica; a volte, infatti, la terapia farmacologica viene utilizzata come approccio primario ed unico anche quando non sarebbe strettamente necessario.

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DEPRESSIONE POST-PARTUM: NE SOFFRONO ANCHE I PAPA’

Anche i padri possono soffrire di depressione "post-partum". Mentre per le donne questa forma di depressione è fortemente collegata al calo di ormoni che si verifica dopo il parto, nel caso dei padri è il senso di responsabilità o di inadeguatezza a far sviluppare una sorta di preoccupazione che però solo in casi rari sfocia in depressione. Lo sostiene uno studio di popolazione pubblicato sull’ultimo numero della rivista Journal of the American Medical Association.

Per i neogenitori le settimane immediatamente seguenti al parto sono molto delicate tanto che non è inusuale che compaia, in entrambi i sessi, una leggera forma di depressione. Per stimare il rischio di disturbi mentali post-partum, per entrambi i genitori, che possono anche determinare un ricovero in ospedale nel corso del primo anno di vita del bambino, è stato condotto in Norvegia uno studio di popolazione su un campione di circa due milioni e trecentomila persone.

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ANORESSIA E BULIMIA VIAGGIANO IN RETE

Gli adolescenti americani usano internet per scambiarsi informazioni sui disturbi alimentari: non creano dei luoghi virtuali in cui incontrarsi per costituire gruppi di auto-aiuto; ma quasi sempre si scambiano informazioni su come fare a dimagrire fino a diventare pelle ed ossa senza che i familiari adulti se ne accorgano. Visto che la rete è "world wide web", le informazioni accessibili ai ragazzi americani sono le stesse che possono avere tutti i ragazzi del mondo che hanno un computer e una connessione. A condurre un’indagine su questo fenomeno e a fornirne i numeri è stato un gruppo di medici della Stanford University e i risultati delle loro interviste sono stati pubblicati sulla rivista Pediatrics.

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L’EUROPA DELLA DEPRESSIONE

Centoventunomilioni. Tante sarebbero le persone colpite da depressione nel mondo secondo i dati diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Non solo. Si calcola che nel 2020 questa malattia – i cui sintomi possono spaziare dal calo dell’autostima ai sensi di colpevolezza fino all’insonnia e al suicidio – sarà la seconda causa di “incapacità” nel mondo.

E in Europa? Il Vecchio Continente non rappresenta affatto una fortunata eccezione. Anzi. Secondo la Commissione Europea le persone affette da depressione in Europa sarebbero oltre il 4,5% della popolazione. E ogni anno sono 58.000 i cittadini che muoiono per suicidio, il 90% dei quali hanno vissuto problemi di salute mentale. Spesso legati alla depressione.

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DONNE CHIACCHIERONE, PARLANO TRE VOLTE PIU' DEGLI UOMINI

E' quello che almeno la metà del pianeta da sempre sospettava, mentre l'altra metà lo negava... con ampie argomentazioni. Secondo lo studio di una psicologa americana, citato dal 'Daily Mail', le donne parlano tre volte più degli uomini: una media di 20mila parole al giorno per le femmine, contro le 7mila dei maschi.

La ricerca afferma inoltre che l'uso smodato del dono della parola crea nella donna uno slancio e una sorta di stato di euforia simile a quella indotta dall'assunzione di eroina. Verrebbe da avanzare una prima e sbrigativa ipotesi, che rischia tuttavia di essere bollata come ''maschilista'', secondo la quale gli uomini, travolti da cotanta capacità di linguaggio, sarebbero troppo impegnati ad ascoltare, per poter parlare e replicare.

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SHOPPING, DAL PIACERE ALL'OSSESSIONE. UNA PATOLOGIA SEMPRE PIU' DIFFUSA

Possono essere scarpe o rossetti, orologi o gadget tecnologici, pellicce o biancheria a buon mercato. L'importante non è l'oggetto ma l'acquisto, necessario non è ciò che si compra ma comprare, portare a casa qualcosa come fosse un feticcio, un ostaggio, come fosse una preda.

Si chiama shopping compulsivo ed è una patologia del comportamento, una degenerazione del consumo. Un malattia di cui è vittima il cinque per cento degli italiani, ma secondo alcuni studi il 90 per cento dei consumatori effettua occasionalmente acquisti che possono definirsi compulsivi. Un disturbo che oggi si tratta anche con farmaci, gruppi di autoaiuto, psicoterapia. Nell'ultimo numero di Mente & cervello, una lunga inchiesta descrive i sintomi, le cause e i possibili rimedi di questo impulso che trasforma il piacere di fare spese in malessere, ansia, senso di colpa.

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I RICORDI? FANNO SOFFRIRE 8 ITALIANI SU 10

Quanti ricordi negli armadi degli italiani. Fotografie, oggetti e souvenir di ogni tipo, vecchie canzoni, diari e libri legati a momenti del passato. Otto su 10 confessano di subire l'assalto di quelli brutti e di soffrire non poco per questo. La perdita delle persone care, i tradimenti subiti, la fine di un amore, ma anche gaffe e fallimenti. E per dimenticare in tanti si dedicano all'attività fisica E' quanto emerge da una ricerca della rivista Riza Psicosomatica, in edicola da domani, che ha studiato il rapporto con il passato e i brutti ricordi di 986 italiani di età compresa fra i 25 e i 65 anni.

Secondo lo studio, pensare al passato non aiuta affatto a vivere meglio. Così almeno ritengono 6 italiani su 10 (59%). Una percentuale che cresce al 78% se si chiede se capita di essere assaliti dai brutti ricordi. Ricordi che, però, spesso si vanno a cercare e rievocare. Come? Guardando vecchi album di foto (28%), conservando in maniera maniacale oggetti legati a momenti e persone che non ci sono più (24%), riascoltando canzoni di tanti anni fa (16%). E ancora, riprendendo in mano vecchi diari (13%) o rileggendo vecchi libri (9%).

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LA PAURA DI AVERE PAURA, MALATTIA DELLA GLOBALIZZAZIONE

Gli esperti la chiamano ‘fobofobia’, cioè paura di avere paura. Dopo l’impatto con episodi ripetuti di terrorismo il mondo vive una sorta di ‘timore globale’, un senso di precarietà collettivo, verso il quale non esistono ancora strumenti necessari per affrontare e vincere la sfida. Per trovare soluzioni a questa situazione e imparare a gestirle parte il Master di I Livello “Analisi e gestione dei contesti di paura e panico. Aspetti neuro-psicologici, socio-antropologici e mass-mediologici”, previsto a partire dal prossimo Anno Accademico alla Libera Università San Pio V di Roma.

Diretto da Rosario Sorrentino, Neurologo, Direttore dell’Unità Italiana per la cura degli Attacchi di Panico (UIAP), Clinica Paideia, Roma, il corso, primo in Italia nel suo genere, ha come obiettivo primario quello di cambiare il nostro rapporto con la paura. “È necessario modificare progressivamente i comportamenti di ognuno di noi affinché si arrivi alla consapevolezza della paura", spiega Sorrentino, "è questo il solo modo per affermare un nuovo paradigma culturale, quello della paura consapevole".

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ADOLESCENTI VIOLENTI

Gli ultimi fatti di cronaca mostrano sempre più frequentemente l’uso della violenza fra adolescenti. Essi, infatti, presentano ragazzini che picchiano un ragazzo down, adolescenti intenti a violentare una loro coetanea: la lista è abbastanza lunga.
Spesso tali violenze vengono scoperte da filmati che girano su internet, filmati amatoriali, girati con i videofonini dagli autori stessi.
Ma quali sono le ragioni, i motivi che spingono gli adolescenti a dar vita a tali mostruosità?
Cosa li rende tanto sicuri da potersi “vantare” delle azioni commesse?

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AUTISMO: GENITORI E PEDIATRI INSIEME PER UNA DIAGNOSI PRECOCE

L'aiuto dei pediatri è fondamentale per il riconoscimento precoce del disturbo autistico.

Se un bambino manifesta alcune caratteristiche psicopatologiche tra cui una seria incapacità di sviluppare relazioni con i propri coetanei, di manifestare e godere di esperienze gioiose, problemi di comunicazione verbale e sociale potrebbe essere un soggetto affetto da autismo. I genitori e i pediatri dovrebbero essere i primi a comprendere realtà di questo tipo in modo da poter agire tempestivamente.

Lo ribadisce una revisione apparsa sulle pagine della rivista Archives of Pediatrics and Adolescent Medicine.

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MUSICA, SEGRETO DEL COSMO

All´Università di Firenze il primo tentativo di avvicinare fisica, filosofia, psicologia e altre discipline a Mozart & C.

Che cos'hanno in comune la partitura musicale dell´Ave Verum di Mozart, gli studi di meccanica quantistica di Einstein e la psicologia della Gestalt? E com´è che un neurologo come Luigi Amaducci ha studiato la musica di Ravel, o di musica si occupa, per il suo lavoro, anche un dermatologo come Emiliano Panconesi? Stranezze, casuali connessioni, ci viene fatto di rispondere, indotti da una consolidata cultura ‘separatista´. Ma se, invece che un assemblaggio di parti, tornassimo a considerare l´essere umano un tutt´uno di corpo e di mente, come la cultura occidentale ha pur fatto in passato, scopriremmo l´assoluta ‘normalità´ di certe connessioni fra musica, medicina, filosofia, psicologia, pedagogia.


La mente «assomiglia a un´orchestra», secondo il neuroscienziato Antonio Damasio e a dirlo, appunto, non è soltanto l´esperienza pratica, alla portata di tutti, di quanto bene faccia ascoltare musica prima di un esame, o in caso di alcune malattie. Sono ormai le stesse neuroscienze, i cui strumenti di indagine clinica (dalla Pet, alla risonanza magnetica) hanno messo a fuoco le aree del cervello attive durante un certo tipo di attività, logico razionale, oppure intuitiva. Dimostrando, per esempio, come alla composizione di una partitura musicale ‘lavori´ non solo l´emisfero destro, quello della creatività, ma anche il sinistro, cioè quello della razionalità. O ancora, come il corpo calloso, che unisce i due emisferi, si sviluppi di più (e con effetti duraturi) nei bambini che ascoltano musica.

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QUANDO NAVIGARE ONLINE DIVENTA UNA MALATTIA

Ecco i sintomi di chi soffre di internet addiction: euforia nell'uso del pc, la fatica a staccarsi dalla Rete, l'allontanamento da famiglia e amici.

Non è una novità: si può essere dipendenti dalla droga, dall'alcol, dalla rete. Negli ultimi dieci anni le preoccupazioni riguardo all'internet addiction sono progressivamente aumentate, in corrispondenza della rapida diffusione informatica; ogni ondata di attenzione ha portato con se possibili cure e nuove strutture adatte alla riabilitazione sociale di chi si era perso nella rete.

Questa volta, l'Associazione americana di psichiatria sta considerando la possibilità di inserire la dipendenza dalla rete nella prossima edizione del manuale diagnostico. Viene così riconosciuto a livello medico il rischio di una malattia che può portare a disordini della personalità. Deve essere, quindi, definito un limite in modo da distinguere chi passa molte ore a navigare da chi vive internet come un bisogno compulsivo.

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SINDROME DEL 'MARITO IN PENSIONE'

Casalinghe disperate sì, ma per colpa dei mariti che, arrivati a 60 anni, lasciano il lavoro.

In Giappone dilaga infatti la sindrome del marito in pensione: un problema che colpisce circa il 60% delle over 60, con una serie di effetti dannosi per la loro salute fisica e mentale. Tutta colpa della mania, molto nipponica, del lavoro a tutti i costi: impiegati o funzionari che hanno passato decenni vivendo praticamente in ufficio, arrivati a 60 anni tornano a casa. E solo allora le mogli realizzano di dover convivere con qualcuno che, negli anni, si è trasformato in un perfetto estraneo. Così arriva tutta una serie di disturbi, dalla depressione agli sfoghi cutanei, al mal di stomaco improvviso, a volte accompagnato da insonnia, a turbare le giornate delle mogli disperate.

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ITALIA: TROPPI PSICOFARMACI AI BAMBINI

Psicofarmaci a 'go-go' ai bambini italiani: in cinque anni, la prescrizione di questi medicinali ai più piccoli è infatti aumentata addirittura del 280% mentre negli Usa, dove i bambini in terapia sono più di 11 milioni, l'aumento è stato del 150%. E' l'allarme lanciato oggi da un cartello di associazioni tra le quali "Giù le mani dai bambini" con altre 100 organizzazioni e 230 mila addetti ai lavori del settore salute. Tutti insieme gli esperti hanno denunciato come gli psicofarmaci siano somministrati con troppa leggerezza ai minori e hanno lanciato un appello al ministro della Salute Livia Turco affinché intervenga subito istituendo, anche, un tavolo di confronto al ministero.

"E' un grande scandalo - ha affermato il portavoce di 'Giu' le mani dai bambinì, Luca Poma - se si pensa che si stanno aprendo in Italia 82 centri per la somministrazione di psicofarmaci ai bambini iper-attivi, mentre le autorità di controllo sanitario avevano garantito l'istituzione di un solo centro d'eccellenza per regione in modo per prevenire gli abusi".

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SALUTE E AMBIENTE: CERVELLI AVVELENATI

Ci sono patologie per le quali oltre a non esserci cura o rimedio, sono poco chiare o del tutto sconosciute, le cause. Di alcune, tuttavia, è noto il momento o la fase in cui hanno origine, e più sono precoci, nel percorso evolutivo del paziente, più sono permanenti i danni che procurano. I dati parlano di un bambino ogni sei con disabilità dello sviluppo che nella maggior parte dei casi interessano il sistema nervoso, disturbi nell’apprendimento, autismo, deficit dell’attenzione, ritardo mentale e paralisi mentale. Alcuni esperti sostengono che la percentuale di questi casi sia in aumento ma non ci sono sufficienti dati per dimostrarlo scientificamente, ma ciò su cui si accumula documentazione da diversi decenni è la relazione di causa-effetto tra alcuni composti chimici di origine industriale e il danno dello sviluppo neurologico.
La precocità del danno influisce sulla gravità in quanto un sistema nervoso in crescita è certamente più suscettibile ai danni provocati da agenti tossici, rispetto a un cervello adulto.

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QUEL BISOGNO DI STRAPPARSI I CAPELLI

Hanno sempre le mani in testa. Attorcigliano le ciocche e le tirano. Prima solo un po', poi di più, fino a strapparle. Chi ha questo impulso non riesce proprio a frenarsi.

"E' un comportamento compulsivo che si chiama tricotillomania (dal greco trix, "capello", e tillo, "strappo") spiega Maria Malucelli, docente di psicologia clinica alla Fondazione Fatebenefratelli di Roma. "Nel tempo ci si procurano aree vuote sul cuoio capelluto, ma il danno non è solo fisico o estetico. È un tic da non sottovalutare, che è diffuso due volte di più nelle donne che negli uomini. E il motivo c'è. Tutto parte da un conflitto tra donne in famiglia. Che nasce quando una figlia, per non sembrare meno seduttiva della madre, si punisce: gioca fino a farsi male con i capelli, perché li considera il simbolo per eccellenza di bellezza e femminilità".

È come una scarica elettrica. "Questi gesti d’un tratto diventano indispensabili per tenere sotto controllo l'ansia e la tensione. Cosa che può succedere a ogni età» avverte l’esperta".

