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EMPATIA, COME ENTRARE IN SINTONIA CON GLI ALTRI
Mantenere un buon livello empatico nelle relazioni con gli altri. “Il presupposto di una interazione efficace e non disturbata è che ciascuna parte si accorga del punto di vista dell’altra” sosteneva Paul Watzlawick in “Pragmatica della comunicazione umana”. Bisogna essere sufficientemente calmi e disposti all’ascolto per decodificare il contenuto della comunicazione nei sentimenti e nelle emozioni corrispondenti: sentire la gioia, la tristezza, l’ira, la paura, il turbamento dell’altro, senza aggiungervi la nostra paura, il nostro turbamento. La comunicazione empatica è la forma di comunicazione “non violenta” per eccellenza, da cui è escluso il giudizio, ma anche il consiglio e l’interpretazione. Forma il nucleo di comunità solidali, perché nel momento stesso in cui agisce da “riconoscimento”dell’individualità di un’altra persona (sei importante per me, ho stima di te e riconosco, rispetto e condivido il tuo sentimento), accorcia le distanze tra noi e gli altri.
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LA FIDUCIA NEI RAPPORTI DI COPPIA
La fiducia è la condizione indispensabile per ogni incontro pienamente umano tra due persone. Non riguarda solo il momento dell’incontro e del dialogo, ma implica una proiezione sul futuro, la certezza di non essere traditi. Ed è uno dei doni più preziosi che possiamo fare ad una persona.
La fiducia è la condizione preliminare indispensabile per ogni incontro aperto e pienamente umano. Per un rapporto di intimità e di confidenza. Un rapporto cioè, in cui una persona può permettersi di essere se stessa. Senza indossare maschere, senza recitare parti, senza dovere necessariamente soddisfare le aspettative altrui.
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SI TRADISCE ANCHE PER RIPICCA E PER NOIA
Per amore, ma anche per noia, per ripicca, per paura della vecchiaia, perché le tentazioni sono troppe, per «rinforzare» una identità sessuale confusa. Sono tante le ragioni che spingono al tradimento, ormai derubricato da peccato mortale a prosaico fatto comune. Ne parla Willy Pasini. Le tipologie del fedigrafo: il sedutttore, il trasgressore e il sessodipendente.
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EMOZIONI PIU' NEGATIVE SENZA SONNO
Che la deprivazione del sonno alteri un'ampia gamma di funzioni dell'organismo, da quelle immunitarie all'apprendimento e alla memoria, è noto, ma la ricerca sul suo impatto sullo stato emotivo è finora stata molto limitata.
Senza sonno, i centri cerebrali che regolano le risposte emotive reagiscono in maniera drammaticamente eccessiva alle esperienze negative: lo rivela uno studio di brain imaging condotto da ricercatori della Harvard Medical School e dell'Universdità della California a Berkeley. All'origine di questa risposta emotiva iper-reattiva in chi è deprivato del sonno ci sarebbe un drastico abbassamento della funzionalità del lobi prefrontali, che normalmente supervisionano lo stato emotivo.
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TROPPI IMPEGNI, ALLARME BABY STRESS
Lo studio: bambini forzati a crescere in fretta. Sbagliato sovraccaricarli di attenzioni.
I bambini di oggi vengono forzati a crescere troppo in fretta, e le prospettive riguardo alla società e al mondo in cui abiteranno sembrano sempre più incerte. Robin Alexander, pedagogista a Cambridge e Warwick, non pare interessato a rassicurare madri e padri in pena per i loro pargoli. Del resto, i dati raccolti dal suo team di ricercatori — 750 interviste a parenti, insegnanti e studenti nel corso del 2006 — sono scoraggianti: comportamenti antisociali, materialismo, "culto delle celebrità", ansie da prestazione e paura incontrollata del "mondo oltre il cancello scolastico". Un pò troppo, per bambini dai 7 agli 11 anni.
Le colpe? E chi lo sa. I genitori le addossano tutte al sistema scolastico, i maestri si dicono "insoddisfatti" della delega costante da parte delle famiglie, che da un lato se ne stanno lontane dai processi educativi, dall'altro sottopongono i figli a pressioni estreme. Stressati, impauriti, in preda all'ansia. Piccoli adulti in balia di un mondo troppo grande e complesso. In Gran Bretagna, ma non solo.
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LE MIGLIORI FIDANZATE? LE FEMMINISTE!
Femminismo e romanticismo vanno d'accordo: le donne che si definiscono tali sarebbero le migliori candidate a rapporti di coppia stabili e appaganti.
Il femminismo fa bene alla coppia, assicurano alla Rutgers University (Usa). Una ricerca presentata dall'università americana ha dimostrato infatti che le coppie più felici sono quelle in cui lei (o anche lui) sostiene idee femministe.
Julie Phelan e Laurie Rudman hanno sottoposto 242 studentesse e 289 donne "reclutate" su internet, tutte da circa 5 anni impegnate in una relazione, a questionari riguardanti la percezione della propria vita di coppia.
Diversi i parametri considerati dall'indagine: il grado di serenità della coppia, la qualità della vita sessuale, la frequenza di litigi e di risate e il grado di equità nelle scelte di tutti i giorni. «Uomini e donne hanno ancora molti pregiudizi sulle femministe», affermano le autrici. «Oltre ad essere rappresentate come poco attraenti, le femministe sono spesso viste come vittime della propria incapacità di darsi da fare da sole». Ma così non è, a quanto pare.
Femministe romantiche? È possibile.
Lo studio ha mostrato infatti che il femminismo ben si adatta a una relazione romantica fatta di dolcezze e di attenzioni per il partner.
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LE PAROLACCE IN UFFICIO? RENDONO PIU' PRODUTTIVI
Alzi la mano chi non ha mai avuto voglia di mandare a quel paese il capo o un collega d'ufficio. E magari si è morso le labbra, imprecando in silenzio. Bene, d'ora in poi l'uso della parolaccia tra colleghi di lavoro non solo dovrebbe essere permessa, ma addirittura incoraggiata dall'azienda.
Perché? Presto detto: secondo uno studio della Norwich University of East Anglia, i dipendenti un po' sboccati sono in realtà più produttivi. Le parolacce infatti aiutano a combattere lo stress, e in più contribuiscono a creare una cert'aria di solidarietà 'cameratesca' tra i colleghi. Insomma, usare termini altrove considerati tabù al lavoro stimola un benefico spirito di gruppo.
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AUTUNNO: QUANDO LE COPPIE SCOPPIANO
L'autunno è la stagione in cui i rapporti di coppia entrano maggiormente in crisi. Ma è possibile superare le difficoltà costruendo le basi per una relazione più matura ed evoluta.
Vi sentite insoddisfatti del vostro rapporto di coppia? Tante coppie di amici e conoscenti attraversano un periodo di crisi o conflitto?
In questo periodo dell’anno noi psicologi riceviamo molte richieste di consulenza da parte di coppie che stanno attraversando un periodo di difficoltà, oppure da parte di un membro della coppia che chiede una consulenza al fine di salvare la propria relazione.
Le statistiche ci dicono che l’autunno è il periodo di maggior richiesta di separazioni e divorzi.
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LE REGOLE PER GESTIRE I DIVERBI
Un esperto di comunicazione illustra le sette regole per uscire indenni da un diverbio, evitando di trascendere in lite.
Il vostro prossimo è nervoso? Colleghi, amici, conviventi, vigili urbani e parenti possono guastare le giornate anche del buon Samaritano, per questo secondo Sartre “l’inferno è l’altro” (inteso appunto come il prossimo), per uscire vivi e possibilmente senza troppi danni da una conversazione che si fa troppo accesa, un guru della comunicazione ha stilato i suoi personali comandamenti
: in base alla sua inveterata esperienza a trattare soprattutto con gli uomini d’affari incravattati e, spesso, sull’orlo di una crisi di nervi, Hopson propone sette semplici regole cui attenersi in caso di imminente litigio.
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FARE L'AMANTE ROVINA LA SALUTE
Dall'ansia alla depressione, dall'insonnia ai disturbi alimentari come anoressia o bulimia, fino al rischio di sviluppare tendenze cleptomani. Fare l'amante può rovinare la salute. Soprattutto quando vestire i panni dell''altra donna' diventa una vera e propria vocazione. Un'intera esistenza trascorsa nell'ombra: il colpo di fulmine negli anni più verdi e di colpo la vecchiaia, dopo una vita di promesse mai mantenute e speranze disattese.
Il punto di partenza è che “esistono tre tipi di amante”. Innanzitutto c'è l'amante “per sfizio”: quella donna che, in un certo momento della sua vita, decide per le ragioni più svariate di concedersi una parentesi trasgressiva-erotica. C'è poi l'amante “per necessità”: quella che si innamora di un uomo già impegnato e che resta amante fino a quando l'amato non decide di troncare il suo precedente rapporto per instaurare con lei una storia ufficiale. Infine c'è l’amante “per vocazione”: una donna che, sistematicamente, cerca e trova sempre una storia impossibile.