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VIOLENZA E MALATTIE MENTALI: QUANTO FORTE IL LEGAME?

Le persone con gravi disturbi mentali sono più violente di altre? Se sì, quali sono le malattie psichiatriche associate con una maggiore probabilità di avere un comportamento violento? Come si può controllare questa attitudine?
Se lo domanda Richard Friedman, e con lui molti psichiatri statunitensi, dalle pagine del New England Journal of Medicine, in seguito ad un evento tragico accaduto nel settembre scorso: Wayne Fenton, uno dei più importanti esperti in schizofrenia americani e direttore associato del National Institute of Mental Health, è stato ritrovato morto nel suo studio. L’assassino, reo confesso, è un ragazzo di 19 anni suo paziente affetto da schizofrenia.

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LA MUSICA: POSSIBILE CO-TERAPIA PER I PAZIENTI SCHIZOFRENICI

La musica potrebbe diventare buona amica delle persone che soffrono di una forma grave di schizofrenia, che li obbliga alla degenza ospedaliera . Un piccolo studio preliminare, realizzato dai ricercatori dell’Imperial College di Londra in collaborazione con i terapisti del Central and North West London Mental Health Trust, ha valutato per la prima volta l’effetto di alcune sessioni di musicoterapia sui pazienti malati di schizofrenia cronica.

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CATTIVI E FELICI

C'è una novità: gli atteggiamenti poco "politically correct" sono esercizi cerebrali che rendono allegri.

Questione di equilibri tra gli opposti, di Yin e Yang: anche il benessere sembra reggersi più sulla dicotomia che sull'univocità di attitudini, inclinazioni, sfumature caratteriali. Così, se fino a poco tempo fa l'attenzione degli scienziati era prevalentemente calamitata da contenuti quali ottimismo, altruismo, fedeltà, perché ritenuti capaci di stimolare reazioni benefiche nel corpo e nella mente attraverso il sistema neuro-endocrino-immunitario, adesso l'interesse è in parte virato verso propensioni e atteggiamenti non propriamente politically correct, come il pettegolezzo, l'ambizione, la vendetta. Perché, ed è questa la novità, entro certi limiti e con le dovute distinzioni, anche i sentimenti e le dinamiche primarie ritenute "moralmente discutibili" hanno in sé il seme della positività. Sia a livello sociologico-evoluzionistico, sia psicofisico-individuale.

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SPENDERE? UNA QUESTIONE DI TESTA

I soldi non sono tutti uguali. Un euro non è uguale all'altro, tanto per dire. E due euro più due euro, possono anche fare meno di quattro, se siamo a fine mese o se i primi due li abbiamo guadagnati in una settimana e i secondi li abbiamo ricevuti in regalo. Il nostro cervello tiene una contabilità che contraddice le teorie economiche e tradisce anche la matematica: insomma, al contrario di quanto si potrebbe pensare, quando spendiamo i soldi o li risparmiamo non siamo tanto razionali come crediamo.

Le scoperte della neuro economia - si chiama così e sta diventando una branca di studi economici così importante che, due anni, fa il Nobel per l'Economia è eccezionalmente stato assegnato ad uno psicologo - dicono che ogni qual volta c'è in ballo un guadagno di soldi, anche piccolo, si eccita la stessa regione del cervello che si eccita per la gola, il desiderio sessuale e la cocaina. Ragion per cui ogni volta che facciamo un affare, scegliamo tra due prodotti scontati, prendiamo una fregatura, ci fidiamo di qualcuno o apriamo un conto corrente in banca, si scatena una vera e propria guerra di neuroni, dagli esiti alquanto stupefacenti.

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MAL D'UFFICIO? COME USCIRE INDENNI

Chi comincia a star male dalla domenica sera al solo pensiero di rientrare in ufficio la mattina seguente. Il male del lunedì è un fenomeno tristemente noto come Sick Building Syndrome o sindrome dell’Edificio malato, per le tante vittime che ne sono colpite. Lo stress lavorativo si può manifestare con mal di testa, crampi allo stomaco, vertigini, nausea, senso di pesantezza, mal di schiena, bruciori agli occhi, difficoltà di concentrazione, ecc. 

Ma quali sono le cause? I numerosi studi condotti sull’argomento ne hanno individuato svariate: dagli acari delle moquettes, ai filtri malfunzionanti dell’aria condizionata, ai materiali tossici degli arredi, alla luce al neon, all’inquinamento acustico degli open space, alle esalazioni dei detergenti o altri prodotti chimici di pulizia. Ma da un più attento esame condotto dai ricercatori dell’University College di Londra su più di 4000 lavoratori, risulta che la causa principale sia di tipo psicologico-relazionale. Le cause scatenanti di tanto malessere sono da imputare all’ambiente umano, all’antagonismo dei colleghi, alle angherie dei superiori, alle pressioni di capi troppo esigenti e per nulla gratificanti. Il fenomeno pare che colpisca soprattutto l’universo femminile, il 20% delle donne contro il 14% dei colleghi uomini. Si può certamente parlare di una concausa di svariati fattori: aspetti fisici e strutturali dell’ambiente di lavoro, le relazioni interpersonali, ma entra in gioco anche la sfera personale.  Non tutti nelle medesime condizioni hanno le stesse reazioni.

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MASCHIO ALFA, L'ADRENALINA E' LA SUA DROGA

Primeggiano e odiano sentirsi vulnerabili, gli uffici ai piani alti dei grattacieli sono il loro habitat naturale. Aggressivi in amore, vogliono il successo a qualunque prezzo: sono i maschi Alfa, la nuova specie di uomo vincente metropolitano.

Il termine è mutuato dall'etologia e definisce il maschio capobranco. Un tipo di uomo che di solito si trova ai vertici delle grandi aziende, in cima alle classifiche dei dischi più venduti, alla guida di una squadra di calcio imbattibile, oppure in prima fila nell'agone della politica. Ma non sempre: anche al primo impiego e con un salario base, il maschio può celare caratteristiche da Alfa.

I maschi Alfa sono scissi in due metà. Quella positiva è costituita da caratteristiche come il coraggio, l'estrema fiducia in se stessi, l'ambizione e la brillantezza di idee. Quella negativa ha la faccia del risentimento, dell'intimidazione dei colleghi.

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L'ORA DI BENESSERE

Per combattere l’ansia e la depressione bisogna «studiare» fin dalle elementari.

Tutti siamo stati a scuola. Ci hanno criticato le scarpe nuove, la cartella che doveva essere come quella dei compagni. E vogliamo parlare della biondina del secondo banco che non ci ha mai filato per niente? Forse solo quando arrivava il 4 al compito di Matematica poteva andare peggio. Ma, riflettiamoci ora, cos'era in fondo quel brutto voto nella materia più ostica in confronto a tutti i voti che si sono presi e si possono prendere nella vita? Un puntino nero in una vasca di latte, una stella in una galassia. Basta accorgersene. Trovare la forza dentro se stessi di fare zoom indietro e dare un'occhiata più distaccata alla nostra vita.

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ITALIANI 'SPORT-DIPENDENTI', E' DROGA PER 500.000

Quando lo sport diventa una droga pericolosa: Sono circa mezzo milione, e si stimano in aumento, gli italiani 'sport-dipendenti', pari al 10% degli assidui frequentatori delle palestre. Un atteggiamento patologico, quello dei 'malati di sport', che purtroppo, in vari casi, finisce per associarsi ad altri disturbi: il 30% di questi soggetti, infatti, soffre anche di anoressia e bulimia associate a depressione e il 3% ammette di fare uso di doping.

Cominciano ad andare in palestra per tenersi in forma, poi pian piano passano sempre più tempo fra attrezzi e corsi, fino a diventare sport-dipendenti: accade al 10% dei cinque milioni di italiani assidui frequentatori delle palestre ed è un problema in costante aumento. Si tratta di una vera e propria dipendenza: chi vive la forma fisica come un'ossessione sperimenta una vera sindrome d'astinenza e si sente male se e' costretto a stare lontano dalla palestra.

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ATTENZIONE: PIU' SI INGRASSA E PIU' CALA L'INTELLIGENZA

Piu' si ingrassa, piu' diminuisce il Quoziente di intelligenza (Qi) . Il grasso, dunque, oltre ad aumentare la pressione arteriosa, a diminuire la durata della vita e ad essere all'origine di malattie cardiache, rende anche un po' meno brillanti.

Lo scrive in prima pagina il londinese 'Sunday Telegraph', dando conto di una ricerca condotta da alcuni scienziati francesi e pubblicata sulla rivista britannica 'Neurology'. Gli autori della ricerca, durata cinque anni e condotta su un campione di 2.200 persone, sostengono dunque di aver trovato un collegamento tra l'obesita' di una persona e il declino della sua funzione cognitiva.

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ADOLESCENTI: LA FAMIGLIA ESCE DI SCENA. 'I MIEI PROBLEMI? NE PARLO SOLO ONLINE'

Una volta le ragazze si confidavano con la mamma se avevano problemi di dieta. Adesso non più: ora chiedono ad internet cosa mangiare per evitare la cellulite. E lo fanno anche i maschietti. Non per informarsi sulle calorie: quella resta una preoccupazione tutta femminile. Gli adolescenti vogliono sapere come evitare una gravidanza o più semplicemente avere conferme sulla propria mascolinità.

La rete sembra aver sostituito genitori e scuola: internet è diventato l'abbecedario della generazione futura. L'Osservatorio sui Diritti dei Minori di Torino ha domandato a 400 adolescenti, tra i 14 e i 18 anni, a chi si rivolgono quando hanno un dubbio che li assilla. "Ad internet" hanno risposto nel 72% dei casi. Propongono soprattutto quesiti alimentari i ragazzi d'oggi (il 31%), o domande sulla sfera sessuale (il 26%). Un quinto dei giovani che usa il web vuole conoscere gli effetti astrologici sulla propria vita mentre addirittura il 14% avanza quesiti psicologici.

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DEPRESSIONE: ADOLESCENTI IN CRISI

Mancanza di identità, ansia e depressione in aumento tra i giovani: i preadolescenti dai 10 ai 14 anni tra le fasce di età più a rischio. Preoccupazione degli esperti della Società Italiana di Psichiatria riuniti in congresso. In Abruzzo ne soffrono 5 mila ragazzi: il 10 per cento dei ragazzi fra i 10 e i 14 anni, quindi, soffre di depressione, ansia da confronto e fobie da mancanza d’identità. Ma solo il 40 per cento è in contatto con gli specialisti e meno del 30 per cento dei casi di depressione viene diagnosticato. Appena il 15 per cento dei giovani pazienti riceve cure adeguate, oltretutto per brevi periodi: dopo un anno, solo un adolescente su sei è ancora in trattamento.

I problemi più diffusi sono l’ansia del confronto (ad esempio la sensazione di non essere all’altezza delle aspettative del gruppo o di essere considerato uno «sfigato») e la fobia della mancanza di identità, cioè l’incapacità di definire la propria identità e quindi di operare delle scelte che riguarda il 6,5% dei preadolescenti. Non mancano i disturbi del comportamento (1,2%) e la depressione che arriverebbe da sola addirittura al 15% degli adolescenti.

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PER IL 30% DEI BIMBI DIFFICOLTA' A SCUOLA, 10% DISLESSICI

Almeno 30 bambini su 100 hanno difficoltà ad affrontare la scuola elementare e, di questi, 10 sono dislessici. Sono cifre in aumento costante come emerge dall'indagine condotta dall'Istituto di ortofonologia di Roma, che sarà presentata nel convegno organizzato dall'Istituto per il 14 e 15 ottobre.
''Le difficoltà scolastiche, e in particolare quelle legate alla dislessia, sono in aumento costante - ha detto lo psicoterapeuta dell'età evolutiva Federico Bianchi di Castelbianco, dell'Istituto - e si devono soprattutto ai notevoli sforzi chiesti attualmente ai bambini nella scuola materna. Sarebbe invece opportuno concedere loro un anno in piu' di maturazione prima che affrontino la scuola elementare''.

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LO STRESS SI COMBATTE IN SETTE MOSSE

Rilassarsi ascoltando la musica, soprattutto quella classica, per almeno trenta minuti produce effetti equivalenti a 10 mg di valium. Fare dei respiri lunghi e profondi facilita una pulsazione regolare riducendo la tachicardia dovuta a stati d’ansia. Non dimenticare, poi, di decontrarre i muscoli facendo stretching o ricorrendo alle mani esperte di un massaggiatore. Questi alcuni dei consigli che imperversano sui siti web americani che si occupano di benessere.

Secondo alcuni specialisti americani lo stress si può infatti battere in sette semplici mosse. Se la musica è meglio del valium, il sorriso è meglio di qualunque terapia: ridere, si sa da tempo, rilassa i muscoli contratti, stimola la circolazione e rafforza il sistema immunitario rendendoci più forti e pronti a difenderci dagli agenti esterni.

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IL CIBO COME UNA DROGA PER GLI OBESI

Mangiare in continuazione senza riuscire a fermarsi, potrebbe avere qualcosa a che fare con la tossicodipendenza. È quello che emerge da una nuova ricerca condotta a New York su alcuni obesi.

Questo, secondo gli scienziati, spiegherebbe come mai le persone in sovrappeso non riescono a fare a meno di mangiare, pur non sentendo più lo stimolo della fame: il cibo - probabilmente - si comporta nel loro cervello come le sostanze stupefacenti agiscono in quello dei tossicodipendenti.

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SESSO, 1 ITALIANA SU 5 NON LO FA

Poco sesso per le italiane. E' quanto emerge dal Rapporto realizzato dal Censis per la Fondazione Schering sulla nuova identità femminile.

Dalla relazione, infatti, risulta che ben un quinto delle italiane non ha una vita sessuale. Sole sotto le lenzuola, dunque, due italiane su dieci. Al contrario, le altre non sembrano affatto deluse dalla loro vita sessuale. Il 53,3% delle donne, infatti, la definisce ottima, il 39,7% buona, il 18,8% discreta. Cartellino 'giallo' solo per il 7,9% delle italiane che assegna un 'mediocre' o addirittura un 'pessimo' ai momenti di maggiore intimità.

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DONNE IN OVULAZIONE VESTONO PIU' APPARISCENTI

Gioielli, foulard colorati e minigonne.

Questi gli strumenti che le donne usano durante l'ovulazione per attirare, seppur inconsciamente, l'attenzione dei maschi ed evidenziare il picco di fertilità che stanno vivendo in quel momento. Almeno secondo una ricerca condotta dagli psicologi delluniversità della California, Los Angeles (Usa).

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DEPRESSIONE POST PARTO: QUALI EVIDENZE PER L'USO DI ANTIDEPRESSIVI?

Una revisione della letteratura scientifica sull’uso degli antidepressivi nella prevenzione della depressione postparto è stata condotta da un team di ricercatori del Regno Unito e pubblicata sulla rivista Plos Medicine. I risultati della review hanno evidenziato l’assenza di evidenze scientifiche che possano giustificare il ricorso ai medicinali antidepressivi per prevenire la depressione materna.

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PROBLEMI SESSUALI PER DUE ITALIANI SU TRE. GLI ANDROLOGI: "LE PILLOLE NON SERVONO"

Prendono le pillole dell'amore per non più di tre mesi. Poi le lasciano, anche se a malincuore, e finiscono in cura dall'andrologo. Sono gli uomini italiani, tra i 40 e i 60 anni, sofferenti di disfunzione erettile, che al Viagra, al Levitra e al Cialis devono molto in termini di nuove "superprestazioni'', ma molto poco in termini di cura. "E' sesso dopato, dopodichè tutto torna a non funzionare.

Due su tre di coloro che avevano problemi sessuali e hanno provato le pillole dell'amore smettono di prenderle perché non hanno risolto alcun problema" spiega Nicola Ilacqua, andrologo, presidente del Terzo congresso nazionale progressi in andrologia in questi giorni in corso in Calabria, a Villa San Giovanni.

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CERVELLO: SCOPERTA L'AREA CHE SI ACCORGE DELLE "STRANEZZE"

Se succede qualcosa di insolito, e' il nostro cervelletto ad accorgersene . Secondo uno studio dell'Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) Fondazione Santa Lucia, infatti, in questa parte del cervello (che controlla tra l'altro la precisione dei nostri movimenti) avviene una vera e propria distinzione tra gli stimoli che riceviamo abitualmente, come ad esempio il rumore del traffico; e uno stimolo sconosciuto, insolito o inatteso, come uno scoppio improvviso.

Lo studio, che ha impegnato i ricercatori per due anni e che e' appena stato pubblicato online dalla rivista Brain, a detta degli esperti apre la strada a possibili terapie per il trattamento di atassia (la perdita cioe' di coordinazione muscolare), autismo e schizofrenia.

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COME CAPISCO SE MIO FIGLIO BEVE O SI DROGA?

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista «Alcoholism: Clinical & Experimental Research» i genitori di adolescenti che fanno uso di droghe, alcolici o sigarette si rendono conto di questi comportamenti solo nella metà dei casi.

Per capire il proprio figlio fuma spinelli o beve alcolici bisogna valutare con attenzione i suoi comportamenti. Questo perché di solito l'uso non occasionale di queste sostanze è espressione di una situazione di disagio. Disagio che può essere evidenziato anche da altri segnali: il ragazzo si comporta male a scuola, non ha un buon profitto, torna a casa tardi la sera, si relaziona male con la famiglia. Solo in questi casi deve scattare un campanello d'allarme. Risponde Piergiorgio Zuccaro, direttore dell'Osservatorio fumo, alcol e droga dell'Istituto superiore di sanità.

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SOS VIOLENZE, BOOM DI CASI TRA LE MURA DOMESTICHE

Stupri e violenze epidemia globale, un dramma che in Italia e non solo si consuma troppo spesso fra le mura di casa. A discutere dell'emergenza dopo i recenti fatti di cronaca saranno i ginecologi, urologi, psichiatri, psicologi, psicoterapeuti, sessuologi e avvocati riuniti all'ospedale San Carlo di Milano per il Convegno Lintimità violata: abuso, violenza e conseguenze nel tempo.

Negli ultimi anni - avvertono gli esperti - le denunce di stupro e violenza sono in costante aumento, anche se è difficile stimare la reale dimensione del fenomeno a causa della paura che determina ancora il cosiddetto sommerso, e cioè le denunce mancate.

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DORME MEGLIO CHI VIVE PIU' INTENSAMENTE

Gli scienziati ne sono sicuri: gestire una vita sociale frenetica concilia il sonno, e dormire aiuta la memoria.

Uno studio condotto dagli esperti dell’Istituto per le neuroscienze di San Diego ha indagato le "ragioni del sonno" con l’intento di scoprire perchè dormiamo e quali effetti abbiano le nostre relazioni sociali sull’attività del cervello.

L’effetto del riposo sulla nostra memoria interessa da sempre gli studiosi, e si ritiene che abbia un ruolo molto importante sui processi con cui il cervello organizza e consolida i ricordi. Secondo gli studiosi californiani, però, una maggiore o minore socialità può influire sulla qualità del sonno e – di riflesso – sulla capacità di memoria degli individui. In pratica, chi è più attivo socialmente riposa meglio e ricorda di più.

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GENIO SI NASCE? NO, SI DIVENTA!

La "formula" della genialità è fatta da una scintilla, una buona conoscenza e tanto lavoro secondo uno studio della Cambridhe Univerity. Il talento senza applicazione, infatti, non conta nulla.

Secondo una recente pubblicazione dell'Università di Cambridge, la genialità non è una dote innata. Per diventare grandi scienziati, grandi musicisti o insuperabili calciatori servono un minimo di predisposizione, ottimi insegnanti, e la ferrea volontà di diventare i migliori.

Se siete tra coloro che ammirano sconsolati i capolavori dei grandi, siano essi scrittori, pittori, scienziati, o sportivi, pensando che competere con la loro eccellenza sia impossibile, non disperate: secondo una recente ricerca condotta in Inghilterra essere un genio non è solo questione di nascita e quindi di fortuna: la genialità può essere coltivata giorno dopo giorno, lavorando sodo e impegnandosi con dedizione.

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SUICIDIO, PRIMA CAUSA DI MORTE TRA I GIOVANI

Rappresenta l'8% di tutti i decessi tra i 15 e i 25 anni. Secondo l'Oms il 40% dei ragazzi che non riesce fa un secondo tentativo.

Il suicidio è la prima causa di morte tra i giovani dai 15 ai 25 anni. E non si tratta di un problema che riguarda solo le società del nord Europa. Anche nel nostro Paese i dati sono allarmanti, visto che l'8% di tutti i decessi tra i ragazzi nella fascia di età 10-24 anni è determinato dalla scelta consapevole di togliersi la vita.

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LA "CULTURA SPAZZATURA" STA UCCIDENDO I GIOVANI

I ragazzi britannici sono tutti i giorni avvelenati da una "cultura spazzatura" che comprende cibo adulterato, videogiochi e un'educazione che gli impone di essere sempre in competizione l'uno con l'altro.

In una lettera aperta al Daily Telegraph 11 insegnanti, psicologi e autori di libri per ragazzi -- fra cui l'acclamato scrittore Philip Pulmman e Penelope Leach, un'esperta di problemi adolescenziali -- hanno lanciato un appello perché il governo agisca immediatamente per impedire che i più giovani possano morire.

Costretti "a comportarsi e vestirsi come dei mini-adulti", i ragazzi stanno diventando sempre più depressi e presentano sempre più problemi di sviluppo fisico e crescita caratteriale precoce, dicono.

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IL BUSINESS SCAVALCA IL SESSO: ORA E' IL PIU' CERCATO SUL WEB

Prima il dovere, poi il piacere. Gli utenti on-line devono aver imparato la lezione. E il sesso ha perso lo scettro. Secondo una ricerca dell'università di tecnologia del Queensland, infatti, l'appeal dei navigatori è molto più attratto da "business, affari e commercio" piuttosto che da "sesso, pornografia ed erotismo". Ironia della sorte, il merito non va ai menager globalizzati ma a "mamme, papà e nonni" che hanno preso il pieno possesso della rete.

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ADOLESCENTI EGOISTI NEL CERVELLO

Perché gli adolescenti sono più egoisti degli adulti? Perché usano una diversa funzionalità del cervello.

Vogliono la paghetta mensile ma non passa loro per la testa di dare una mano in casa, pretendono l’ultimo modello di telefonino ma quando si tratta di fare qualcosa per gli altri si danno alla macchia. Chi ha figli adolescenti sa che fare i conti con il loro innato egoismo è impresa dura. Eppure nessuno fino ad ora aveva pensato che tutto ciò potesse avere una base biologica.

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CRESCE IL POPOLO DEGLI YES-MAN, UN ITALIANO SU DUE

Italiani, popolo di yes-man: in grado di dire si' a qualsiasi capriccio del partner, si' alle richieste del capoufficio, sempre si' ''senza se e senza ma'' a genitori, figli e amici. Dimenticati orgoglio e dignita', ben 6 italiani su 10 non sanno piu' dire di no. Un po' per mancanza di coraggio, ma anche per pigrizia e paura del giudizio altrui.

Tanto che vilta', servilismo e falsita' sono eretti a stile di vita da oltre un italiano su due, mentre la determinazione e il carattere saltano fuori soltanto per vendetta o quando proprio non si ha piu' niente da perdere. E' quanto emerge dall'indagine della rivista Riza Psicosomatica, in edicola in questi giorni, condotta su oltre 1.000 italiani, maschi e femmine, di eta' compresa tra i 25 e i 65 anni proprio sull'incapacita', sempre piu' frequente, di dire di no.

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OBESITA': I FIGLI VIVRANNO MENO DEI PADRI

Addio ai luoghi comuni: grasso non è bello. E c'è da crederci perchè ora l'allarme si estende alle nuove generazioni. Il monito arriva da Sydney dove è in corso il "Congresso Internazionale dell'Obesità". Inquietanti i risultati a cui sono giunti gli esperti: i ragazzi della nuova generazione, per la prima volta nella storia, potrebbero essere i primi ad avere una vita più breve dei propri genitori per colpa delle malattie causate dall'obesità e dal soprappeso.

In Europa e in America se ne parla da tempo, cercando di trovare le necessarie contromisure al fenomeno. E su questa linea si assesta anche l'Italia dove, secondo uno studio della Coldiretti, per colpa della cattive abitudini alimentari, circa il 36% dei ragazzi è fuori forma.

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L'INDAGINE: ECCO CHI OPTEREBBE PER UN BEBE' "SU MISURA"

Un maschietto al posto di una bimba, magari con gli occhi azzurri, una super-intelligenza o un particolare corredo genetico.

L'idea di un bebè su misura, con specifiche caratteristiche fisiche o psicologiche disegnate quando è ancora nel pancione, sembra trovare più consenso fra le persone più istruite e fra i più giovani.

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TRATTAMENTO DELLA DEPRESSIONE IN GRAVIDANZA: I RISCHI DELL'ASSUNZIONE DI ANTIDEPRESSIVI SSRI

L'FDA ( Food and Drug Administration ) ha informato gli HealthCare Professionals ed i consumatori dei risultati di 2 recenti studi che devono essere tenuti presente quando si prendono decisioni riguardo al trattamento con farmaci antidepressivi nelle donne in gravidanza.

Gli studi hanno riguardato donne che erano trattate con inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina ( SSRI ) ed, in pochi casi, con altri farmaci antidepressivi.

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MALATI DI GIOCO, C'E' IL DAY HOSPITAL

È la consapevolezza del pericolo a tenere lontane le persone dal vizio del gioco d'azzardo, o peggio, dalle dipendenze. È quanto si evince da uno studio condotto da Luigi Janiri, professore di psichiatria all'Università cattolica del Sacro Cuore di Roma. Poker, videopoker, slotmachine e scommesse sportive si trasformano sempre più da semplici giochi d'azzardo a vere e proprie "droghe", capaci di portare una persona a dipendenza, crisi di astinenza, comportamenti compulsivi e atteggiamenti violenti.

E per far fronte alla nuova patologia, quella del vizio del gioco, apre a Roma un apposito reparto day hospital, all'interno di quello che già tratta i casi di tossicodipendenza e l'abuso di alcolici. A portare in Italia le terapie per uscire dal tunnel è il Policlinico Gemelli di Roma, dove già si trovano circa 20 giocatori cronici.

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ADOLESCENZA: GIOVANI PIU' EGOISTI DEGLI ADULTI

Spesso si dice che gli adolescenti sono egoisti e pensano solo a se stessi: un'affermazione non campata per aria, ma che ora trova addirittura una conferma e spiegazione scientifica.

Alcuni neuroscienziati inglesi dell'University college of London (Ucl) hanno infatti scoperto che l'area cerebrale della corteccia prefrontale, associata all'empatia e alla comprensione delle motivazioni altrui, e' molto piu' usata dagli adulti e quasi per niente dai teenager, che invece si servono di un'altra zona del cervello, che gli fa solo immaginare lo svolgimento dell'azione.

Come hanno spiegato i ricercatori, al British Association Festival of Science di Norwich, molte aree del cervello cambiano profondamente durante l'adolescenza. Una di questa e' appunto la corteccia prefrontale mediana, associata al pensiero profondo, l'empatia, il senso di colpa e la comprensione delle motivazioni altrui.

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INDAGINE: ECCO CHI OPTEREBBE PER UN BEBE' "SU MISURA"

Un maschietto al posto di una bimba, magari con gli occhi azzurri, una super-intelligenza o un particolare corredo genetico. Lidea di un bebè su misura, con specifiche caratteristiche fisiche o psicologiche disegnate quando è ancora nel pancione, sembra trovare più consenso fra le persone più istruite e fra i più giovani. Almeno secondo unindagine condotta in Gran Bretagna dagli psicologi dellUniversity of West Anglia.

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QUELLA TRISTEZZA CHE ARRIVA SUBITO DOPO IL "SI"

Ne soffre una sposa su dieci: chili di troppo, senso di vuoto, aspettative troppo alte.

Abbandonato l’abito bianco dopo il «più bel giorno della vita», poche spose sfuggono a quella tristezza tipica di chi ha appena detto il fatidico «sì». Altare o Municipio poco importa, il fenomeno dilaga e si espande in tutto il mondo, proprio negli anni in cui il matrimonio sta avendo un rinnovato picco di consensi. Un senso di vuoto che porta confusione, irrefrenabile voglia di cibo e alcol, incapacità di riorganizzare la propria vita e i propri interessi, parenti troppo vicini cui non si riesce a dir di no, fatica nel difendere i nuovi spazi a due: i sintomi per cadere in depressione ci sono tutti.

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DONNA LOGORROICA: 20 MILA PAROLE AL GIORNO CONTRO LE 7 MILA DI LUI

Chiacchierare è un' arte femminile e a dimostrarlo è la scienza. Le bimbe dicono mamma prima dei bimbi. E in età adulta la sproporzione è netta: 20 mila parole al giorno per lei, contro appena 7 mila per lui. Ma la logorrea è solo una delle tante voci nel lungo elenco di differenze tra donne e uomini, svelate dalla neuropsichiatra californiana Louise Brizendine.

Parola di esperta, infatti, il cervello unisex non esiste. E se lei prova piacere facendo gossip o confidandosi con le amiche, il chiodo fisso di lui è il sesso. Non è un luogo comune ma una verità scientifica: lui pensa alla passione ogni 52 secondi, mentre la mente della donna evoca scene osé appena una volta al dì.

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I BAMBINI PIU' PREPARATI SUGLI ANIMALI

Li vedono intelligenti, sensibili e utili all'uomo. E bisognosi di compagnia e aria aperta, proprio come noi.«Il mio gatto è parte della famiglia», «l'intelligenza degli animali è simile a quella dei bambini», «gli animali esistono soprattutto perché sono utili all'uomo», «io e il mio cane guardiamo spesso la Tv insieme», «quasi tutti gli animali hanno pensieri e sentimenti».

Sono alcune delle risposte dei bambini intervistati dai ricercatori dell'Istituto di Scienze e tecnologie della cognizione (Istc) del Consiglio nazionale delle ricerche di Roma, nell'ambito del progetto «Ricerca ed etica: osservare capire rispettare», finanziato dal Miur. «Lo scopo della nostra iniziativa - spiega Elisabetta Visalberghi, dirigente di ricerca dell'Istc-Cnr eresponsabile del progetto - era quello di valutare le attitudini dei bambini verso gli animali, e quello di stimolarli ad avere un maggiore spirito critico verso di loro».