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OBESI PER IMITAZIONE
A farci diventare obesi sono soprattutto gli amici, i fratelli e i coniugi. Sono queste le conclusioni di una ricerca americana finanziata da una borsa di studio dei National Institutes of Health su un campione di circa 12 mila persone, seguite per più di 30 anni.
Dai dati emerge che le relazioni sociali degli individui esercitano un'influenza significativa sulla diffusione dell'obesità.
L'obesità, suggeriscono i ricercatori, sembra diffondersi grazie all'influenza che la cerchia di amici e familiari esercita su una persona. A cambiare sarebbe la percezione delle norme sociali di comportamento: l'obesità viene accettata di più e il rischio percepito di meno.
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BAMBINI: SE FANNO I CAPRICCI
Ingestibili, insopportabili, insofferenti, aggressivi, capaci di mettere alla prova la pazienza dei genitori, ricattatori, manipolatori, furbi, diabolici. Possono essere anche così i nostri figli, che vengono poi etichettati con aggettivi come "capriccioso", "viziato", sino ai veri e propri 'tiranni', piccoli che anche a pochi anni di età esercitano un potere assoluto sui membri della famiglia che, disorientati, non sanno più che pesci prendere.
Ma cominciamo dall'inizio: secondo il Dizionario di Psicologia di Garzanti, curato da Umberto Galimberti, i "capricci" sono la "manifestazione improvvisa e incontrollata di rabbia e aggressività, generalmente impotente, adottata come risposta ad una frustrazione". Un comportamento normale nei bambini ma che può sfociare in un accesso di ira temporaneo e, soprattutto, sproporzionato.
Reazione normale di un bambino che mette alla prova la "tenuta" dei genitori e che usa questo strumento per ottenere qualcosa o "sintomo" di un conflitto interno, di depressione o ansia? Insomma, i capricci sono normali e in che forma possono degenerare?
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PERCHE’ RIDIAMO QUANDO SIAMO A DISAGIO?
Sarà capitato a molti di trovarsi in una situazione di disagio e di cominciare a ridere. Gli psicologi si chiedono se questo comportamento nasca dalla necessità di nascondere agli altri il nostro spiacevole stato d’animo o sia una strategia per confortarci e proteggerci dal disagio stesso.
Il dubbio è se ridiamo per salvarci la faccia o per scacciar via la brutta sensazione.
Matthew Ansfield della Lawrence University ha pubblicato uno studio volto a dirimere la questione.
Ha videoregistrato 80 uomini e 80 donne durante la visione di filmati dal contenuto disgustoso, divertente o neutro. Sia da soli di fronte allo schermo che in compagnia di qualcun altro.
Dalle videoregistrazioni è stato possibile appurare che più il video era disgustoso, più a disagio i partecipanti dichiaravano di sentirsi, più tendevano a ridere.
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EFFETTO PLACEBO: LA SUGGESTIONE È NEL CERVELLO
E' stata individuata l’area cerebrale coinvolta: è la stessa di riconoscimento e ricompensa
Perché quando prendiamo una medicina siamo sicuri che ci farà bene? E perché a volte sentiamo beneficio dopo una terapia consigliata, anche se non si tratta di un farmaco ma solo di acqua fresca? Suggestioni della mente oppure reazione del corpo? Quando si parla di placebo, cioè di quelle sostanze che inducono un beneficio in chi le assume pur non essendo dei farmaci, il dubbio è lecito: come può una sostanza che non possiede alcuna proprietà terapeutica far passare dolori e ansia? Dall’Università del Michigan arriva la conferma che l’effetto placebo non è una leggeda metropolitana. Esiste e risiede nel cervello, nella zona del nucleo accombente (Nac) posta nella sua parte più profonda che è già coinvolta in meccanismi come riconoscimento e ricompensa.
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LA PERSONALITA’ INCIDE SULLA SALUTE
Bando alla timidezza! Potrebbe aumentare il rischio di morire di attacco cardiaco. Sembra essere questa la conclusione alla quale sono giunti alcuni scienziati della Chicago Northwestern University al termine di uno studio durato ben trent’anni. I ricercatori hanno esaminato circa duemila uomini di mezza età, i loro dati clinici e le loro predisposizioni caratteriali fino a quando il 60% del campione non è deceduto. I risultati avrebbero evidenziato che i soggetti più timidi e con una scarsa vita sociale presentavano fino al 50% di chance in più di morire a causa di un problema cardiaco rispetto a quelli più estroversi.
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SIRENE SI DIVENTA: COME SOPRAVVIVERE ALLA SINDROME DA BIKINI
E’ arrivata l’estate, donne e signore di tutte le età non possono sottrarsi alla fatidica domanda, al pensiero che tormenta dalla primavera, a quella spada di Damocle che da mesi ci sentiamo sulla testa…
Pronte per la prova costume?
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L’8% DEI SOGNI DI UOMINI E DONNE È A CONTENUTO SESSUALE
Allo Sleep 2007, il 21esimo Meeting Annuale delle Associated Professional Sleep Societies (APSS) è stato presentato uno studio realizzato da Antonio Zadra, dell’ Università di Montreal, sui resoconti di oltre 3500 sogni fatti da uomini e donne.
E’ emerso che circa l’8% dei sogni complessivi di entrambi i sessi contiene qualche forma di attività legata al sesso. In ordine decrescente compaiono il rapporto sessuale in senso stretto, le offerte sessuali, baci, fantasie varie e masturbazione.
La percentuale di donne che riporta questo tipo di sogni appare molto incrementata rispetto a studi precedenti.
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ESTATE, STAGIONE DI VACANZE E…SUICIDI
Se spesso non riusciamo a comprendere cosa ci rende felici, ancor più difficile è capire quello che ci rende infelici, in particolare quando una persistente mancanza di entusiasmo appanna la voglia di vivere. Fino a smorzarla del tutto. L’estate, oltre che stagione di vacanze, di sole, di mare, è anche tempo di suicidi. Le fasce di età più a rischio comprendono quella adolescenziale (maschi e femmine) e gli anziani (in genere uomini soli). Un suicidio spesso progettato nei minimi particolari, che attende un semplice - a volte quasi insignificante - imput esterno, per realizzarsi. Cosa nasconde o al contrario disvela, un gesto così estremo? Si può fare qualcosa per prevenirlo, prima che accada?
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ANSIA, INSONNIA E DEPRESSIONE PER UNA DONNA SU QUATTRO
Insonnia, ansia o depressione: a Milano, quasi una donna adulta su quattro (23%) soffre di almeno uno di questi disturbi. E tra i vari fattori scatenanti ci sono l'eccesso di ore lavorative (anche 70 alla settimana) e un' alimentazione e uno stile di vita sregolati.
Il quadro emerge dal Dipartimento di salute mentale dell'ospedale Fatebenefratelli di Milano, che oggi ha presentato un volume dedicato alle patologie psichiatriche nelle donne.
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PSICOLOGIA E GELATO: DIMMI QUALE E COME MANGI E TI DIRO’ CHI SEI
La psicologa Viviana Finestrella, esperta in tematiche nutrizionali, ha realizzato una classificazione dei vari comportamenti relativi alla scelta di un tipo particolare di gelato dal titolo Dimmi che gelato mangi e ti dirò chi sei.
Il cono, lo stecco, il ghiacciolo, il biscotto, la coppetta, le praline. Non solo la scelta, ma anche il modo di gustare il gelato è uno specchio della personalita, come spiega il professor Alessandro Amadori, psicologo: “Ci sono quattro possibili modi di mangiare il gelato: leccando, succhiando, a morsi, a morsetti.
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ANTIDEPRESSIVI E FUMO PASSIVO: NUOVE SCOPERTE SUI RISCHI IN GRAVIDANZA
Future mamme state attente a quello che mangiate, bevete, fumate, assumete: i ricercatori sono sempre più precisi nell’identificare quali delle sostanze che immettete nel vostro organismo durante la gravidanza possono nuocere, e come, al vostro bambino. Due nuove ricerche si aggiungono al coro e mettono sotto accusa antidepressivi e fumo passivo. La madre più scrupolosa che conduce l’esistenza più sana possibile, evitando comportamenti che possano nuocere al proprio bambino, potrebbe dover fare i conti con i comportamenti altrui. Nessuna differenza significativa è stata riscontrata tra l’effetto del fumo attivo e di quello passivo: motivo in più per chiedere a chi vi sta attorno di spegnere la sigaretta.