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BASTA 1/10 DI SECONDO PER IL COLPO DI FULMINE

L'abito non fa il monaco, non giudicare il libro dalla copertina: proverbi per dire di non affidarsi alle semplici apparenze. In realta' pero', quando incontriamo una persona e' la prima impressione quella che conta. Precisamente ci basta un decimo di secondo per decidere se qualcuno e' attraente, leale e ci ispira fiducia.

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QUAL'E' L'ESSENZA DELLA FELICITA'? L'ESSERE INNAMORATI, O...

Qual è l'essenza della felicità? Essere innamorati, o meglio ancora, avere accanto il partner ideale. Manco per sogno: per garantirsi questo stato di grazia (di cui il segnale, secondo molti, è l'assenza di altri desideri, l'appagamento) il segreto sta nell'amicizia duratura, nel poter contare su un buon numero di amici fidati. La giovinezza è per definizione l'epoca felice della vita. No; le persone più contente si collocano nella fascia dai cinquant'anni in su.

I soldi, recita il proverbio, non bastano a garantire la felicità, ma siamo convinti tutti che siano una buona ipoteca per conquistarla. Non sembra vero neanche questo: i poverissimi Portorico e Messico sono i Paesi dove la gente è più appagata della propria esistenza.

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PER UN MULTICULTURALISMO POLITICAMENTE SCORRETTO

Tobie Nathan è un etnopsichiatra che si occupa a Parigi delle sofferenze psichiche delle persone immigrate. L’etnopsichiatria è una disciplina nata nella seconda metà del XIX°secolo, cercando di inscrivere la cura delle patologie mentali di un individuo all’interno del suo contesto culturale.

Gli inviti al diaologo, alla partecipazione delle tradizioni, sembrano ormai appartenere a una antica retorica, visto che dobbiamo assistere, con stupore, alla rinascita nel nostro occidente, o nelle sue vicinanze, dei conflitti religiosi.

Per poter comprendere questi fenomeni nei quali l’incontro con l’altro è decisamente conflittuale e disorientante dobbiamo cambiare il senso al concetto di cultura.

Come afferma Nathan allora, “cultura” è una struttura di origine sociale che consente alla nostra mente di riconoscersi in un individuo, di identificarsi rispetto agli altri e rispetto al mondo. La cultura produce l’individuo, ed essendo molte le culture, avremo altrettanti modi di sentirsi al mondo e di sentire il mondo.

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ALCUNI MOVIMENTI FETALI SONO INTENZIONALI GIA' AL QUINTO MESE DI GESTAZIONE

Un feto di 22 settimane può pianificare alcuni movimenti degli arti superiori: muove le mani in modo mirato per portarle alla bocca o agli occhi. Si gratta, o tocca il cordone ombelicale. A 22 settimane di gestazione, poco più di cinque mesi nell'utero della madre, sembra in grado di operare scelte volontarie finalizzate a un migliore contatto con il proprio corpo.
Sono queste le conclusioni di una ricerca condotta dalla Struttura complessa di neuropsichiatria infantile dell'Ospedale infantile Burlo Garofolo di Trieste.

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ANSIE DA FERRAGOSTO? QUALCOSA NON VA

"Partire è un po' morire", si dice. È abbandonare, anche se per poco, le proprie certezze e abitudini. Circostanze che stimolano l'ansia, che nella sindrome da accumulo di stress gioca un ruolo da protagonista assoluto rispetto agli altri fattori collaterali.

Un'ansia che può essere fisiologica - il timore di perdere l'aereo; di non arrivare in tempo all'imbarco del traghetto; di non trovare una sistemazione in hotel o altre strutture adeguate alle aspettative -, o superare i livelli di guardia. "Un classico campanello d'allarme delle forme patologiche è proprio il vivere con tensione anche i momenti di svago, l'incapacità di affrontare lucidamente situazioni comuni come un viaggio, un cambiamento dell'ambiente abituale, la vacanza", fa notare Mario Farnè, docente di Psicologia Medica a Bologna.

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IL PADRE IN SALA PARTO AIUTA LA STABILITA' EMOTIVA DELLA MADRE

''La presenza rassicurante del padre in sala parto produce positivi effetti sulla fisiologia della madre e del nascituro''. Lo ha detto Dario Maestripieri, del Dipartimento di Sviluppo umano, Psicologia e Biologia dell'Evoluzione dell'Università di Chicago.

''L'uomo e' un animale sociale - afferma Maestripieri - e come tale risente positivamente del supporto familiare e degli amici nei momenti piu' delicati della propria vita".

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ANCHE I BIMBI MOLTO PICCOLI POTENZIALI VITTIME DI DEPRESSIONE

Depressi fin dall' asilo? Anche i bimbi molto piccoli possono soffrire del male oscuro, e mostrare segni preoccupanti come introversione, timori e fragilità. Ma anche una spiccata aggressività.

Lo spiega Christa Schaff, segretaria della Professional Association for Child and Adolescent Psychiatry, Psychosomatics and Psychotherapy tedesca, secondo la quale il grosso problema per genitori e specialisti consiste nell' individuare correttamente i baby-pazienti. Non pensiamo quasi mai fin da subito che un bimbo possa essere depresso, anche perché i segni del problema sono spesso atipici, dice l' esperta.

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GLI UOMINI AFFAMATI SOGNANO LE DONNE GRASSE

Meglio le magre o le grasse? Dipende dall’appetito! Uno studio inglese ha mostrato che quando gli uomini hanno lo stomaco vuoto preferiscono le donne in carne.

Dopo aver testato l’appetito di un gruppo di studenti (su una scala da uno a sette) hanno mostrato loro una serie di foto di donne di vario peso vestite in modo sexy, alcune con abiti attillati e altre con un abbigliamento discinto. Coloro che avevano la pancia piena erano attratti di più dalle donne magre, mentre gli “affamati” preferivano quelle più rotonde.

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UN GENE REGOLA L'INVECCHIAMENTO?

Forse, per salvarsi dall’inesorabile passare del tempo, bisognerà solo modificare un gene che regola il ritmo circadiano del nostro corpo. Un nuovo studio suggerisce infatti come l'invecchaimento sia collegato a un gene di cui finora si ipotizzava soltanto l'intervento nell'orologio interno dell'uomo.

Capelli bianchi, mani e faccia raggrinzita, spalle ricurve. Così oggi si riconosce una persona anziana. Ma un giorno potrebbe non essere più così. Prima o poi succede: la pelle diventa rugosa, i capelli si incanutiscono o si diradano, per non parlare del lento deterioramento dei muscoli e delle ossa. Ma l’invecchiamento dovuto al naturale logoramento del fisico e dei tessuti forse potrebbe non essere così inevitabile se, come sospettano alcuni scienziati statunitensi, è davvero regolato da un gene.

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CERVELLO: UN TRAUMA L'INVECCHIA DI 10 ANNI, GUASTANDO LA MEMORIA

I traumi psicologici fanno invecchiare il cervello di dieci anni, accelerando la comparsa di problemi di memoria. E' quanto evidenziato in pazienti reduci da stress post-traumatico in uno studio di Rachel Yehuda della Mount Sinai School of Medicine di New York, pubblicato sulla rivista Biological Psychiatry.

''Subire un trauma precocemente nella vita apre la strada a problemi futuri - ha dichiarato Yehuda - cosi' come prendersi una bella scottatura solare a 15 anni puo' aprire la strada al melanoma in futuro''. Lo stress post-traumatico e' una forma di disagio mentale che si sviluppa in seguito ad esperienze fortemente traumatiche.

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LE FERITE INVISIBILI DELLA GUERRA

Li chiamano "effetti collaterali” della guerra o "difficoltà umanitarie": sono i civili che subiscono in prima persona le conseguenze devastanti dei bombardamenti o degli attacchi terroristici. Uccisi, feriti, costretti a fuggire per cercare scampo altrove con il terrore negli occhi, o a rintanarsi nei rifugi.

Essere coinvolti in situazioni critiche per la sopravvivenza propria o altrui può avere gli stessi effetti di una bomba a deflagrazione ritardata ed evolvere, anche a distanza di mesi dall’evento, in una forma più o meno grave di disturbo da stress post-traumatico (ricordi improvvisi a flash back, accompagnati da emozioni dolorose e dal rivivere il dramma, ridotta capacità di interazione emotiva, ansia e ipervigilanza, come se si vivesse costantemente in pericolo, paura di spazi aperti ma anche luoghi chiusi, abuso di droghe o alcol, depressione o suicidio).

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DONNE E UOMINI DIVERSI NEL CERVELLO

Uomini e donne usano parti diverse del cervello per svolgere gli stessi compiti. Come hanno scoperto alcuni scienziati americani analizzando l'attività cerebrale con la risonanza magnetica per immagini. Lui e lei diversi anche nel modo di usare il cervello. “Non hai capito perché non mi hai ascoltato”. Quante volte capita di dirlo o di sentirselo dire dal partner.

Da oggi qualcuno a propria discolpa potrebbe addurre questa nuova ricerca, secondo cui uomini e donne pensano la stessa cosa in due modi differenti. O meglio con una parte del cervello diversa. E probabilmente qualche volta non si capiscono…

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PERCHE' AI RAGAZZI NON PIACE FARE I COMPITI?

I vostri figli adolescenti non fanno i compiti? Niente paura è un problema che affligge molte famiglie. Come emerge da uno studio tedesco che ha “sondato” il gradimento per i compiti a casa di 2.700 studenti di ogni ordine e grado.

Se i piccolini (delle elementari), infatti, non disdegnano di sforzarsi con la matematica e le altre materie anche quando sono a casa, i grandicelli, invece tendono a essere molto più svogliati a casa che a scuola.

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QUELLO CHE DESIDERIAMO INFLUENZA QUELLO CHE VEDIAMO

Alla luce della ricerca di David Dunning, gli psicologi fanno il punto sulle possibilità e le potenzialità dell'auto-motivazione. La Cornell University dove è stato condotto l'esperimento.Senza saperlo, quello che desideriamo controlla quello che poi vediamo. O, per lo meno, lo influenza. Ne sono certi David Dunning ed Emily Balcetis, i due psicologi della Cornell University autori dello studio che sarà pubblicato sul prossimo numero del Journal of Personality and Social Psychology.

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VACANZE RELAX

Italiani alle prese con un rito collettivo irrinunciabile - l'imminente partenza per le vacanze estive - e con inequivocabili sintomi di "Sindrome Stromboliana": sempre pronti a scoppiare per tutto, ad esplodere come l'omonimo vulcano siciliano di fronte a qualsiasi stimolo, anche blando.

In pratica: costantemente sull'orlo di una crisi di nervi e in continua turbolenza interattiva. Una sindrome, questa, che altro non è se non stress da accumulo "pre-vacanze" .

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SESSO: STRESSATI DALLA FRETTA 6 ITALIANI SU 10, MA 40% SI RIBELLA

Lotta eterna contro i minuti e occhio fisso sull'orologio dalla mattina alla sera, sul lavoro ma anche sotto le lenzuola. Gli italiani vanno di fretta e hanno poco tempo da dedicare all'amore. A denunciare stress da routine quotidiana sono addirittura 6 concittadini su 10, convinti che l'ansia nella vita sessuale rovini i rapporti di coppia, impedisca alla donna di rilassarsi e scateni l'impotenza nell'uomo.

Ma piu di 4 su 10 si ribellano, rivendicando il diritto alla calma e alla spontaneita anche nell'eros. A fotografare il nuovo partito degli innovatori è un'indagine sui tempi dell'amore condotta da Astra Ricerche per Bayer, con interviste faccia a faccia a un campione di 1.500 connazionali rappresentativo di 47,2 milioni di over 18.

Quella che emerge e una nuova Italia dell'amore e del sesso - ha spiegato oggi a Milano il sociologo Enrico Finzi, presidente di Astra Ricerche - Raccoglie il 43% dei 18-64enni, gente che ha capito come il rapporto sessuale vada assaporato e non trangugiato, perchè far bene l'amore fa bene all'amore. Gli innovatori inseguono relazioni di coppia con tempi giusti, e non ritagliati facendo lo slalom tra i mille appuntamenti in agenda; rifiutano ogni pianificazione, si sono liberati dalla schiavitu dell'efficientismo a tutti i costi e chiedono genuinità. Sono uomini che rispettano i desideri della partner, che sanno cos'è la disfunzione erettile, che hanno imparato a conoscere i vari farmaci per combatterla e hanno smesso di averne paura.

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TOSCANA: ORMONI GRATIS PER CHI CAMBIA SESSO

La giunta regionale toscana ha deciso di fornire gratuitamente la terapia ormonale per quanti hanno deciso di cambiare sesso. I farmaci saranno garantiti dal servizio sanitario regionale.

"La Toscana - ha commentato l'assessore per il Diritto alla salute Enrico Rossi - ha sempre riservato una grande attenzione all'assistenza farmacologica essenziale dovuta alle persone portatrici di patologie e disturbi rari. È una questione di diritti e di civiltà. Ed è proprio il caso anche di coloro che sono soggetti da disturbo della identità di genere".
Rossi sottolinea che la delibera, oltre che attuare una legge nazionale in vigore, conferma "i principi sanciti nello Statuto regionale e dalla legge regionale contro le discriminazioni determinate dall'orientamento sessuale e dall'identità di genere. Parlare di una possibile 'corsa all'ormone' - sottolinea - o di eventuali 'sacrifici' a scapito di altri farmaci è grottesco e senza alcun riscontro con la realtà".

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ESPLODE LA SINDROME DEL 'GRANDE FRATELLO'

La paura e il sospetto corrono sul filo del telefono. Dopo giorni di intercettazioni sbattute in prima pagina, esplode tra gli italiani la sindrome del Grande fratello. Parola di Tonino Cantelmi, psichiatra delluniversita Gregoriana di Roma, il timore di essere spiati sta infatti diventando paranoia.

E complice la natura degli abitanti del Belpaese, gia da sempre di indole diffidente e incline al complotto - spiega lo specialista allADNKRONOS SALUTE - nel 2-3% delle persone limpressione di vivere assediati da occhi e orecchie invisibili puo trasformarsi in malattia. Una patologia vera e propria, ben descritta nei testi di psicologia, che in misura piu lieve interessa tutti e in queste ore non risparmia nessuno.

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LAVORO: LA CLASSIFICA DEL MOBBING

Secondo i dati forniti dagli esperti della Clinica del lavoro di Milano, il record negativo è detenuto, col 14% dei casi, dalla pubblica amministrazione. A Taranto un centro terapeutico. Nell’88% dei casi provoca turbe del sonno, nell’85% ansia, nell’80% umore depresso. Ma in 36 casi su 100 causa cefalea, in 58 astenia, spossatezza e in 54 anche mal di stomaco: è il mobbing, quella forma di “terrore psicologico” che viene esercitato sul posto di lavoro attraverso attacchi ripetuti da parte di colleghi o dei datori di lavoro.

Sono dati forniti dagli esperti della Clinica del lavoro di Milano in occasione dell’Icoh, il Congresso mondiale sulla Medicina del lavoro al via oggi presso il Fiera Milano Congressi Center. «Si tratta di un fenomeno in grande crescita - afferma Maria Grazia Cassitto, del dipartimento di Prevenzione e medicina del lavoro della Fondazione Policlinico, Mangiagalli, Regina Elena - ma per fortuna la gente comincia a diventarne consapevole e a chiedere aiuto.

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PREFERENZE ALIMENTARI: DIPENDONO DAI GENITORI

I responsabili delle preferenze alimentari dei ragazzi sono i genitori . Uno studio condotto da Cancer Research UK ha scoperto che i bambini ereditano dai genitori il gusto per cibi ad alto contenuto proteico come la carne o il pesce.

Per le verdure questo non avviene altrettanto facilmente, anche se è chiaro che è più facile che siano le fanciulle a prediligere frutta e verdura che non i maschietti.

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NIENTE COMPITI IN VACANZA: TROPPO STRESS

Compiti delle vacanze per tenere allenate le menti dei bambini durante l'estate? «Bruciate quei libri: costano tanto, non servono a nulla, creano tensioni in famiglia e caricano i ragazzini di uno stress inutile e dannoso».

A dire «no» a letture, operazioni e pensierini sotto l'ombrellone è Italo Farnetani, pediatra e docente dell'università di Milano, che dopo la fine delle lezioni si rivolge a genitori e insegnanti

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DISTURBI DEL SONNO: NUMEROSI CASI DI NARCOLESSIA E APNEA NOTTURNA

Circa il 30 per cento degli italiani soffre di almeno un disturbo del sonno, non si parla solo d'insonnia ma anche di altri problemi a volte poco conosciuti come la narcolessia, l'apnea notturna e l'ipersonnia. L'Associazione Italiana Narcolessia (AIN), da qualche anno difendente il diritto dei soggetti affetti da narcolessia e mette a punto delle campagne di sensibilizzazione. In un convegno sui disturbi del sonno svoltosi a Milano, l'associazione ha presentato i dati raccolti durante uno studio sulla popolazione italiana.

Secondo le statistiche, nel nostro paese le persone affette da narcolessia sono quasi 25 mila, un problema in forte crescita che molte volte non è riconosciuto e quindi trascurato. Spesso, il disturbo del sonno relativo alla narcolessia, viene confuso con lo stress o la stanchezza causati dal ritmo di vita quotidiana o dalle poche ore a disposizione per riposare.

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MILIONI DI PERSONE INCAPACI DI RICONOSCERE LE FACCE

Milioni di persone, nel mondo, potrebbero soffrire di una sindrome poco nota, fino a oggi ritenuta piuttosto rara. Lo rivela una ricerca, finanziata dai National Institutes of Health americani. Al centro della ricerca ce la prosopagnosia (o face-blindness), un disturbo che consiste nella difficoltà a riconoscere dal volto persone gia note.

Cosa che puo creare seri problemi, dal momento che nelle forme piu gravi i malati non riconoscono neanche familiari o amici intimi, o li scambiano per perfetti estranei. E qualcuno ha problemi anche a seguire film e programmi tv, dal momento che non riesce a ricordare i personaggi.

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L'ANDROLOGO: IL 30% DEGLI ITALIANI RISCHIA L'"ANORESSIA SESSUALE"

Emancipati e 'libertini' fin da giovanissimi, crescono bombardati da immagini femminili senza veli ne' tabu'. Ma a 25-35 anni, quando si trovano a fare i conti con i problemi dell'amore adulto, di rapporti intimi non ne possono piu'. Imboccano il tunnel di una pace dei sensi anticipata e nel 30% dei casi rischiano l''anoressia sessuale'.

Il fenomeno e' stato denunciato in Francia dal quotidiano 'Le Figaro'. Ma, parola di andrologo, ''non c'e' dubbio che riguardi anche i giovani uomini italiani''.

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FOBIE IN AUMENTO, MA MEDICINA E PSICOLOGIA CORRONO AI RIPARI

Siamo sempre più spaventati. A dispetto delle molte protezioni tecnologiche di cui gode l'umanità si scopre paurosa come non mai: afflitta da terrori arcaici, come quelli dei ragni e dei serpenti, ma anche da paure nuove, come gli attentati o persino gli asteroidi provenienti dallo spazio profondo. In gran parte dei casi, sono timori immotivati, pericoli remoti che la nostra mente trasforma in minacce reali e immediate. Rendendoci, a volte, schiavi delle nostre paure.

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TV E BAMBINI: LA SOLITA STORIA. DOPO GLI USA ANCHE IN ITALIA LA TV BABY SITTER?

Dopo gli USA, anche l’Italia si appresta a introdurre la Tv che corre in aiuto delle mamme troppo occupate, intrattenendo i bambini.

Una sorta di Tv babysitter attiva 24 ore su 24, che dovrebbe fornire programmi interattivi privi di interruzioni pubblicitarie e interamente dedicati a bambini da 0 a 2 anni. Stando ai suoi promotori, insomma, si tratterebbe di un mezzo studiato apposta per i piccoli telespettatori.

Secondo i pediatri americani questa è un'abitudine assolutamente sbagliata che i genitori hanno assunto: a volte per rifiatare è più comodo mettere i bambini di fronte al televisore pensando che, scegliendo opportuni programmi, essi possano essere stimolati dalle immagini e dai suoni.

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CARATTERISTICHE SOMATICHE NEGROIDI? PENA DI MORTE DOPPIAMENTE PROBABILE

Tra gli afroamericani accusati di omicidio di un bianco, quelli con i tratti somatici più marcatamente negroidi hanno il doppio delle probabilità di ricevere una sentenza di morte rispetto a quelli con tratti più ‘caucasici’ . La relazione tra aspetto fisico e tassi di condanne capitali scompare se la vittima dell’omicidio è un nero. Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista Psychological Science e destinato a fare rumore.

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STUDIO GB: IL CALCIO AIUTA GLI UOMINI A CONDIVIDERE TRA LORO LE EMOZIONI

Luomo che non deve chiedere mai e che non mostra le sue emozioni, soprattutto tra simili, è uno stereotipo duro a morire. Nonostante i tempi e il costume stiano cercando di imporre il modello del maschio sensibile. Ancora oggi, dolore e rabbia, tristezza o gioia sono spesso trattenute alla presenza di altri uomini. Ma non quando ci si trova davanti a un campo di calcio. Il pallone, insomma, rappresenta la valvola di sfogo attraverso cui due terzi dei maschi riesce a condividere le proprie emozioni tra loro.

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UN CAMPO INTERMEDIO TRA NEVROSI E PSICOSI

I disturbi della personalità nell'ambito clinico sono una diagnosi frequentissima. E molto frequentemente compaiono nelle aule giudiziarie: per il 90 per cento delle persone che sono sottoposte a giudizio per un reato penale grave si formula questa diagnosi. Bisogna, a questo proposito, fare un richiamo storico: la psichiatria è nata con due comparti che sembravano, inizialmente, non comunicanti: quello delle nevrosi e quello delle psicosi. Il nevrotico aveva un «io» ben definito, carente, fragile, su cui però si poteva lavorare. Nello psicotico, invece, l'"io" era in qualche modo frammentato, alterato.

Con il passare degli anni si è sentito il bisogno di trovare uno spazio che mettesse in comunicazione questi due campi, nevrosi e psicosi, poiché sempre più nella pratica clinica si osservavano situazioni patologiche che mutavano: pazienti considerati nevrotici che, nel tempo, sviluppavano una patologia di tipo psicotico; condizioni che non solo si aggravavano, ma assumevano caratteristiche cliniche particolari.

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BIBITE "ECCITANTI" RUBANO UN ORA DI SONNO A NOTTE AI BAMBINI ITALIANI

Bambini e adolescenti italiani privati in media di un'ora di sonno a notte, per colpa di cattive abitudini tutte moderne. Negli anni i nostri piccoli hanno perso in media un'ora di riposo, soprattutto a causa del consumo di bibite dolci stimolanti a base di caffeina, fin dalla tenera età. A lanciare l'allarme è Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di Psichiatria dell'Ospedale Fatebenefratelli-Oftalmico di Milano, nel corso di un incontro su sonno e umore nel capoluogo lombardo. Un'ora rubata al riposo a queste età puo rivelarsi un fattore importante, una sorta di miccia per le patologie dell'umore, assicura l'esperto.

Insomma, i bambini che finiscono per andare a letto tardi, svegliarsi spesso o non dormire a sufficienza, rischiano di pagare cara la mancanza di riposo. A rubare il sonno ai giovanissimi non sono solo le bibite, ma diverse cattive abitudini spesso molto diffuse: come la mancanza di orari nel riposo, l'alimentazione sbagliata, la presenza della tv nella cameretta.

Ma allora cosa fare per difendere il sonno di bambini e adolescenti? E' basilare limitare al massimo il consumo di bevande eccitanti fino agli 11-12 anni - raccomanda - men che mai la sera. Occhio anche a thè e alimenti dagli effetti stimolanti, come la cioccolata, prima di andare a letto.

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IL BENESSERE VIENE CON LA MATURITA' E PER LE RAGAZZE PRIMA

Il benessere psicologico è una conquista dell'età matura . Nonostante i giovanissimi abbiano più possibilità di scelta, secondo una ricerca della University of Alberta, pubblicata su Developmental Psychology, l'equilibrio psicologico viene raggiunto solo dopo l'adolescenza e le ragazze sono più veloci dei ragazzi.

La dottoressa Nancy Galambos del Department of Psychology ha seguito un campione della stessa coorte di persone per un periodo di sette anni e ha osservato la transizione dall'adolescenza all'età adulta – dai 18 ai 25 anni – per valutare il benessere psicologico in questa fascia di età.

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CON PAPA' PERFEZIONISTA GIOVANI PIU' A RISCHIO DI DISORDINI ALIMENTARI

Papà perfezionisti sotto accusa. Avere un genitore che chiede sempre il massimo, infatti, puo aumentare tra i figli ai primi anni di universita il pericolo di cadere preda di anoressia e bulimia.

Questi giovani, infatti, spesso sono gia sotto pressione dal punto di vista fisico, per colpa delle aspettative dei coetanei e dei modelli irraggiungibili proposti dai media.

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LEI GLI LEGGE IN VISO SE LUI E' UN BUON PARTITO

Le donne riconoscono a vista d'occhio un uomo da sposare e un bravo papà, infatti basta loro uno sguardo al viso maschile per capire se lui è interessato ai bambini e se è un 'buon partito' per una relazione di lunga durata.

Una ricerca, pubblicata sulla rivista Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences, lascia emergere anche che la donna e' piu' attratta da un viso virile per relazioni sessuali e di breve durata, e che piu' mascolino lei vede il volto maschile, maggiori sono i livelli di testosterone dell'uomo.

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MAMME, NON TRASCURATE LE PAURE DEI BIMBI

Gli psicologi: buio e solitudine, intervenire subito contro le ansie. I pediatri: attenzione a tv e Internet, gravi danni per i più deboli.

"Accanto al pensiero realistico, i piccoli fino ai cinque anni sono condizionati da una quota consistente di pensiero magico e animistico, non distinguono realtà e fantasia", spiega Luigi Anolli, ordinario di Psicologia generale all’Università Bicocca. Arrivati a scuola, poi, "possono sviluppare fobie sociali legate a esperienze pratiche e al sentito dire". Nulla di strano, si dirà. Ma attenzione: "Non bisogna banalizzare le paure dei bambini", avverte lo psicologo. Semmai, è necessario "intervenire in maniera tempestiva, per evitare che le conseguenze dei piccoli traumi diventino croniche". Tanto prima, tanto meglio.

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SESSUALITA' E MASS MEDIA

Genitori e insegnanti non devono sottovalutare l'influenza che i mass-media hanno sui comportamenti sessuali dei ragazzi in fase di sviluppo.

Lo affermano gli studiosi della Society for Adolescent Medicine (l'associazione, con sede a Blue Spring, nel Missouri, che riunisce numerosi specialisti per la cura e la prevenzione di disturbi psico-fisici negli adolescenti), che hanno svolto una ricerca su 1011 ragazzi bianchi e neri tra i 12 e i 15 anni del sud-est degli Stati Uniti.

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CERVELLO: DONNE PIU' INTELLIGENTI DI UOMINI SE C'E'POCO TEMPO

Filosofi e grandi pensatori della storia sono stati, quasi sempre, di sesso maschile. Probabilmente perche' avevano molto a disposizione per dedicarsi alla contemplazione. Se invece avessero dovuto avere a che fare con scadenze e tempi stretti, come quelli che sembrano caratterizzare da sempre la vita delle donne, probabilmente i risultati non sarebbero stati cosi' brillanti.

Secondo una ricerca della Vanderbilt university, pubblicata sulla rivista americana 'Intelligence', le donne farebbero infatti mangiare la polvere ai loro colleghi uomini quando si tratta di svolgere compiti e test con scadenze e tempi stretti

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SALUTE: ANORESSIA E BULIMIA IN MENOPAUSA, AIUTO ANCHE DAI FIGLI

L'anoressia e bulimia in menopausa, ultimo traguardo del disagio del rapporto mente-corpo nelle donne. I disturbi alimentari si allargano, non si fermano piu' all'eta' considerata da sempre quella piu' a rischio, l'adolescenza.

Ora ad essere colpite sono anche le bambine e le donne in menopausa che entrano in cura nei centri che si occupano di disturbi della condotta alimentare. E a lanciare l'allarme, ad intervenire per spezzare il percorso della malattia sono i figli.

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SESSO DEL FUTURO: VIRTUALE E HI-TECH, GLI ESPERTI TRACCIANO I NUOVI SCENARI

Vibratori a pile, addio. Il cybersex è pronto a prendere il loro posto, anzi, forse lo ha già fatto. Resta da capire se il sesso, quello inteso nella versione primordiale che coinvolge i corpi di due amanti, diverrà una pratica in via di estinzione.

I maggiori esperti di tematiche sessuali d'oltreoceano ne hanno discusso recentemente, cercando di fare qualche previsione sul decennio a venire. La risposta? Che partner virtuali saranno in grado di soddisfare appieno qualsiasi desiderio, fantasia - di perversioni non si è parlato - salti in testa ad un essere umano in carne e attributi reali.

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LA FELICITA'? ORA SI PUO' IMPARARE

La felicità, dicono i poeti, è un attimo, un momento irripetibile. Roba vecchia, rispondono insegnanti e psicologi di ultima generazione: la felicità può durare tutta la vita, basta impararla.

Ecco allora che, da chimera irraggiungibile, la felicità diventa materia di studio, con teorie proprie e tecniche d'insegnamento. Come la letteratura o la filosofia.

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ALCOL: DA ISS DECALOGO GENITORI PER EDUCARE FIGLI AL CONSUMO CONSAPEVOLE

Dieci consigli rivolti ai genitori per aiutare i figli a scegliere consapevolmente quando e come consumare le bevande alcoliche.

E il decalogo realizzato dallIstituto superiore di sanità (Iss), e distribuito oggi in occasione della Giornata di prevenzione alcologica.

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ALCOL ED ENERGY DRINK, UN MIX PERICOLOSO?

Mischiare alcolici e drink energizzanti, un cocktail di tendenza nelle discoteche, può essere doppiamente pericoloso, sia perché addolcendo il sapore dell’alcol induce a berne di più e più in fretta, sia perché gli energy drink nascondono alcuni effetti dell’alcol dando a chi beve la percezione, solo fittizia, di essere sobrio .