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FAR CONFESSARE A QUALCUNO LA VERITÀ? CHIEDETEGLI DI RACCONTARE I FATTI ALL'INCONTRARIO
Aldert Vrij è professore emerito di psicologia sociale all'Università di Portsmouth, nonchè studioso di fama mondiale per ciò che concerne gli studi sulla menzogna e la psicologia della testimonianza, in particolare in ambito forense e criminologico.
Vrij ha provato a dimostrare che il modo migliore per smascherare un bugiardo è fargli ripetere la sua versione dei fatti all'incontrario, ossia dall'evento più recente al più remoto.
Quest'affermazione si basa sulla teoria che, quando si sta mentendo, sia più cognitivamente oneroso raccontare una storia al contrario, il numero di errori e incongruenze nel racconto dovrebbe di conseguenza aumentare considerevolmente.
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ANSIA: NE SOFFRE UNA PERSONA SU 5
Nel corso della propria vita, più di un quinto della popolazione, il 21%, soffre di ansia. Tra i disturbi più frequenti ci sono gli attacchi di panico, l'agorafobia, il disturbo acuto da stress, ma il più diffuso è la "fobia specifica", che può raggiungere un'incidenza del 13%. Con le attuali terapie si ha un miglioramento significativo della sintomatologia in almeno il 50% dei casi, entro 6-16 mesi, ma la guarigione completa e definitiva è considerata ancora difficile. Nell'insieme, le donne che soffrono di disturbi d'ansia sono il doppio degli uomini e spesso il loro disturbo si accompagna ad altre patologie, tra cui le più frequenti sono quelle depressive, pari al 33,5%. Sempre più spesso eventi traumatici dovuti a rapine, attentati, guerre e criminalità comune, che creano incertezza nella vita quotidiana sono la base per lo sviluppo dei disturbi d'ansia che inizialmente si manifestano con disturbi psico-somatici e alterazioni del ritmo sonno-veglia.
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DOPO IL CASO MARSCIANO: PER SALVARE LE DONNE MALTRATTATE C’È “SARA”
“Quando una donna viene uccisa dal marito o dal fidanzato spesso si invoca il raptus come causa di un delitto tanto orribile. La verità è che spesso l’omicidio è solo l’ultimo tassello di tutta una serie di vessazioni”. Parola di Anna Costanza Baldry, docente di Psicologia Sociale presso la Facoltà di Psicologia, Seconda Università degli Studi di Napoli e responsabile del Centro Studi Vittime Sara del Dipartimento di Psicologia della stessa Università. Il delitto “passionale”, allora, in molti casi si può prevedere e prevenire. I segnali che permettono l’identificazione precoce dei fattori di rischio ci sono, e sono stati codificati.
Sara è lo “Spousal Assault Risk Assessment”, cioè la valutazione del rischio di recidiva nei casi di violenza interpersonale fra partners. Si tratta di un metodo importato dal Canada che aiuta a individuare le probabilità che un uomo che ha usato violenza nei confronti della propria partner ripeta o accresca la violenza.
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DEJA VU: CI SONO GIÀ STATO?
Giovanissimi, consumatori di hashish, a rischio di disturbi psichici dieci volte di più rispetto ai coetanei che non «fumano». Psicotici per colpa degli spinelli. È quanto sostiene, invece, la Società italiana di Psichiatria (Sip), stanca di sentire ripetere che la marijuana «non fa, poi, così male».
Spiega il presidente Mariano Bassi: «Tra le droghe leggere e i casi di psicosi e paranoia c'è uno stretto legame». La Sip ha fissato anche un limite: oltre i 50 spinelli l'anno — uno alla settimana — i rischi crescono in modo esponenziale. Dopo l'Independent, che lo scorso marzo ha dedicato il suo editoriale domenicale ai danni della cannabis al cervello, puntano ufficialmente il dito contro gli spinelli, per la prima volta in Italia, anche gli psichiatri.
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ALLARME DEGLI PSICHIATRI: 50 SPINELLI ALL'ANNO?
Una rete di neuroni nel giro dentato è cruciale per il riconoscimento rapido e per la "amplificazione" delle piccole differenze che rendono unico un posto. Al giorno d'oggi, in cui ci si sposta rapidamente in tutto il mondo per trovarsi spesso in quelli che sono stati chiamati "non-luoghi" - alberghi, centri commerciali, e altri ambienti dall'aspetto molto simile uno all'altro in virtù di una standardizzazione spinta - rispondere a questa domanda può essere difficile, eppure il nostro cervello dispone di un apposito sistema di riconoscimento per distinguere rapidamente luoghi apparentemente simili, ma distinti.
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CAMERA CAFÉ: TUTTI ONESTI, SE QUALCUNO CI GUARDA
Mettete un distributore automatico di bibite in un dipartimento universitario per 10 settimane.
Fate in modo che le bevande possano essere prelevate da chiunque senza inserire preventivamente le monete, ma predisponete una cassettina a parte in cui, chi si è servito, lasci il dovuto.
All’altezza media degli occhi schiaffate un poster con i prezzi delle bibite e le istruzioni per usare il distributore, ma che in cima abbia rappresentati, per alcuni giorni, dei grandi occhi puntati, in altri un innocuo motivo floreale, e state a guardare.
Quello che scoprireste è che nei giorni in cui sul poster campeggia un paio d’occhi indagatori (che siano femminili o maschili, di giovane o di vecchio, di fronte o di tre quarti poco importa) le persone tenderanno a lasciare nella cassettina circa il triplo (!) delle monete che lascerebbero quando ad “osservarli” c’è… un mazzo di fiori.
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LA PARITÀ DEI SESSI
Le femmine mostrano un lieve vantaggio nell’apprendimento verbale che tende a scomparire con l’adolescenza. Esistono differenze di genere nelle funzioni cognitive, ma sono più limitate di quanto ritenuto finora. Inoltre, sebbene tali capacità migliorino costantemente durante l’infanzia, tendono via via a livellarsi, fino ad annullarsi nel corso dell’adolescenza.
È quanto risulta da una ricerca, ora pubblicata sulla rivista “Journal of the International Neuropsychological Society”, svolta presso i National Institutes of Health (NIH) degli Stati Uniti su un’ampia popolazione di soggetti che sono stati seguiti nel loro sviluppo psico-comportamentale dalla nascita fino all’adolescenza.
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LA DEPRESSIONE? AUMENTA IN PRIMAVERA
Con l'arrivo di aprile e maggio aumenta il disturbo affettivo stagionale. Maledetta primavera. Girare pagina sul calendario non favorisce solo l'innamoramento facile, come cantava Loretta Goggi: il cambio di stagione può mettere anche al tappeto l'umore. Lo fa in media per un adulto su quindici, colpito con l'arrivo di aprile e maggio dal disturbo affettivo stagionale, scientificamente definito Sad. «Il seasonal affective disorder è una delle forme meno conosciute di depressione, poco diagnosticata soprattutto dai medici di famiglia — spiega Alfredo Carlo Altamura, una cattedra in Clinica psichiatrica all'Università di Milano, direttore del Centro per i disturbi depressivi dell'ospedale Sacco. È necessaria più informazione sull'argomento, altrimenti c'è il rischio di una cronicizzazione della malattia»
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PSICOLOGIA DEL PRANZO: MA QUANTO MANGIAMO?
Da cosa dipende la quantità di cibo ingerito a pranzo o durante uno spuntino? Dalla fame e dal senso di sazietà, si direbbe. Non è del tutto vero. Esistono fattori che determinano la nostra assunzione di cibo e agiscono senza che ce ne accorgiamo.
Alcuni sono scientificamente dimostrati e li ha esposti in un articolo del New York Times il prof. Brian Wansink.
Secondo Wansink non abbiamo idea di quale sia l'introito alimentare da assumere così cerchiamo indizi e segnali nell'ambiente circostante.
Dalle sue ricerche è emerso, ad esempio, che ci basiamo molto su quanto sta mangiando la persona vicina a noi, tanto che possiamo aumentare o diminuire la nostra assunzione di cibo di più del 20% per uniformarci ad egli.
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IL SONNO? SOLTANTO UN’INUTILE PERDITA DI TEMPO E DENARO
Negli Stati Uniti aumentano coloro che pensano che il sonno sia un’inutile e costosa (in termini di mancato guadagno) perdita di tempo. L’industria farmaceutica, come sempre quando si tratta di tendenze di consumo, ha fiutato l’affare ed è venuta subito incontro ai potenziali clienti lanciando sul mercato una pillola contro il sonno. Basata sul principio attivo del “modafinil” che in medicina si usa per curare i pazienti affetti da narcolessia, la pillola ha avuto in America un successo clamoroso, aumentando gli introiti per la casa farmaceutica dai 25 milioni di dollari del 1999 ai 575 milioni del 2005. Il perché lo hanno spiegato i sociologi che chiamano queste pillole “lifestyle drugs”, sostanze che modificano lo stile di vita, (la più famosa di queste è il Viagra), molto ricercate da consumatori dei paesi occidentali, sempre alle prese con problemi di maggior tempo da dedicare al lavoro, alle relazioni, a qualsiasi altro impegno. Tanto che togliere ore al tempo dedicato al sonno è parsa un’ottima idea, con buona pace dei medici che invano hanno affermato che è una pazzia.