È quanto dimostrato in un’indagine svolta su un campione di giovani i cui risultati sono apparsi sulla rivista Alcoholism: Clinical & Experimental Research. Coordinata da Maria Lucia Souza-Formigoni, docente del dipartimento di psicobiologia della Federal University of São Paulo, la ricerca evidenzia dunque un altro pericolo subdolo del consumo di alcolici tra i giovanissimi.

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SESSO DIVERSO, MENTE DIVERSA, LETTURE DIVERSE

Donne e uomini arrabbiati scelgono articoli diversi per regolare il loro stato d’animo .Una ricerca pubblicata sulla rivista Human Communication Research mostra che gli uomini cercano letture e messaggi mediatici che li aiutino a conservare la rabbia con la prospettiva di vendicarsi riversandola completamente sull’altro al prossimo incontro.

Le donne, invece, cercano notizie e messaggi più positivi che le aiutino a ritrovare la calma e il buonumore prima di un nuovo possibile confronto. La ricerca è stata portata a termina da Silvia Knobloch-Westerwick, assistente alla cattedra di comunicazione presso l’Ohio State University, in collaborazione con Scott Alter della University of Michigan. Ha coinvolto 86 studenti universitari

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FATICA CRONICA, C'E' MOLTO DA CAPIRE

Una stanchezza cronica persistente per almeno sei mesi che non è alleviata dal riposo, che si esacerba con piccoli sforzi, e che provoca una sostanziale riduzione dei livelli precedenti delle attività occupazionali, sociali o personali.

Cosi i CDC statunitensi hanno definito in modo ufficiale la Sindrome da fatica cronica. Una definizione valida, a condizione che vengano escluse tutte le condizioni mediche che possono giustificare i sintomi del paziente, per esempio ipotiroidismo, epatite B o C cronica, tumori, depressione maggiore, schizofrenia, demenza, anoressia nervosa, abuso di sostanze alcoliche e obesità.

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IL CORPO PARLA QUANDO SI SOFFRE DI DEPRESSIONE

Il corpo parla quando si soffre di depressione: oltre il 40 per cento dei pazienti depressi lamenta sintomi fisici – malessere diffuso, mal di testa, dolori gastrointestinali, mal di schiena - e ben il 70 per cento di essi non sapeva, prima della diagnosi, che tali sintomi potessero essere segnali di depressione.

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INSONNIA: 'NOTTI IN BIANCO' PER 12 MILIONI DI ITALIANI, DORMIRE MALE ACCORCIA LA VITA

Dormire male accorcia la vita e la peggiora. Le notti in bianco triplicano, infatti, il rischio di infarto e quadruplicano le ricadute di depressione. Moltiplicando inoltre il pericolo di ipertensione, problemi metabolici, ictus e morte improvvisa, abbattendo le difese immunitarie e rallentando la guarigione dalle malattie.

Il monito agli oltre 12 milioni di italiani con problemi di sonno, per lo piu donne, arriva dagli esperti riuniti oggi a Milano per presentare la VI Giornata del dormiresano - Progetto Morfeo, organizzata per martedi 21 marzo dall'Associazione italiana di medicina del sonno (Aims) con il sostegno di Sanofi-Aventis. Curare il sonno può allungare la vita, è lappello dei medici, che ricordano come ancora oggi l'insonnia sia un disturbo assai poco diagnosticato e mal gestito.

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LA DIPENDENZA DA CELLULARE

Come la televisione ed il computer, anche il telefonino rappresenta uno strumento tecnologico di crescente utilizzo che, come dimostrano recenti e numerosi studi, è anche un oggetto verso il quale si può sviluppare una vera e propria forma di dipendenza.
Con la crescita del numero e dei modelli di cellulari, nonché dei servizi offerti attraverso il telefonino, si assiste infatti all’incremento di casi di quella che, in alcuni paesi, è già diventata una “malattia sociale” e che è stata definita “telefonino-dipendenza”, “cellularomania” o “cellulare-addiction”. Dal telefono al telefonino: cambiamenti socio-psicologici della comunicazione telefonica.

La nascita e lo sviluppo del mercato della telefonia mobile ha avviato profonde trasformazioni sociali, attribuendo nuove funzioni psicologiche al telefonino rispetto a quelle assolte dal telefono tradizionale.

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FATE DUE CHIACCHIERE ANCHE CON I NEONATI

Come stimolare le facoltà verbali, fin dalla nascita. Parlano prima i bimbi di genitori loquaci.Certi bambini crescono in un ambiente in cui sono molto esposti alle conversazioni degli adulti, dei fratelli, delle sorelle, degli amici. Altri in famiglie silenziose.

In quale misura questo influisce sull’evoluzione del linguaggio? Quale ambiente può sviluppare al meglio le facoltà verbali ed espressive? Dopo anni di supposizioni, oggi disponiamo di dati chiari, grazie a uno studio sul linguaggio, condotto con intelligenza e rigore scientifico da Betty Hart e Todd Risley.

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TROPPI SPINELLI MANDANO IN FUMO LA MEMORIA

Fumare spinelli, e fumarne tanti per molti anni di seguito, puo' davvero annebbiare la mente riducendo memoria e capacita' di apprendimento. Infatti uno studio pubblicato sulla rivista Neurology evidenzia che gli habitue' dello spinello vanno incontro a deficit cognitivi, defaillance della memoria e difficolta' nel mantenere l'attenzione, rallentamento delle capacita' di riflettere, nonche' ridotta fluidita' del linguaggio.

Invece per i fumatori occasionali che non hanno fumato marijuana piu' di 20 volte in tutta la loro vita, ha rilevato Lambros Messinis, che ha diretto lo studio presso il dipartimento di neurologia presso il policlinico universitario di Patras, in Grecia, le capacita' cognitive sembrano al riparo dagli effetti deleteri dello spinello.

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FELICI SI DIVENTA

Essere estroversi. Lanciare sfide ardite. Puntare sugli affetti. Basta per essere positivi? La scienza affronta il più antico dei dilemmi.
Dopo un secolo dedicato a studiare le sofferenze umane, gli psicologi hanno scoperto la felicità.

E i libri che raccontano come conquistarla, come 'Happiness' dell'inglese Daniel Nettle, pubblicato dalla prestigiosa Oxford University Press, o 'Satisfaction' dello psichiatra americano Gregory Berns, escono dagli scaffali dedicati alla psicologia popolare, per conquistarsi un ruolo tra le pubblicazioni accademiche. Come si spiegano tanti sforzi per migliorare la vita di chi non denuncia gravi patologie, ma semplici insoddisfazioni? "Non c'è molta felicità in giro, per questo ne parliamo tanto", dice Nettle, psicologo all'Università di Newcastle: "La gente si è resa conto che il nostro tenore di vita è sensibilmente migliorato, ma la nostra vita interiore no".

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ECCO COME L'UMORE INFLUENZA LA SALUTE DEL CUORE

Uno studio sul cervello sembrerebbe suggerire un motivo di tante evidenze scientifiche che legano l’umore, il benessere psicologico alle malattie cardiovascolari: alla base potrebbe esservi il principale regolatore dell’umore, la serotonina, che potrebbe giocare un ruolo nell’irrigidimento delle arterie.

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TENERSI IN FORMA: TUTTA QUESTIONE DI 'APPROCCIO'

Secondo un articolo pubblicato sull’IDEA Fitness Journal, ci sono alcuni trucchi che potrebbero aiutare a portare avanti l’attività programmata nei buoni propositi di inizio anno, ed evitare di lasciar marcire il costosissimo e mai usato abbonamento alla palestra sotto casa.

Innanzitutto non colpevolizzarsi se si odiano le palestre. Doverci arrivare, cambiarsi, sudare in mezzo a corpi sconosciuti, farsi la doccia in mezzo a corpi sconosciuti, doversi comprare una tuta o un completino trendy per non sentirsi completamente fuori posto, sono tutte cose comprensibilmente non amabili.

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PREVEDERE LA MEMORIA

Il nostro cervello sa se si ricorderà qualcosa prima ancora che questa cosa accada, ad esempio, se ricorderemo la lezione appena studiata o se invece all’esame falliremo miseramente.

Da uno studio condotto presso lo University College of London e pubblicato sulla rivista Nature Neuroscience, emerge che memorizzare o no un evento dipende dall’attivazione preliminare del cervello.

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L'ISTINTO DI FARSI I FATTI DEGLI ALTRI

Le soap opera piacciono a molti, come testimoniano gli ascolti in Italia e nel resto del mondo. Tutto merito di una sapiente sceneggiatura e una regia perfetta? Non soltanto. Sembra infatti che alla base della passione per innamoramenti, tradimenti e intrighi sentimentali altrui ci sia un primordiale istinto di sopravvivenza.

Come ha dimostrato una ricerca britannica che ha analizzato il fenomeno - tanto superficiale quanto antico - del pettegolezzo.
Gli psicologi dell'Università di St Andrews (Scozia) e di Liverpool hanno consegnato a dieci volontari quattro testi da leggere e da riscrivere - dopo qualche minuto - in base ai loro ricordi.

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ANORESSIA: EREDITA' E NEVROSI PESANO SULLO SVILUPPO DELLA MALATTIA

L’anoressia nervosa è spiegata con fattori ereditari per il 56 per cento e per il resto da fattori ambientali . Inoltre un fattore predittivo dello sviluppo della malattia è il comportamento nevrotico precoce. È quanto dimostrato in uno studio pubblicato sugli Archives of General Psychiatry, ed eseguito su tantissime coppie di gemelli, il campione ideale come substrato per indagare e discernere tra ereditarietà e peso di condizionamenti ambientali sulla genesi di una malattia.

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IL CORPO MATERNO E' LA MIGLIORE DELLE INCUBATRICI

Così piccoli, così fragili… eppure anche i bambini più prematuri hanno delle risorse impensate. Nils Bergman, medico di Città del Capo e “inventore” della Kangaroo Mother Care, una speciale tecnica “marsupio” di fasciatura per mantenere i bambini prematuri a stretto contatto del corpo materno, parla dei suoi studi in occasione della VII giornata dell’allattamento al seno, nell’ambito di un seminario promosso da La Leche League.

Bergman ha scoperto che i prematuri, se posti addosso alla madre 24 ore al giorno, hanno parametri di respirazione, battito cardiaco e temperatura più stabili di quelli che manifestano in una incubatrice, e che abbiamo invece sino ad ora considerato normali nei bambini nati prima del termine.

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ECSTASY E DEPRESSIONE SI AUTOALIMENTANO

I giovani con tendenza alla «tristezza patologica» si avvicinano più facilmente alla droga sintetica, che a sua volta la facilita.
Il mal di vivere e lo «sballo» da ecstasy sono legati a doppio filo.

Se da un lato i ragazzini che mostrano i primi segni di ansia e depressione sono più predisposti ad assumere la pasticca, dall'altro l'uso prolungato di ecstasy peggiora i problemi psicologici, favorendo l'ingresso in un tunnel senza facile uscita.

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MALATI MENTALI, SUPERARE I PREGIUDIZI

Fra tutti gli emarginati, i malati mentali lo sono più degli altri. Perché meno degli altri sanno difendersi e spiegare la loro condizione di “diversi”, e perché la malattia mentale fa paura e suscita più facilmente reazioni difensive e risposte di rifiuto. Un libro autobiografico scritto da una dottoressa che è stata anche sofferente di disturbi bipolari ha rotto il muro del silenzio e suscitato forti reazioni.

Ne parla l’autrice in un editoriale sulla rivista The Lancet. Lo stigma nasce dai limiti che ogni società pone rispetto ai comportamenti ritenuti accettabili; ma ci sono anche cause che vanno oltre quelle sociologiche e antropologiche. La reazione di rifiuto o di aggressività verso il malato di mente, afferma Kay Redfield, è profondamente incisa nel cervello.

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DEFICIT D'ATTENZIONE E IPERATTIVITA', I FARMACI FANNO MALE?

I farmaci come il ritalin per la sindrome da deficit di attenzione e iperattività aumenterebbero il rischio cardiovascolare e potrebbero causare morti improvvise, attacchi cardiaci e altre complicazioni . È l’avvertimento che si deve diffondere, ha denunciato Peter Gross, direttore della Medicina interna all'Hackensack University Medical Center in New Jersey, anche se ancora non si hanno dati certi sugli effetti fatali di queste sostanze che sono state oggetto dell'attenzione di una commissione.

La Food and Drug Administration, l’organo statunitense di controllo sui farmaci, ha dichiarato dal canto suo che prenderà in considerazione le raccomandazioni espresse dalla commissione. Ma, ha rilevato, non bisogna creare allarme ingiustificato e prematuro. Le affermazioni circa presunti effetti avversi a carico del sistema cardiovascolare per i pazienti che ne fanno uso dovranno dunque essere verificate in modo puntuale con nuove ricerche.

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SALUTE: DUE DONNE SU CINQUE SCELGONO LA FILOSOFIA DELLA CRONICITA'

I dati dell'indagine presentati al Forum Nazionale di Medicina Interna dimostra che c'è ancora molto da fare per convincere gli italiani a adottare stili di vita corretti: c'è gente che preferisce convivere tutta la vita con l'asma piuttosto che smettere di fumare oppure che sceglie di vivere fra cento e duecento, cioè i limiti della pressione alta piuttosto che dimagrire.

Un italiano su quattro, di più le donne, in maggioranza chi ha un titolo di studio alto, preferisce convivere per tutta la vita con una malattia cronica, dal diabete all'ipertensione, piuttosto che sperare in una guarigione definitiva che richieda una terapia pesante e altrettanto pesanti sacrifici come calare di peso, smettere di fumare, fare sport e inseguire disperatamente la carriera. E' il risultato di uno studio presentato al Forum Nazionale di Medicina Interna presieduto dal professor Ettore Malacco.

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ATLETI GIOVANI: AUMENTA IL RISCHIO DI DISTURBI ALIMENTARI

I giovani atleti, presi dall’ansia di prestazione o semplicemente dal desiderio di avere un corpo modellato, possono diventare schiavi del fitness e sviluppare disturbi alimentari .

I pediatri e i genitori devono imparare a tenere sotto controllo le abitudini alimentari dei ragazzi, questo il monito che parte dalle pagine della rivista Journal of the American Medical Association. Secondo l’American Academy of Pediatrics tutti gli atleti delle scuole superiori e dei college che partecipano alle attività sportive organizzate e che partecipano alle competizioni devono essere oggetto di particolari attenzioni da parte dei medici pediatri e dei medici dello sport.

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QUAL'E' L'ESSENZA DELLA FELICITA'? ESSERE INNAMORATI, O...

Qual è l’essenza della felicità? Essere innamorati, o meglio ancora, avere accanto il partner ideale. Manco per sogno: per garantirsi questo stato di grazia (di cui il segnale, secondo molti, è l’assenza di altri desideri, l’appagamento) il segreto sta nell’amicizia duratura, nel poter contare su un buon numero di amici fidati. La giovinezza è per definizione l’epoca felice della vita. No; le persone più contente si collocano nella fascia dai cinquant’anni in su.