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“INCIDENTI, UN CASO”: ECCO L'IDENTIKIT DEL GIOVANE A RISCHIO
Amano le sensazioni forti e sono convinti che gli incidenti siano colpa del «caso» o «degli altri». E' l'identikit dei giovani "a rischio" per comportamenti pericolosi alla guida e riguarda il 27,5% dei conducenti di motorino con meno di 18 anni e quasi altrettanti dei loro fratelli maggiori che già guidano l'auto. A tracciarlo è stata la facoltà di Psicologia dell'Università La Sapienza di Roma. Ai ragazzi di licei, istituti tecnici e istituti professionali è stato chiesto di compilare un questionario in grado di misurare elementi come la percezione dei pericoli, le pressioni esterne, il rispetto delle regole. Dalle prime 3.370 risposte sono stati tratti tre profili tipo ("a rischio", "moderati" e "prudenti") sia per i guidatori di motorino (gli studenti del primo triennio) sia per i conducenti di auto (secondo biennio).
I giovani che assumono i maggiori rischi alla guida di auto e motorini, evidenzia lo studio, sono caratterizzati dal fatto di ritenere che le regole imposte dal Codice rappresentino una limitazione alla scorrevolezza della viabilità e non una norma capace di garantire la sicurezza del guidatore.
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LA SCELTA DELLA SCUOLA SUPERIORE A 13 ANNI: ORIENTARSI AL "TEMPO DELLE MELE"
L’orientamento è la scoperta della direzione generale della vita, la via della felicità:la scelta dell’indirizzo scolastico ne è una conseguenza. Verso quale scuola media superiore orientarsi è una decisione sofferta che spesso mette in crisi lo studente interessato e la sua famiglia, ma a chi spetta?
Certamente all’adolescente coordinato dai due enti educativi per eccellenza: scuola e famiglia che collaboreranno, si auspica, “mirando a formare e potenziare le capacità delle studentesse e degli studenti, per conoscere se stessi, l'ambiente in cui vivono, i mutamenti culturali e socio-economici e le offerte formative, affinché possano essere protagonisti di un personale progetto di vita, e partecipare allo studio e alla vita familiare e sociale in modo attivo, paritario e responsabile”.
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FARE SESSO CON CERVELLO
La vita quotidiana frenetica rende la vita sessuale spesso infelice e povera. Il problema sta nella rottura di certi equilibri in una zona definita del cervello.
La libido non è solo una questione fisiologica. Certo, se pensiamo agli eunuchi, è noto che l’asportazione dei testicoli li rendeva più docili e spesso incapaci di insidiare le concubine. Però va ricordato che alcuni eunuchi riuscivano comunque ad avere rapporti normali. C’è qualcosa di più dunque, qualcosa che ha un legame stretto con il cervello.
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BALLARE: ECCO IL SEGRETO PER AVERE FISICO E MENTE SEMPRE UN FORMA
Sapevate che chi balla è generalmente più aperto alla socializzazione e affronta la vita con maggior entusiasmo e le difficoltà con maggior ottimismo?
Vorreste perdere qualche chilo e la palestra vi annoia? siete un po' troppo introversi, di malumore, siete timidi e tendete a stare per conto vostro? Allora farvi coinvolgere dalla febbre della danza è quello che vi ci vuole.
Scegliete liberamente la disciplina: dal tango, ballo sensuale ed elegante, dove il contatto fisico aiuta a vincere la timidezza, ideale per snellire le gambe e sistemare la postura, consigliato per ritrovare l'armonia di coppia, ai balli caraibici, che godono di molta popolarità, in testa alla classifica per bruciare i grassi e le calorie grazie ai veloci movimenti e alla frenesia che caratterizza questo ballo. Sulla cresta dell'onda anche i balli afro, la danza del ventre e i classici balli da sala, tra i quali svetta in pole-position il valzer.
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SESSO IN TRE MINUTI PER 4 MILIONI DI ITALIANI
L'eiaculazione precoce colpisce soprattutto i giovani tra i 18 e i 30 anni. Sempre di più le richieste di allungamento del pene. Gli urologi: è l'effetto dell'ansia da prestazione e dello stress.
A letto più che in altre circostanze la fretta non aiuta. Eppure l'eiaculazione precoce è il disturbo sessuale più diffuso al mondo. In Italia gli «sprinter» sono oltre 4 milioni, per lo più giovani tra i 18 e i 30 anni. Lo dicono gli urologi riuniti a Berlino nell'annuale congresso internazionale. In uno studio, i pazienti sono stati anche cronometrati: la maggior parte non supera i tre minuti. Una buona percentuale si sbriga perfino prima. E la causa è quasi sempre psicologica: «L'ansia da prestazione e lo stress sono tra i motivi principali», spiega Vincenzo Mirone, presidente della Società italiana di Urologia. Ma a mettere in confusione gli amanti frettolosi sarebbero soprattutto quelli che il professore definisce «i falsi miti», ovvero: «La figura dell'uomo macho e superdotato con cui i giovani si confrontano quotidianamente e che ormai, complici anche cinema e televisione, fa parte del loro immaginario».
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LA PAURA VIEN GUARDANDO
Che sia sperimentato o solo osservato, un evento negativo può suscitare gli stessi processi cerebrali.
L'uomo apprende la paura in base agli stessi processi neuronali sia in seguito all'esperienza personale di un evento negativo, sia che ne sia stato solamente testimone. È quanto risulta dalla prima ricerca che abbia mai preso in esame le basi cerebrali della paura acquisita indirettamente, osservando gli altri.
Condotto da psicologi della New York University, lo studio - pubblicato sull'ultimo numero della rivista Social Cognitive and Affective Neuroscience (SCAN) - ha rivelato che l'amigdala, notoriamente coinvolta nell'acquisizione e nell'espressione della paura derivante da esperienze personali, reagisce nella stessa misura anche quando venga sollecitata alla paura indirettamente.
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SESSO-DIPENDENTE IL 6% DEGLI ITALIANI
Il 6% degli italiani è malato di sesso, o meglio sesso-dipendente. Come veri e propri drogati le persone che ne soffrono pongono l'attività sessuale al centro della propria vita.
Come veri e propri drogati le persone che ne soffrono pongono l'attività sessuale al centro della propria vita, in ogni momento della giornata cercano l'occasione e, quando si presenta la concreta possibilità di avere un rapporto, non sanno tirarsi indietro neppure se la vita affettiva, il lavoro o la salute potrebbero venire compromessi.
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MATRIMONIO: DIFFICILE EQUILIBRIO TRA PSICHE E SOLDI
Le crisi di coppia legate a problemi economici dipendono più dalla percezione soggettiva che dalla reale entità delle difficoltà finanziarie. Debiti e problemi economici sono spesso indicati fra le principali cause dei dissapori coniugali che possono condurre anche al divorzio. Ora uno studio indica che gli esiti delle possibili disavventure finanziare hanno più a che fare con le aspettative della coppia che con le sue reali condizioni economiche. Lo studio, pubblicato sull'ultimo numero del Family and Consumer Sciences Research Journal rileva che l'insoddisfazione per la situazione di coppia in caso di problemi finanziari è tanto più elevata quanto maggiori erano le aspettative di benessere economico legate al matrimonio.
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LE CRITICHE DEI PADRI SONO CRUCIALI PER I DISTURBI ALIMENTARI
In un periodo in cui si intensificano i programmi di informazione e prevenzione alimentare, uno studio ha indagato quali potenziali fattori di rischio durante l’infanzia causino lo sviluppo della bulimia e di altri disturbi del comportamento alimentare nella tarda adolescenza .
Ad essere chiamati in causa sono questa volta i papà, per lo più trascurati dalle ricerche su anoressia, bulimia e obesità: è stato infatti dimostrato che con i loro commenti influenzano la percezione che le giovanissime - così attente e vulnerabili allo sguardo paterno, prima ancora che a quello dei coetanei - hanno del loro peso e del loro corpo, aumentando il rischio di sviluppare un disturbo alimentare durante l’adolescenza.
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MACCHINA DELLA VERITA’ PER DIECI KILLER ITALIANI
A Padova i primi test segreti, solo per volontari. Il team è composto da assassini e stupratori: dieci in tutto. Alcuni sono rei confessi; altri, invece, sono stati incastrati soltanto grazie ad indagini complesse, durate talvolta anche anni. I loro nomi sono noti al grande pubblico, tanto efferati sono i crimini che hanno commesso. Da oggi, questi dieci campioni di criminalità fanno parte di un team scientifico: un gruppo di studio assolutamente unico nel Paese. Con il placet dei penitenziari dove stanno scontando la pena, sono diventi tutti cavie volontarie di una sperimentazione appena partita sulla prima macchina della verità totalmente “made in Italy”.
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PER CAPIRSI E' MEGLIO NON CONOSCERSI
Due persone che si conoscono a fondo possono capirsi anche con un solo sguardo. Ma a volte questo non accade e una frasetta di quattro parole "tu non mi capisci" è sufficiente per mandare in crisi anche il rapporto più consolidato.
Uno studio condotto di recente presso l’Università di Chicago ha dimostrato che i maggiori problemi di incomunicabilità si osservano proprio tra persone che sono in confidenza tra loro: amici di vecchia data, genitori e figli, colleghi di lavoro o coppie di sposi. Secondo il professor Boaz Keysar che ha svolto la ricerca, il motivo delle incomprensioni spesso risiede nel fatto che le persone che si conoscono bene, condividendo tra loro molti aspetti della vita quotidiana, quando devono discutere con l’altro di fatti nuovi, si comportano come se l’interlocutore ne fosse già a conoscenza
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DEPRESSIONE: STRATEGIA EVOLUTIVA O ANOMALIA GENETICA?
E se la depressione non fosse semplicemente una patologia da curare, ma anche una strategia comportamentale per ottenere attenzione e cure parentali? A ipotizzare un ruolo evolutivo della depressione è uno studio apparso sul settimanale Los Angeles Times. Ma altri puntano invece sul ruolo dei geni...
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SE I FRATELLI LITIGANO SEMPRE
Quando i figli litigano, di solito la reazione di ogni mamma è sempre la stessa. Qualche minuto di finta indifferenza nella speranza che risolvano la cosa da soli e poi si passa all'azione: raggiunti gli angioletti, li si separa una volta per tutte, se possibile urlando più forte di loro. «Gridare, però, è la tattica meno indicata» dice Anna Oliverio Ferraris, docente di Psicologia dello sviluppo all'Università La Sapienza di Roma.
«I bambini, se vedono gli adulti andare in crisi, si agitano ancora di più. Poi, non c'è bisogno di perdere le staffe: i litigi tra fratelli sono normali e servono come palestra per imparare a risolvere gli inevitabili conflitti. La capacità di andare d'accordo, infatti, si acquisisce con il tempo. E con l'aiuto di un adulto che insegni il rispetto per gli altri».
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QUANDO NON SI PUO' FARE A MENO DEL WEB
Passa ore ed ore davanti allo schermo di un computer, talvolta dimenticandosi di mangiare e anche di dormire. Tesse relazioni e amicizie solo attraverso le fitte trame della Rete; fuori, non si sente a suo agio e sfugge i contatti vis à vis. Preferisce una partita a scacchi o a poker on-line piuttosto che affaticarsi nelle corrispettive versioni “reali” dei passatempi che tanto lo affascinano.
Non c’è che dire: sono tante le stranezze della Rete, le piccole e grandi manie del popolo di Internet. A volte, hanno fatto anche preoccupare. Perché i più fatalisti hanno lanciato subito l’allarme: Internet fa male, influisce sulla psicologia dei propri utenti fino a distruggere la capacità di relazionarsi normalmente con persone in carne ed ossa. E non è tutto: la realtà virtuale crea un mondo parallelo in cui l’internauta si rifugia, sfuggendo ai problemi della vita reale. E questi effetti sono dannosi, soprattutto se davanti allo schermo c’è un bambino o un adolescente, senza il controllo dei genitori.
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PROIBIRE NON E’ LA SOLUZIONE. I VIOLENTI IMITANO GLI ADULTI
“Proibire non risolve, anzi rischia di alimentare il fenomeno”. Enrico Molinari, docente di Psicologia clinica alla Cattolica e presidente dell’Ordine degli psicologi della Lombardia, esclude che ricette facili come spegnere i telefonini sui banchi di scuola possano essere determinanti nel combattere il bullismo: “È fondamentale creare una cultura dell’accettazione del diverso, dell’altro, del diversamente abile”.
In teoria è chiaro. Ma come si trasmette il messaggio agli adolescenti?
“La soluzione è educare gli adulti, insegnanti e famiglie, a premiare e gratificare i buoni, a far sventolare bandiere positive, a contrapporre a un’idea malsana un’idea sana: se sono aggressivo verso un debole ci rimetto anche io perché l’uomo ha bisogno di socialità”.
Perché l’esplosione di questa violenza tra i ragazzi proprio adesso?
“I bambini fanno i bulli con i poveretti che hanno in classe così come vedono gli adulti fare i bulli con altri poveretti. È un discorso che vale anche per la politica”.
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LASCIARSI A S.VALENTINO? OCCASIONE BUONA PER 30% DI COPPIE IN CRISI
A San Valentino c'è chi festeggia e chi no. Ma il 14 febbraio c'è anche chi si lascia. E a scegliere il 'giorno degli innamorati' per dirsi addio potrebbe essere quest'anno "il 20-30% delle coppie italiane in crisi". Parola di Alessandra Graziottin, psicosessuologa e direttrice del Centro di Ginecologia dell'ospedale San Raffaele Resnati di Milano. Secondo l'esperta, infatti, delle coppie italiane infelici quasi tre su 10 "fanno finta di niente. Per paura della solitudine o per la voglia di un punto fermo, non trovano il coraggio di dire basta", cronicizzando uno stato di disagio ormai senza speranza.
"Per queste persone - spiega Graziottin all'ADNKRONOS SALUTE - San Valentino può trasformarsi nell'occasione giusta per confessare quella che si può definire la 'verità vera': non la verità edulcorata, ammorbidita e 'mascherata' dietro il velo dei timori, bensì quella cruda e purtroppo innegabile".
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LA COPPIA? QUESTIONE DI POTERE
La questione della parità e/o disuguaglianza tra uomini e donne, benché antica quanto l’umanità stessa, non smette di essere attuale. La condizione femminile rispetto a quella maschile, le dinamiche del potere esercitato dall’uomo sulla donna (e viceversa), possono essere affrontate nell’ambito politico, economico, lavorativo ma anche – o soprattutto – in quello della coppia.
Rita D’Amico, ricercatrice presso l’Istituto di Scienze e tecnologie della cognizione del Cnr e docente di Psicologia sociale e Psicologia delle relazioni interpersonali presso l’Università del Molise, analizza proprio gli aspetti di ‘potere, dipendenza, autonomia’ che si sviluppano in tale contesto. ‘Il potere sul partner si basa sul controllo delle risorse che hanno valore per l’altro, cioè sulla nostra capacità di facilitare, rifiutare, e/o ostacolare le sue gratificazioni’, quindi ‘la dipendenza del nostro partner aumenta con l’aumentare del valore dei benefici che può ottenere da noi, e diminuisce con la disponibilità di alternative che egli ha per ottenere gli stessi benefici’.
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BULLISMO, PIU’ MASCHI CHE FEMMINE. RAGAZZE GESTISCONO MEGLIO LE EMOZIONI
Le modalità più frequenti sono le offese, gli sfottò, l'esclusione e le dicerie. Sono i ragazzi, più delle ragazze e a prescidere dall’età, non solo ad attuare ma anche a subire comportamenti prepotenti, come se fosse per loro più naturale trovarsi coinvolti in dinamiche conflittuali. Le femmine appaiono meno coinvolte da queste dinamiche, ma testimoniano un disagio psicologico che si manifesta attraverso l’ansia, la depressione e la somatizzazione. In generale “i ragazzi vittima e i prepotenti presentano maggiori difficoltà sul piano della competenza emotiva – precisa Menesini – fanno fatica a gestire le emozioni sia positive che negative, presentano un quadro di sintomatologia clinica già chiaramente differenziato”. E’ proprio sul piano della competenza emotiva che incide la differenza tra i sessi. Per competenza emotiva si intende il grado di conoscenza che i ragazzi possiedono sul significato e le funzioni delle emozioni, quanto siano capaci cioè di gestire le proprie emozioni negative ed esprimere quelle positive.
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CERVELLO: SCOPERTO IL “CENTRO DEGLI ACQUISTI”
Servirà a curare chi è dedito allo “shopping compulsivo”.
E' l'area cerebrale che ci fa decidere di comprare oppure o no. L'hanno scoperta scienziati americani
Nel nostro cervello c'è una “centralina” addetta al “controllo acquisti”. La scoperta del centro cerebrale che gestirebbe la propensione a spendere si deve a Brian Knutson della Stanford University (California). Il gruppo di neuroni che entra in azione quando c'è da comprare (o non comprare) qualcosa è localizzato in un'area dell'encefalo che coinvolge “nucleus accumbens”, “insula” e “corteccia prefrontale”.