I soldi, recita il proverbio, non bastano a garantire la felicità, ma siamo convinti tutti che siano una buona ipoteca per conquistarla. Non sembra vero neanche questo: i poverissimi Portorico e Messico sono i Paesi dove la gente è più appagata della propria esistenza (è il dato sorprendente emerso da un’indagine condotta qualche anno fa in 82 nazioni).

Queste affermazioni sono le scoperte recenti di un filone di studi cui si sono appassionati alcuni ricercatori negli ultimi vent’anni. Il pioniere, ancora poco conosciuto da noi, è Edward Diener, psicologo dell’Università dell’Illinois, definito ormai, un po’ ironicamente, il dottor Felicità per il gran numero di studi che ha condotto in questo campo, convinto che si possa trovare un metodo scientifico per indagare una condizione dello spirito sfuggente e, ahimè, terribilmente soggettiva.

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BURN OUT SEMPRE PIU' MINACCIOSO PER LE IMPRESE

I casi d'esaurimento psicofisico sul posto di lavoro sono in crescita. «Meglio prevenire che curare», afferma un gruppo d'esperti riuniti giovedì nei pressi di Friborgo. La sindrome da esaurimento emotivo, psichico e fisico - il burn-out appunto - che un tempo colpiva quasi esclusivamente gli operatori sociali e gli insegnanti, ora dilaga anche in altri settori professionali.

Operatori sociali, insegnanti, giornalisti e quadri in genere sono i soggetti più a rischio.

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PUBBLICITA', ECCO COME E DOVE AGISCE SUL CERVELLO

Le aree del cervello del piacere e della gratificazione, anche implicate nelle tossicodipendenze, si confermano essere alla base del potere della pubblicità e della sua forza di indirizzarci nelle preferenze; in queste regioni si sviluppano i meccanismi neurali con cui si innesca la preferenza per un certo prodotto.

Secondo quanto riferito sulla rivista Neuron da John O’Doherty, dell'University College London e del California Institute of Technology a Pasadena, l’attività neurale di questi centri, mesencefalo ventrale e striato ventrale, è strettamente legata alle scelte che facciamo ogni giorno. Le persone preferiscono un determinato prodotto in larga misura imparando ad associare ad esso una rappresentazione predittiva della sua qualità. In pratica la preferenza scatta perché nel nostro cervello si è radicata l’associazione tra quel prodotto, per esempio un cibo, e qualcosa come la sua marca oppure ancora l’associazione del prodotto a uno stimolo che ci arriva dallo spot che lo reclamizza e che ci ha condizionati.

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ECCO PERCHE' CI ARRABBIAMO

Vecchi, giovani, uomini, e anche animali, tutti gli esseri umani ed a quattro zampe molto spesso si incavolano. Un meccanismo psichico comune ad ogni eta', che nasconde ansie e sofferenze, ma che quando si e' bambini e' ben piu' difficile da decodificare, capire, raccontare e quindi gestire.

''L'ira e' una delle emozioni piu' comuni'' sottolinea ''Focus Junior'', il periodico scientifico dedicato ai piu' piccoli che, nel numero di marzo, dedica un intero capitolo alla rabbia, per spiegarla ai bambini e aiutarli a farne i conti senza far danno. A se' stessi prima di tutto.

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ABORTO: LA DONNA NE PORTA IL PESO PER ANNI

L’aborto non è mai una scelta facile per la donna, la quale, infatti, porta il peso per anni di questa dolorosa scelta, vivendola con ansia, senso di colpa, stress, anche a cinque anni dall’interruzione di gravidanza. È quanto dimostrato in un’indagine pubblicata sulla rivista BMC Medicine e diretta da Anne Nordal Broen dell’Università di Oslo, in Norvegia in collaborazione con colleghi norvegesi dell’ospedale Buskerud a Drammen

Per valutare il livello di stress e la salute psicologica delle donne in queste dolorose circostanze, confrontando il loro con lo stato d’animo di altre donne che invece hanno avuto un aborto spontaneo perdendo una gravidanza desiderata, gli esperti hanno coinvolto due gruppi di donne: 40 che avevano avuto un aborto spontaneo, 80 che avevano scelto di interrompere la gravidanza. Gli psicologi hanno somministrato loro dei questionari per valutare la reazione psicologica all’evento a 10 giorni, sei mesi, due e cinque anni da esso.

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I BAMBINI PICCOLI SONO ALTRUISTI

I bambini sono altruisti. O perlomeno imparano a esserlo anche prima di apprendere l'arte del cammino o quella della comunicazione verbale. A suggerirlo è una ricerca pubblicata su «Science» e condotta da Felix Warneken e Mike Tomasello del Max-Planck-Gesellschaft in Germania.

L'essere umano è la specie altruista per eccellenza, ma finora nessuno studio si era proposto di verificare le radici del comportamento altruistico per scandagliarne l'origine ereditaria o sociale. In pratica, è difficile spiegare in modo esaustivo dove nasce il nostro atteggiamento altruistico, anche se le nostre abilità comunicative grazie al linguaggio sicuramente sono determinanti nell'indurlo.

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LUI PIU' VENDICATIVO DI LEI VERSO CHI TRADISCE

L’uomo è più vendicativo della donna verso persone che hanno tradito la sua fiducia con comportamenti scorretti e prova maggiore soddisfazione dalla punizione “inflitta” al traditore. È quanto emerso in uno studio apparso sulla rivista Nature e dedicato a esperimenti sull’empatia, quella prerogativa della sfera emotiva umana alla base delle interazioni sociali.

La ricerca, condotta da Tania Singer del Wellcome Department of Imaging Neuroscience presso lo University College di Londra, mostra come gli esseri umani siano capaci di empatizzare con persone corrette e altruiste ma, viceversa, non mostrino empatia per persone che hanno avuto comportamenti scorretti nei loro confronti, mostrando dunque di avere un senso innato per la giustizia che probabilmente trova spiegazione in termini evolutivi e di conservazione della specie.

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IL SILENZIO E' D'ORO

Volete che la vostra relazione sentimentale, datata che sia o del tutto recente, vada avanti? Possibilmente senza gravi scosse? Ed allora sappiate che secondo uno studio effettuato dall’Istituto di Psicologia transdisciplinare di Roma la vita di coppia dura in media cinque anni di più se i partner non si dicono sempre la verità, ma tacciono , per esempio, su argomenti che riguardano la fedeltà reciproca o non esprimono giudizi sull’altro componente della coppia. Questo non vuol dire affatto che le bugie fanno bene all’amore, semmai è bene non optare per la sincerità assoluta.

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IL SEGRETO DEL SUCCESSO? DENTI BIANCHI E PERFETTI

Il successo nella vita è tutta una questione di sorriso. O meglio di denti: averli bianchi e perfetti è la chiave per essere vincenti. Almeno secondo uno studio inglese condotto su un centinaio di volontari da un’equipe di psicologi sociali del King’s College di Londra.

Nell’ultimo decennio sono aumentati i ‘maniaci’ del sorriso perfetto. Tanto che i fornitori di porcellane e simili si sono dovuti adattare, proponendo materiali sempre più bianchi e lucenti. Perché a sognare una dentatura ‘a prova di telecamera’ ormai non sono più soltanto i giovanissimi.

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SE IL BIMBO PIANGE, MAMMA E PAPA' REAGISCONO DIVERSAMENTE. ECCO PERCHE'

Come ogni genitore sa, i bambini comunicano con il pianto e le espressioni facciali.
Ma gli adulti sono in grado di riconoscere lo stato emotivo dei bambini attraverso l’espressione facciale? La risposta è in uno studio condotto da ricercatori dell’Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare del Cnr di Milano-Segrate e del Dipartimento di psicologia dell’Università di Milano-Bicocca, coordinato da Alice Mado Proverbio e Alberto Zani e reso noto nel corso del meeting annuale della Society for Neuroscience.
«Abbiamo messo a confronto l’attività cerebrale di genitori con figli di 2 anni circa insieme a donne e uomini senza figli né familiarità coi bambini, mentre osservavano centinaia di foto in primo piano di neonati e bambini estranei felici o sofferenti», spiega Alice Mado Proverbio, «con lo scopo di stabilire l’effetto del sesso e dell’esperienza parentale nella reazione empatica del cervello alla vista di bimbi sofferenti».

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BULLISMO TRAI BAMBINI DELLE ELEMENTARI, CONSEGUENZE ANCHE GRAVI

La frequenza di episodi di bullismo tra i bambini delle scuole elementari è sostanziale. Numerosi studi hanno evidenziato un’associazione diretta tra episodi di bullismo subiti e gravi problemi scolastici: il problema non va quindi sottovalutato. L’allarme giunge da uno studio pubblicato sugli Archives of Pediatrics & Adolescent Medicine. Nell’ultimo decennio le preoccupazioni riguardo al fenomeno del bullismo e al suo ruolo nella violenza nelle scuole, nella depressione e nello scarso rendimento scolastico sono significativamente cresciute, ma non esisteva ad oggi uno studio che determinasse la prevalenza degli episodi di bullismo nelle scuole elementari.

Tra i bambini vittime e bulli-vittime è molto diffusa la sensazione di non appartenenza alla propria scuola. Bulli e vittime, prevalentemente maschi, hanno una frequenza significativamente più elevata di giorni tristi durante l’anno scolastico.

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SCULACCIATE, AUMENTANO ANSIA E AGGRESSIVITA' NEL BAMBINO

Una ricerca condotta in sei differenti paesi tra cui l’Italia sembra far definitivamente chiarezza se sia lecito ed educativo o, viceversa, controproducente e nocivo il “ceffone pedagogico”, insomma l’uso di metodi fisici per educare i figli.
Infatti, per quanto non confermi né neghi il loro potere educativo, lo studio pubblicato sulla rivista Child Development, indica chiaramente che questi metodi inducono ansia e aggressività nei piccoli, di fatto rappresentando un ottimo deterrente per chi è uso alle “maniere forti”.

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MAMMA INSODDISFATTA A LAVORO? BIMBO NE PAGA LE SPESE

Il lavoro di mamma può stressare I figli quando lei non ne è soddisfatta. È quanto dimostra un’indagine condotta a più mani da Julie Turner-Cobb, psicologa della University of Bath, Christina Chryssanthopoulou, della University of Kent, e David Jessop, neuroimmunologo della University of Bristol.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Developmental Psychobiology, mostra che i bambini le cui mamme hanno un lavoro non proprio “da sogno” producono il doppio di ormone dello stress, il cortisolo. Il cortisolo è un composto steroideo prodotto quando siamo sotto stress. Serve a cambiare alcune funzioni fisiologiche per permetterci di reagire allo stress, ma quando i suoi livelli rimangono costantemente alti nel tempo può avere effetti deleteri, influenzando negativamente l’apparato cardiovascolare e il metabolismo di grassi e zuccheri.

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RICERCA: DALLA NASCITA BEBE' CATTURA I NOSTRI SGUARDI

Sin dai primissimi giorni di vita il neonato vi guarda ed è capace di agganciare lo sguardo altrui 'rapendo' le pupille di chi ha di fronte.
Riportata sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, la scoperta, di psicologi e pediatri italiani, indica che il neonato ha possibilita' di interazione e comunicazione di sguardi sin dalla nascita ed e' pronto da subito ad accogliere tutti gli stimoli che gli vengono trasmessi.

A spiegarlo Dino Faraguna, Direttore Dipartimento Materno Infantile dell'Unita' Pediatrica, Ospedale di Monfalcone, Gorizia, che ha partecipato allo studio diretto dalla psicologa Teresa Farroni del Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione, Universita' di Padova e in collaborazione con il Birkbeck College dell'Universita' di Londra.

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SU INTERNET IL BOOM DELLA PSICOLOGIA FAI-DA-TE

Si può guarire dall'ansia e dalla depressione con un dialogo a distanza? Con una consulenza terapeutica fatta solo di parole? Senza guardarsi in faccia, senza un contatto fisico?Molti la pensano così visto che i siti su Internet dedicati alla psicoterapia proliferano.

Si moltiplicano i siti, l’allarme degli specialisti: "Sovente vengono chiesti soldi e in cambio si danno consigli da posta del cuore".

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I BUGIARDI HANNO PIU' CERVELLO

Per dire bugie ci vuole cervello e infatti uno studio pubblicato sul British Journal of Psychiatry mostra che i bugiardi patologici hanno fino al 26 per cento di materia bianca in più in una regione della corteccia cerebrale già associata alla menzogna in precedenti studi.

Lo studio ha coinvolto 49 individui di cui 12 considerati bugiardi patologici, 21 individui sani di controllo, 16 con disturbi di tipo anti-sociale anch’essi usati come gruppo di controllo. I ricercatori hanno esaminato varie caratteristiche associate alla bugia, dal semplice mentire al tradimento, dalla capacità di manipolare il prossimo a proprio favore al mentire per ottenere i benefici del fingersi ammalato.

Gli esperti hanno poi esaminato il volume della corteccia prefrontale, una zona del cervello legata al rimorso e ai comportamenti indotti da considerazioni morali la cui attività, in precedenti ricerche, sembrava in qualche modo coinvolta nell’atto di dire bugie.

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VIDEOGIOCHI CATTIVI MAESTRI

I bambini e gli adolescenti che passano il tempo al computer appassionandosi a videogiochi violenti finiscono per diventare aggressivi e ansiosi: tendono a imitare mosse pericolose sperimentate nel gioco, polemizzano con gli insegnanti e hanno perfino un peggior rendimento a scuola.
Come se non bastasse, i ragazzini più attratti dai giochi sanguinari sono anche i più influenzabili, destinati a manifestarne più facilmente gli "effetti collaterali" sul comportamento.

Queste fosche conclusioni arrivano dall'ultimo congresso dell'American Psychological Association, dove è stata presentata una revisione di tutti gli studi svolti sull'argomento durante gli ultimi vent'anni.
Questa ricerca sembra non lasciare spazio ai dubbi: i giochi elettronici violenti sono dannosi, allentano i freni inibitori dell'aggressività e incidono pesantemente sul comportamento di bimbi e adolescenti in un periodo delicatissimo per la loro maturazione psicologica, quando stanno imparando che cosa è giusto e cosa non lo è.
Difficile obiettare, dando un'occhiata ai videogame preferiti dai ragazzini: da Carmageddon, che tanto fece discutere alla fine degli anni ’90, fino a Manhunt, ritirato in Gran Bretagna lo scorso anno perché un diciassettenne vi si ispirò per uccidere un amico.

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GRAVIDANZA: PIU' ANSIOSI I FIGLI DI MAMME STRESSATE

Lo stress delle donne in attesa minaccia il bebè nel pancione.
A confermare uno dei timori delle future mamme è uno studio ad hoc, secondo cui i figli di donne molto stressate durante i nove mesi della gravidanza possono essere piu vulnerabili all'ansia, una volta cresciuti. I ricercatori dell'università inglese di Bristol e di quella americana di Rochester hanno scoperto così che l'ansia, specie nell'ultima fase della gravidanza, può essere contagiosa.

E sarebbe legata a livelli elevati di cortisolo nei bambini di 10 anni. Insomma, l'ormone dello stress può attraversare la placenta e arrivare al bebè quando è ancora nel pancione. Con conseguenze a distanza di anni. La ricerca, pubblicata su Biological Psychiatry, conferma precedenti studi sugli animali.