La sua identificazione potrebbe risultare utile per ripristinare un adeguato sistema di giudizio in chi è troppo propenso a alle spese folli, come le persone affette dal cosiddetto shopping compulsivo, o, più semplcemente, in chi fa un uso troppo disinvolto delle carte di credito, un sistema di pagamento che “anestetizza” il piccolo dolore provocato dall'uscita fisica delle banconote dal portafogli.
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RITUALI E PICCOLE MAGIE QUOTIDIANE, IL CERVELLO CI AIUTA A SOPRAVVIVERE
Ricerche dimostrano che il "pensiero magico" è molto più diffuso di quanto non si pensasse.
Tutti i trucchi con cui la mente ci fa affrontare situazioni difficili e di stress.
C'è lo studente che è convinto che se attraverserà il cortile dell'università da destra a sinistra, l'esame andrà bene. Il giocatore di basket che mette sempre la stessa maglia per ogni partita importante. E i fan del pallone, sicuri che con il pensiero potranno condizionare la vittoria della loro squadra del cuore. Trucchi che adottiamo quotidianamente, piccole superstizioni che scandiscono le nostre giornate. In fondo lo sappiamo che sono pensieri irrazionali, eppure non riusciamo a rinunciarci. Gli scienziati lo chiamano "pensiero magico" e le ultime ricerche, riferisce il New York Times, dimostrano che è un'abitudine molto più diffusa di quanto spesso siamo disposti ad ammettere.
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COME PARLARE DI SESSO AI BAMBINI
"Mamma, come sono nata?". La domanda imbarazza un po', ma prima o poi arriva. Rispondere in modo sincero è la via giusta.
È un argomento delicato, che va affrontato con dolcezza. E non ci si può sottrarre perché, prima o poi, le domande dei bambini sul mondo misterioso della sessualità arrivano. Spesso, però, suscitano imbarazzo e una serie di dubbi: "Potrò spiegargli tutto?", "Quali parole dovrò usare?".
"Sono ansie naturali di ogni genitore" dice Anna Oliverio Ferraris, docente di Psicologia dello sviluppo all'Università La Sapienza di Roma e autrice di numerosi libri sull'infanzia. "Ma i piccoli hanno bisogno di risposte chiare e immediate. Di sesso, quindi, si può e si deve parlare in modo naturale, senza tabù". Ecco i consigli per iniziare.
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QUANDO IL PARTO RENDE INFELICI
La nascita di un figlio rappresenta per una donna un evento molto delicato in cui si alternano stati fisici e psicologici spesso contrastanti. Durante questa fase circa il 30 per cento delle donne occidentali va incontro alla cosiddetta depressione post-partum, una patologia sfuggente ma che può compromettere seriamente anche il corretto sviluppo psicologico del bambino.
Riconoscere la depressione post-partum non è semplice. Spesso i suoi sintomi si possono confondere con quelli di una comune sintomatologia passeggera che colpisce le donne nei giorni immediatamente successivi al parto e viene denominata dagli psicologi “Maternity Blues”. Si tratta in quest’ultimo caso di un lieve disturbo emozionale transitorio, generalmente associato alle improvvise modificazioni ormonali, i cui sintomi tendono a scomparire intorno al decimo giorno dopo il parto e che è caratterizzato da oscillazioni dell’umore, crisi di pianto e ipersensibilità.
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MALATO DI STRESS IL 30% DEI LAVORATORI
Non solo calo produttivo e disagio psicologico. Anche malesseri fisici 'specchio' di una vera e propria sindrome: dal mal di testa ai dolori di stomaco, dall'insonnia alle difficoltà digestive, dal colon irritabile a episodi di tachicardia e picchi di pressione alta con seri rischi per la salute del cuore. Sono solo alcuni dei molti sintomi dello 'stress da ufficio', che secondo statistiche europee valide anche per l'Italia colpisce circa il 30% di tutti i lavoratori.Ma dalla penisola arriva ora la proposta di una tecnica di intervento che promette di salvare mente, cuore e rendimento: trasformare la pausa pranzo in una 'scuola di benessere', con un programma specifico fatto di lezioni ad hoc, dieta sana in mense 'amiche' della salute, attività fisica in palestra e allenamento al relax.
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USA, LA DEPRESSIONE HA 4 ZAMPE. BOOM DEL PROZAC PER CANI E GATTI
Mezza pastiglia da 10 milligrammi una volta al giorno. Il Prozac, quello vero, costa un po', ma una confezione del farmaco generico corrispondente, la fluoxetina, si acquista con 16 dollari e dura quattro mesi. Abbastanza perché la terapia faccia il suo effetto. E il gatto smetta di fare pipì ovunque, di aggrapparsi alle tende, di assaltare a unghiate chiunque gli capiti a tiro. A convivere con gli animali domestici accade anche questo. Un cane, o un gatto (ma anche cavalli e piccoli volatili) in crisi depressiva. O comunque con disturbi dell'umore e del comportamento che possono tradursi in un problema serio. Per non aggiungere sofferenza a sofferenza, negli Stati Uniti si diffonde la consuetudine, adottata da star della veterinaria, di sottoporre le bestiole a terapie antidepressive.
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DAGLI ABUSI ALLA DEPRESSIONE
Che i problemi in età adulta aumentino se da bambini si è stati sottoposti a più tipi di abusi è un fatto che può apparire piuttosto evidente. Certo il recente allarme Unicef che parla di 8,4 milioni di bambini sfruttati nelle forme peggiori di lavoro minorile e di quasi due milioni coinvolti nell’industria del sesso e sottoposti a violenze fisiche e sessuali rende le cose, se possibile, ancora più spaventose. A fronte di queste evidenze pochi studi hanno affrontato in modo sistematico e longitudinale la relazione tra questi abusi, sia fisici sia morali, sulle successive condizioni psichiatriche, la depressione innanzitutto, in età adulta.
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SENZA TELEFONINO IL PANICO: MALATTIA PER IL 6% DEGLI ITALIANI
Se dimenticano a casa il cellulare entrano in crisi, con sintomi tipici di una vera e propria sindrome d’astinenza quali tristezza, noia, crisi d’ansia e inappetenza. Con sé hanno sempre la batteria di riserva o la ricaricard di scorta, e non spengono il loro unico ponte con il mondo nemmeno a tavola, di notte o in chiesa.
Sono le vittime della telefonino-dipendenza, una nuova sindrome in continua crescita che colpisce in forma patologica fino a 6,5 italiani su 100.
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CONSIGLI PER GLI ACQUISTI: PSICOLOGIA DEI SALDI
Parliamo di saldi, come si dice, “uomo avvisato, mezzo salvato”.
Lo scienziato del comportamento ed economista Robert Meyer, ricercatore alla Wharton School dell’ Università della Pensilvania, ha realizzato uno studio nel quale dimostra che spesso spendiamo di più proprio quando crediamo di star risparmiando.
Gli economisti lo chiamano “effetto sforamento” (spillover effect) e si verifica quando l’acquisto di un articolo stimola l’acquisto supplementare di altri articoli non collegati al primo e spesso non necessari.
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ANORESSIA: TROVATE LE CAUSE
In quest’ultimo periodo, il problema dell’anoressia è tornato a far parlare di se in maniera particolarmente diffusa.
Dai rotocalchi ai talk show, moltissimi (non tutti con reali competenze, e spesso solo con la voglia di un quarto d’ora di celebrità) hanno rispolverato i discorsi retorici che, in quanto tali, spesso non portano da nessuna parte, e non risolvono alcun problema, se non soddisfare la voglia di “aver detto la propria” da un salotto che conferisce visibilità.
A proposito, o a sproposito, ciascuno si è sentito in dovere di “crearsi” un’opinione sull’anoressia, e invitare a cercare le cause, e possibili soluzioni.
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ANSIA GENERALIZZATA: QUALE TERAPIA?
Paura di tutto senza che vi siano motivi reali, senso di spossatezza, disturbi del sonno, palpitazioni, irritabilità: questi i sintomi principali del disturbo d’ansia generalizzata . Se questi sintomi si manifestano per un periodo di tempo lungo, superiore a sei mesi, e se finiscono per impattare sulla qualità della vita di una persona, non si può parlare genericamente di ansia. In questi casi, si dovrebbe ricorrere ad una terapia, ma preferendo in prima istanza quella comportamentale a quella farmacologica. Lo sostiene un articolo pubblicato sull’ultimo numero della rivista The Lancet.
Sarebbe importante che la diagnosi fosse fatta, o almeno sospettata, da un medico di base, che potrebbe indirizzare il paziente in prima istanza verso una terapia psicologica; a volte, infatti, la terapia farmacologica viene utilizzata come approccio primario ed unico anche quando non sarebbe strettamente necessario.
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DEPRESSIONE POST-PARTUM: NE SOFFRONO ANCHE I PAPA’
Anche i padri possono soffrire di depressione "post-partum". Mentre per le donne questa forma di depressione è fortemente collegata al calo di ormoni che si verifica dopo il parto, nel caso dei padri è il senso di responsabilità o di inadeguatezza a far sviluppare una sorta di preoccupazione che però solo in casi rari sfocia in depressione. Lo sostiene uno studio di popolazione pubblicato sull’ultimo numero della rivista Journal of the American Medical Association.
Per i neogenitori le settimane immediatamente seguenti al parto sono molto delicate tanto che non è inusuale che compaia, in entrambi i sessi, una leggera forma di depressione. Per stimare il rischio di disturbi mentali post-partum, per entrambi i genitori, che possono anche determinare un ricovero in ospedale nel corso del primo anno di vita del bambino, è stato condotto in Norvegia uno studio di popolazione su un campione di circa due milioni e trecentomila persone.
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ANORESSIA E BULIMIA VIAGGIANO IN RETE
Gli adolescenti americani usano internet per scambiarsi informazioni sui disturbi alimentari: non creano dei luoghi virtuali in cui incontrarsi per costituire gruppi di auto-aiuto; ma quasi sempre si scambiano informazioni su come fare a dimagrire fino a diventare pelle ed ossa senza che i familiari adulti se ne accorgano. Visto che la rete è "world wide web", le informazioni accessibili ai ragazzi americani sono le stesse che possono avere tutti i ragazzi del mondo che hanno un computer e una connessione. A condurre un’indagine su questo fenomeno e a fornirne i numeri è stato un gruppo di medici della Stanford University e i risultati delle loro interviste sono stati pubblicati sulla rivista Pediatrics.
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L’EUROPA DELLA DEPRESSIONE
Centoventunomilioni. Tante sarebbero le persone colpite da depressione nel mondo secondo i dati diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Non solo. Si calcola che nel 2020 questa malattia – i cui sintomi possono spaziare dal calo dell’autostima ai sensi di colpevolezza fino all’insonnia e al suicidio – sarà la seconda causa di “incapacità” nel mondo.
E in Europa? Il Vecchio Continente non rappresenta affatto una fortunata eccezione. Anzi. Secondo la Commissione Europea le persone affette da depressione in Europa sarebbero oltre il 4,5% della popolazione. E ogni anno sono 58.000 i cittadini che muoiono per suicidio, il 90% dei quali hanno vissuto problemi di salute mentale. Spesso legati alla depressione.
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DONNE CHIACCHIERONE, PARLANO TRE VOLTE PIU' DEGLI UOMINI
E' quello che almeno la metà del pianeta da sempre sospettava, mentre l'altra metà lo negava... con ampie argomentazioni. Secondo lo studio di una psicologa americana, citato dal 'Daily Mail', le donne parlano tre volte più degli uomini: una media di 20mila parole al giorno per le femmine, contro le 7mila dei maschi.
La ricerca afferma inoltre che l'uso smodato del dono della parola crea nella donna uno slancio e una sorta di stato di euforia simile a quella indotta dall'assunzione di eroina. Verrebbe da avanzare una prima e sbrigativa ipotesi, che rischia tuttavia di essere bollata come ''maschilista'', secondo la quale gli uomini, travolti da cotanta capacità di linguaggio, sarebbero troppo impegnati ad ascoltare, per poter parlare e replicare.
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SHOPPING, DAL PIACERE ALL'OSSESSIONE. UNA PATOLOGIA SEMPRE PIU' DIFFUSA
Possono essere scarpe o rossetti, orologi o gadget tecnologici, pellicce o biancheria a buon mercato. L'importante non è l'oggetto ma l'acquisto, necessario non è ciò che si compra ma comprare, portare a casa qualcosa come fosse un feticcio, un ostaggio, come fosse una preda.
Si chiama shopping compulsivo ed è una patologia del comportamento, una degenerazione del consumo. Un malattia di cui è vittima il cinque per cento degli italiani, ma secondo alcuni studi il 90 per cento dei consumatori effettua occasionalmente acquisti che possono definirsi compulsivi. Un disturbo che oggi si tratta anche con farmaci, gruppi di autoaiuto, psicoterapia. Nell'ultimo numero di Mente & cervello, una lunga inchiesta descrive i sintomi, le cause e i possibili rimedi di questo impulso che trasforma il piacere di fare spese in malessere, ansia, senso di colpa.
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I RICORDI? FANNO SOFFRIRE 8 ITALIANI SU 10
Quanti ricordi negli armadi degli italiani. Fotografie, oggetti e souvenir di ogni tipo, vecchie canzoni, diari e libri legati a momenti del passato. Otto su 10 confessano di subire l'assalto di quelli brutti e di soffrire non poco per questo. La perdita delle persone care, i tradimenti subiti, la fine di un amore, ma anche gaffe e fallimenti. E per dimenticare in tanti si dedicano all'attività fisica E' quanto emerge da una ricerca della rivista Riza Psicosomatica, in edicola da domani, che ha studiato il rapporto con il passato e i brutti ricordi di 986 italiani di età compresa fra i 25 e i 65 anni.
Secondo lo studio, pensare al passato non aiuta affatto a vivere meglio. Così almeno ritengono 6 italiani su 10 (59%). Una percentuale che cresce al 78% se si chiede se capita di essere assaliti dai brutti ricordi. Ricordi che, però, spesso si vanno a cercare e rievocare. Come? Guardando vecchi album di foto (28%), conservando in maniera maniacale oggetti legati a momenti e persone che non ci sono più (24%), riascoltando canzoni di tanti anni fa (16%). E ancora, riprendendo in mano vecchi diari (13%) o rileggendo vecchi libri (9%).
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LA PAURA DI AVERE PAURA, MALATTIA DELLA GLOBALIZZAZIONE
Gli esperti la chiamano ‘fobofobia’, cioè paura di avere paura. Dopo l’impatto con episodi ripetuti di terrorismo il mondo vive una sorta di ‘timore globale’, un senso di precarietà collettivo, verso il quale non esistono ancora strumenti necessari per affrontare e vincere la sfida. Per trovare soluzioni a questa situazione e imparare a gestirle parte il Master di I Livello “Analisi e gestione dei contesti di paura e panico. Aspetti neuro-psicologici, socio-antropologici e mass-mediologici”, previsto a partire dal prossimo Anno Accademico alla Libera Università San Pio V di Roma.
Diretto da Rosario Sorrentino, Neurologo, Direttore dell’Unità Italiana per la cura degli Attacchi di Panico (UIAP), Clinica Paideia, Roma, il corso, primo in Italia nel suo genere, ha come obiettivo primario quello di cambiare il nostro rapporto con la paura. “È necessario modificare progressivamente i comportamenti di ognuno di noi affinché si arrivi alla consapevolezza della paura", spiega Sorrentino, "è questo il solo modo per affermare un nuovo paradigma culturale, quello della paura consapevole".
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ADOLESCENTI VIOLENTI
Gli ultimi fatti di cronaca mostrano sempre più frequentemente l’uso della violenza fra adolescenti. Essi, infatti, presentano ragazzini che picchiano un ragazzo down, adolescenti intenti a violentare una loro coetanea: la lista è abbastanza lunga.
Spesso tali violenze vengono scoperte da filmati che girano su internet, filmati amatoriali, girati con i videofonini dagli autori stessi.
Ma quali sono le ragioni, i motivi che spingono gli adolescenti a dar vita a tali mostruosità?
Cosa li rende tanto sicuri da potersi “vantare” delle azioni commesse?
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AUTISMO: GENITORI E PEDIATRI INSIEME PER UNA DIAGNOSI PRECOCE
L'aiuto dei pediatri è fondamentale per il riconoscimento precoce del disturbo autistico.
Se un bambino manifesta alcune caratteristiche psicopatologiche tra cui una seria incapacità di sviluppare relazioni con i propri coetanei, di manifestare e godere di esperienze gioiose, problemi di comunicazione verbale e sociale potrebbe essere un soggetto affetto da autismo. I genitori e i pediatri dovrebbero essere i primi a comprendere realtà di questo tipo in modo da poter agire tempestivamente.
Lo ribadisce una revisione apparsa sulle pagine della rivista Archives of Pediatrics and Adolescent Medicine.
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MUSICA, SEGRETO DEL COSMO
All´Università di Firenze il primo tentativo di avvicinare fisica, filosofia, psicologia e altre discipline a Mozart & C.