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PENSIERO COSCIENTE, UN FATTO DI CONNESSIONI

La coscienza dipende dall’abilità del cervello di integrare informazione. La dimostrazione di questa ipotesi arriva da un lavoro di ricercatori italiani alla University of Wisconsin-Madison pubblicato sulla rivista Science. L’équipe, servendosi di una tecnica innovativa, ha infatti dimostrato che, quando durante il sonno la nostra coscienza si estingue, viene a mancare nel cervello la comunicazione tra le varie parti della corteccia cerebrale.
La scoperta non si limita a far luce sulle basi neurologiche del pensiero cosciente, ma potrebbe contribuire allo sviluppo di nuovi strumenti diagnostici e terapeutici contro malattie psichiatriche che colpiscono la coscienza, come la schizofrenia.
Il regno della coscienza è ancora qualcosa di molto nebuloso e finora poche ricerche sono state eseguite per comprendere in che modo il nostro cervello mantenga e alteri i vari stati della mente.

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PSICHIATRIA: SUICIDI, ALLARME PER GIOVANISSIMI E MEDICI

Giovanissimi, ma sempre piu' stanchi della vita, tanto da scegliere il suicidio come unica soluzione possibile. I numeri fanno impressione: in Italia, l'8% di tutti i decessi tra i ragazzi nella fascia di eta' 10-24 anni e' determinato dalla scelta consapevole di togliersi la vita e proprio il suicidio e' tra le prime cause di morte tra i piu' giovani. Un dato allarmante, avvertono gli psichiatri, che si affianca ad un nuovo fenomeno, che solo di recente e' balzato all'attenzione degli esperti: i suicidi sono in preoccupante aumento anche tra i medici, 'nuova categoria a rischio'.
Un 'pianeta' subdolo e spesso difficile da quantificare, quello dei suicidi, ma che si sta popolando sempre di piu' proprio di quelle categorie sociali oggi considerate piu' deboli, come giovani ed anziani.

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COME TI TRADISCO ONLINE

Sono ottocentomila gli italiani che passano almeno quattro ore al giorno davanti al computer, in chat. Un universo parallelo, che regala tentazioni irresistibili. Un esercito, una marea di uomini e donne. Età media 35 anni, con cultura medio-superiore. E coniugati. Questo è il ritratto del chatter italiano tipo. Chattare vuol dire parlare, in genere di tutto: della vita, dei grandi sistemi, delle piccole beghe quotidiane, della noia e della solitudine. E, spesso, delle incomprensioni di coppia. Il piccolo dissapore tra moglie e marito è frequente. Ma riversato in chat rischia di diventare una miccia a lenta combustione. Così accade spesso che si cominci a tradire chattando. Prima lasciandosi andare a confidenze, poi pian piano cadendo nella rete del fascino di un altro/altra che ascolta. Un fenomeno in crescita, il tradimento on line.

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L'ILLUSIONE DELLA LUNA CHE SPLENDE

Sin dalle sue origini l'uomo è sempre stato affascinato dalla luminosità di astri ed oggetti. Capita spesso, infatti, di soffermarsi di fronte alla placida brillantezza della luna o davanti alla lucentezza delle pietre preziose. Messo da parte l'aspetto più poetico, uno studio dell'Università Vita-Salute San Raffaele svela ora i meccanismi che si nascondono dietro alla percezione della luminosità da parte del nostro cervello.

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ADOLESCENTI E FORMA PERFETTA, A CHE PREZZO?

Avere un fisico scolpito è un obiettivo fisso per moltissimi adolescenti statunitensi. Molti di loro non esitano ad assumere integratori dannosi per la loro salute, pur di raggiungere la forma dei loro sogni. Questo è quanto emerge da uno studio condotto da Alison Fields, della cattedra di pediatria della Harvard Medical School, pubblicato sul numero di agosto della rivista Pediatrics.

I risultati mostrano che circa il 4,7 per cento dei ragazzi e l’1,6 per cento delle ragazze usa mix di proteine, creatine, ormone della crescita e steroidi almeno una volta a settimana per migliorare il proprio aspetto e il proprio fisico. Si tratta di adolescenti che vogliono avere muscoli e linee meglio definiti per assomigliare di più alle copertine delle loro riviste preferite.

Dallo studio emerge che sono proprio quei ragazzi che passano più tempo con il naso incollato alle riviste di moda o alla televisione che desiderano tanto disperatamente migliorare il proprio aspetto fisico e che corrono il rischio di danneggiarlo seriamente usando strumenti e prodotti pericolosi.

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ANORESSIA NERVOSA, LE RESPONSABILITA' DEI MEDIA

I media, in particolare internet e i siti pro anoressia, costituiscono un fattore di rischio per lo sviluppo dell'anoressia nervosa, un disturbo che colpisce circa lo 0,3% delle adolescenti e delle giovani donne adulte della popolazione occidentale. Lo afferma il dott. Riccardo Dalle Grave, dell' Aidap (Associazione Italiana Disturbi Alimentari e del Peso).

''Negli ultimi tempi - afferma lo specialista - sta dilagando, su internet, un fenomeno molto preoccupante: quello dei siti pro anoressia, con frasi che esaltano la magrezza, consigli per diventare 'perfette anoressiche', strategie per perdere peso e non farsi scoprire''.

Negli Usa, ha ricordato, sono da 8 a 11 milioni le persone che visitano questi siti. Ma, aggiunge Dalle Grave, ''in maniera meno evidente, a volte giornali e tv danno un'immagine della donna magra come sinonimo di bellezza e successo: questi modelli pero', associati alla vita di tutti i giorni, non sono realistici''.

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EVVIVA, SOFFRO DI MAL D'AMORE

Respiro affannoso, tachicardia, diminuzione dell'appetito. E poi ancora pensieri ossessivi, ansia per il futuro, repentini sbalzi d'umore. Non fate finta di non riconoscere i sintomi. Sono quelli di una malattia che ci colpisce tutti prima o poi, da cui nessuno vuole guarire, ma che nessun medico si sognerebbe mai di diagnosticare come tale. E' il mal d'amore.

"Ci sono molti aspetti dell'innamoramento che simulano un disturbo mentale, in modo così fedele che forse non c'è nessuna vera differenza tra l'ossessione per la persona amata e un'ossessione propriamente detta. L'esperienza dell'innamoramento è per molti di noi l'esperienza più vicina alla malattia mentale che ci capiti di provare. È la nostra occasione di flirtare con la follia", questa la tesi provocatoria di Frank Tallis, psicologo clinico inglese.

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MINORI: IL 96,7% DEGLI ITALIANI E' CONTRARIO AGLI PSICOFARMACI PER I BAMBINI IPERATTIIVI

Indagine di "Giù le mani dai bambini": su 1300 genitori intervistati la quasi totalità si è detta contraria alla somministrazione degli psicofarmaci. Critiche anche al test attraverso cui i bambini vengono definiti iperattivi.

No ad una definizione troppo facile di bambino iperattivo e, soprattutto, no ad un uso "leggero" di psicofarmaci per calmarli: l'opposizione arriva dalla quasi totalità (il 96,7%) di un campione statisticamente rappresentativo composto da 1300 genitori che sono stati intervistati dalla campagna nazionale di farmacovigilanza "Giù le mani dai bambini" con il patrocinio del Segretariato Sociale della Rai, della Federazione italiana Medici e altri enti.

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CERVELLO: ITALIA, LOBO FRONTALE DA' COSCIENZA DEI MOVIMENTI

Ricercatori italiani hanno scoperto che il lobo frontale e' un'area del cervello critica nella consapevolezza dei movimenti e che potrebbe fornire informazioni chiave sulle basi neurologiche della coscienza. I ricercatori hanno studiato un problema frequente in individui emiplegici, ovvero paralizzati solo su un lato del corpo, la 'anosognosia'. Questo termine indica che i pazienti non sono coscienti della propria paralisi e quindi pensano di riuscire a muovere normalmente gli arti paralizzati.

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FARMACI: ENTRO 20 ANNI PILLOLE STIMOLA CERVELLO

Fore-sight, un gruppo con sede a Londra che si occupa di fare previsioni su tendenze future e sui risultati che si attendono dai progressi della scienza, ha appena stilato un report a firma di 50 scienziati tra cui Trevor Robbins del Dipartimento di Psicologia Sperimentale della University of Cambridge, in cui si profila l'avveniristica ma per nulla infondata possibilita' di farmaci 'rinforzatori' delle funzioni cerebrali che, come oggi le vitamine, entreranno a far parte della vita quotidiana e prenderli sara' un gesto consueto come la tazzina di caffe' al risveglio. In un mondo sempre piu' competitivo e dai ritmi sempre piu' irrefrenabili secondo gli autori del report queste molecole potrebbero divenire di uso comune; ma con quali conseguenze?

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IL PANICO ESISTE DAVVERO E' STATO FOTOGRAFATO

Per trentasette milioni di italiani è tempo di vacanze. E per altri due milioni è tempo di paura. Paura di partire: di prendere l'aereo prima di tutto, ma anche l'auto, la metropolitana, la nave. Sotto sotto c'è il terrore di cambiare le proprie abitudini e le certezze quotidiane, atterrando per le vacanze in un luogo sconosciuto, senza punti di riferimento. La paura di andare in vacanza, per quanto assurda possa sembrare, non è che una delle manifestazioni del "disturbo da attacchi di panico", una sindrome di cui soffre il 3 per cento della popolazione, con le donne due volte più numerose rispetto agli uomini.

Ansie create dal nulla? In realtà il cervello durante gli attacchi di paura vive degli sconvolgimenti profondi. "Si attivano aree come la regione frontale inferiore, il giro del cingolo e l'ippocampo" spiega Stefano Bastianello, direttore del servizio di neuroradiologia dell'università di Pavia, che è riuscito con i suoi colleghi a fotografare un attacco di panico nel cervello, usando la risonanza magnetica funzionale. "Per chi soffre di attacchi di panico basta poco: è sufficiente pensare alla causa della propria paure, per esempio immaginare di dover prendere un aereo, ed ecco scatenarsi tutte le alterazioni anatomiche e psicologiche come ansia, mancanza di respiro, vertigini, dolori al petto, sudorazione e tremore."

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LA SEPARAZIONE UCCIDE, 1000 DECESSI IN 10 ANNI

Circa 1.000 decessi, dal 1994 al 2004 e 70 casi di suicidio negli ultimi quattro anni che hanno visto come protagonisti soprattutto gli uomini (65) ma anche una donna e quattro minori. Sono le stragi familiari omicidario-suicidarie verificatesi a seguito di una separazione coniugale. A lanciare l'allarme psichiatri e psicologi, che sottolineano come il fenomeno della crisi della famiglia, culminante appunto nella separazione, rappresenti molto spesso un ''rischio per disturbi psicopatologici''.

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LA FELICITÀ RESISTE, MA È “PREOCCUPATA”

SaniNews - La felicità è una cosa seria, tanto da essere diventata oggetto di studi e ricerche da parte di un nuovo ramo della psicologia chiamato Psicologia Postiva.
Su questo tema, durante il XIII Congresso Nazionale dell'Associazione Italiana di Analisi e Modificazione del Comportamento e Terapia Comportamentale Cognitiva (AIMAC), lo psicologo Ruut Veenhoven ha presentato i risultati di una sua indagine, secondo cui viviamo in uno stato d'animo di felicità preoccupata.

In poche parole siamo insoddisfatti della società odierna e afflitti dai rischi globali, ma soddisfatti della nostra vita privata.
Questa discrepanza di valutazione tra il livello sociale e quello individuale è cresciuta nelle ultime decadi, e anche in Italia, a fronte di un maggior disagio per le condizioni del mondo si registra un incremento di soddisfazione per la vita.

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VIOLENZA IN FAMIGLIA: ARRIVA DAL CANADA IL METODO 'SARA'. CONVEGNO A CASERTA

Stupri, violenze, omicidi… E’ possibile valutare il rischio della violenza in famiglia e tra i giovani e contrastarla?

Il giorno 27 Giugno 2005, in un convegno organizzato dalla Facoltà di Psicologia della Seconda Università degli Studi di Napoli verrà presentato l’innovativo metodo S.A.R.A., con il termine SARA si intende ‘Spousal Assault Risk Assessment’, cioè la valutazione del rischio di recidiva nei casi di violenza interpersonale fra partners.

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L'OCCHIO È PIÙ VELOCE DEL CERVELLO

Il cervello dell'uomo perde il senso del tempo: lo dimostra una ricerca dell'Università Vita-Salute San Raffaele, dell'Università di Firenze e della Università Western di Perth, che mette in luce l'esistenza di una sorta di "scollamento" che c'è tra la percezione dello scorrere del tempo e il tempo fisico.
Lo studio, condotto da Maria Concetta Morrone, docente di psicologia fisiologica dell'ateneo milanese, viene pubblicato su Nature Neuroscience, la più autorevole rivista nel campo delle neuroscienze. I ricercatori hanno compreso che ad ogni movimento dell'occhio il cervello risponde comprimendo non solo lo spazio ma anche il tempo; in pratica nel corso di rapidi movimenti oculari la mente percepisce il tempo scorrere più velocemente di quanto accada in realtà. Attimi che, assommati nel corso di un intera vita, possono portare anche al 15% di perdita di percezione del tempo fisico totale. «Esiste un'analogia molto affascinante tra i risultati del nostro studio e la Teoria della Relatività Speciale di Einstein, di cui ricorrono quest'anno i cento anni dalla pubblicazione - commenta Maria Concetta Morrone, prima firmataria dello studio - come a una velocità prossima a quella della luce gli orologi segnano il tempo più lentamente, il cervello, per controbilanciare il rapido spostamento delle immagini del mondo, "vede" le distanze relative compresse mentre il suo orologio interno rallenta».

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IL DOLORE DEGLI ALTRI… SULLA NOSTRA PELLE

State guardando un film, il protagonista è sottoposto ad una prova dolorosa ed ecco che in voi scatta immediatamente una reazione emotiva di empatia, che vi fa avvertire quel dolore come vostro; è perché vi siete affezionati al personaggio o vedete voi stessi in lui?

La risposta la fornisce uno studio tutto italiano pubblicato sulla rivista Nature Neuroscience: non siamo “mossi” soltanto nella sfera emotiva, come creduto finora, ma entra in gioco anche l'attivazione di precise strutture del cervello che nulla hanno a che vedere con i sentimenti e molto con la percezione sensoriale più primitiva, un meccanismo che nella storia dell'evoluzione umana ha rappresentato il primo passo verso la nascita di legami sociali.

Queste reazioni al dolore altrui si innescano in modo del tutto involontario e senza alcuna correlazione con la sfera emotiva. Dunque esistono tanti tipi di empatia, non solo quelli legati alle “sfere” più alte dell'emotività e dei legami affettivi. L’empatia individuata da Aglioti è molto primitiva, basata sulla percezione che a provare dolore è un nostro simile indipendentemente dal legame che abbiamo con lui, e nella quale la parte sensoriale del cervello gioca un ruolo molto importante. Il fenomeno, battezzato “contagio somato-motorio”, scatta alla vista del dolore di un altro essere umano senza darci il tempo di riflettere su cosa proviamo per lui.
L'ipotesi dei ricercatori italiani è che questo tipo di empatia serva a imparare come reagire al dolore e che rappresenti forse l'esempio più primitivo di apprendimento sociale.

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