Che cos'hanno in comune la partitura musicale dell´Ave Verum di Mozart, gli studi di meccanica quantistica di Einstein e la psicologia della Gestalt? E com´è che un neurologo come Luigi Amaducci ha studiato la musica di Ravel, o di musica si occupa, per il suo lavoro, anche un dermatologo come Emiliano Panconesi? Stranezze, casuali connessioni, ci viene fatto di rispondere, indotti da una consolidata cultura ‘separatista´. Ma se, invece che un assemblaggio di parti, tornassimo a considerare l´essere umano un tutt´uno di corpo e di mente, come la cultura occidentale ha pur fatto in passato, scopriremmo l´assoluta ‘normalità´ di certe connessioni fra musica, medicina, filosofia, psicologia, pedagogia.
La mente «assomiglia a un´orchestra», secondo il neuroscienziato Antonio Damasio e a dirlo, appunto, non è soltanto l´esperienza pratica, alla portata di tutti, di quanto bene faccia ascoltare musica prima di un esame, o in caso di alcune malattie. Sono ormai le stesse neuroscienze, i cui strumenti di indagine clinica (dalla Pet, alla risonanza magnetica) hanno messo a fuoco le aree del cervello attive durante un certo tipo di attività, logico razionale, oppure intuitiva. Dimostrando, per esempio, come alla composizione di una partitura musicale ‘lavori´ non solo l´emisfero destro, quello della creatività, ma anche il sinistro, cioè quello della razionalità. O ancora, come il corpo calloso, che unisce i due emisferi, si sviluppi di più (e con effetti duraturi) nei bambini che ascoltano musica.
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QUANDO NAVIGARE ONLINE DIVENTA UNA MALATTIA
Ecco i sintomi di chi soffre di internet addiction: euforia nell'uso del pc, la fatica a staccarsi dalla Rete, l'allontanamento da famiglia e amici.
Non è una novità: si può essere dipendenti dalla droga, dall'alcol, dalla rete. Negli ultimi dieci anni le preoccupazioni riguardo all'internet addiction sono progressivamente aumentate, in corrispondenza della rapida diffusione informatica; ogni ondata di attenzione ha portato con se possibili cure e nuove strutture adatte alla riabilitazione sociale di chi si era perso nella rete.
Questa volta, l'Associazione americana di psichiatria sta considerando la possibilità di inserire la dipendenza dalla rete nella prossima edizione del manuale diagnostico. Viene così riconosciuto a livello medico il rischio di una malattia che può portare a disordini della personalità. Deve essere, quindi, definito un limite in modo da distinguere chi passa molte ore a navigare da chi vive internet come un bisogno compulsivo.
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SINDROME DEL 'MARITO IN PENSIONE'
Casalinghe disperate sì, ma per colpa dei mariti che, arrivati a 60 anni, lasciano il lavoro.
In Giappone dilaga infatti la sindrome del marito in pensione: un problema che colpisce circa il 60% delle over 60, con una serie di effetti dannosi per la loro salute fisica e mentale. Tutta colpa della mania, molto nipponica, del lavoro a tutti i costi: impiegati o funzionari che hanno passato decenni vivendo praticamente in ufficio, arrivati a 60 anni tornano a casa. E solo allora le mogli realizzano di dover convivere con qualcuno che, negli anni, si è trasformato in un perfetto estraneo. Così arriva tutta una serie di disturbi, dalla depressione agli sfoghi cutanei, al mal di stomaco improvviso, a volte accompagnato da insonnia, a turbare le giornate delle mogli disperate.
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ITALIA: TROPPI PSICOFARMACI AI BAMBINI
Psicofarmaci a 'go-go' ai bambini italiani: in cinque anni, la prescrizione di questi medicinali ai più piccoli è infatti aumentata addirittura del 280% mentre negli Usa, dove i bambini in terapia sono più di 11 milioni, l'aumento è stato del 150%. E' l'allarme lanciato oggi da un cartello di associazioni tra le quali "Giù le mani dai bambini" con altre 100 organizzazioni e 230 mila addetti ai lavori del settore salute. Tutti insieme gli esperti hanno denunciato come gli psicofarmaci siano somministrati con troppa leggerezza ai minori e hanno lanciato un appello al ministro della Salute Livia Turco affinché intervenga subito istituendo, anche, un tavolo di confronto al ministero.
"E' un grande scandalo - ha affermato il portavoce di 'Giu' le mani dai bambinì, Luca Poma - se si pensa che si stanno aprendo in Italia 82 centri per la somministrazione di psicofarmaci ai bambini iper-attivi, mentre le autorità di controllo sanitario avevano garantito l'istituzione di un solo centro d'eccellenza per regione in modo per prevenire gli abusi".
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SALUTE E AMBIENTE: CERVELLI AVVELENATI
Ci sono patologie per le quali oltre a non esserci cura o rimedio, sono poco chiare o del tutto sconosciute, le cause. Di alcune, tuttavia, è noto il momento o la fase in cui hanno origine, e più sono precoci, nel percorso evolutivo del paziente, più sono permanenti i danni che procurano. I dati parlano di un bambino ogni sei con disabilità dello sviluppo che nella maggior parte dei casi interessano il sistema nervoso, disturbi nell’apprendimento, autismo, deficit dell’attenzione, ritardo mentale e paralisi mentale. Alcuni esperti sostengono che la percentuale di questi casi sia in aumento ma non ci sono sufficienti dati per dimostrarlo scientificamente, ma ciò su cui si accumula documentazione da diversi decenni è la relazione di causa-effetto tra alcuni composti chimici di origine industriale e il danno dello sviluppo neurologico.
La precocità del danno influisce sulla gravità in quanto un sistema nervoso in crescita è certamente più suscettibile ai danni provocati da agenti tossici, rispetto a un cervello adulto.
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QUEL BISOGNO DI STRAPPARSI I CAPELLI
Hanno sempre le mani in testa. Attorcigliano le ciocche e le tirano. Prima solo un po', poi di più, fino a strapparle. Chi ha questo impulso non riesce proprio a frenarsi.
"E' un comportamento compulsivo che si chiama tricotillomania (dal greco trix, "capello", e tillo, "strappo") spiega Maria Malucelli, docente di psicologia clinica alla Fondazione Fatebenefratelli di Roma. "Nel tempo ci si procurano aree vuote sul cuoio capelluto, ma il danno non è solo fisico o estetico. È un tic da non sottovalutare, che è diffuso due volte di più nelle donne che negli uomini. E il motivo c'è. Tutto parte da un conflitto tra donne in famiglia. Che nasce quando una figlia, per non sembrare meno seduttiva della madre, si punisce: gioca fino a farsi male con i capelli, perché li considera il simbolo per eccellenza di bellezza e femminilità".
È come una scarica elettrica. "Questi gesti d’un tratto diventano indispensabili per tenere sotto controllo l'ansia e la tensione. Cosa che può succedere a ogni età» avverte l’esperta".
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VIOLENZA E MALATTIE MENTALI: QUANTO FORTE IL LEGAME?
Le persone con gravi disturbi mentali sono più violente di altre? Se sì, quali sono le malattie psichiatriche associate con una maggiore probabilità di avere un comportamento violento? Come si può controllare questa attitudine?
Se lo domanda Richard Friedman, e con lui molti psichiatri statunitensi, dalle pagine del New England Journal of Medicine, in seguito ad un evento tragico accaduto nel settembre scorso: Wayne Fenton, uno dei più importanti esperti in schizofrenia americani e direttore associato del National Institute of Mental Health, è stato ritrovato morto nel suo studio. L’assassino, reo confesso, è un ragazzo di 19 anni suo paziente affetto da schizofrenia.
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LA MUSICA: POSSIBILE CO-TERAPIA PER I PAZIENTI SCHIZOFRENICI
La musica potrebbe diventare buona amica delle persone che soffrono di una forma grave di schizofrenia, che li obbliga alla degenza ospedaliera . Un piccolo studio preliminare, realizzato dai ricercatori dell’Imperial College di Londra in collaborazione con i terapisti del Central and North West London Mental Health Trust, ha valutato per la prima volta l’effetto di alcune sessioni di musicoterapia sui pazienti malati di schizofrenia cronica.
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CATTIVI E FELICI
C'è una novità: gli atteggiamenti poco "politically correct" sono esercizi cerebrali che rendono allegri.
Questione di equilibri tra gli opposti, di Yin e Yang: anche il benessere sembra reggersi più sulla dicotomia che sull'univocità di attitudini, inclinazioni, sfumature caratteriali. Così, se fino a poco tempo fa l'attenzione degli scienziati era prevalentemente calamitata da contenuti quali ottimismo, altruismo, fedeltà, perché ritenuti capaci di stimolare reazioni benefiche nel corpo e nella mente attraverso il sistema neuro-endocrino-immunitario, adesso l'interesse è in parte virato verso propensioni e atteggiamenti non propriamente politically correct, come il pettegolezzo, l'ambizione, la vendetta. Perché, ed è questa la novità, entro certi limiti e con le dovute distinzioni, anche i sentimenti e le dinamiche primarie ritenute "moralmente discutibili" hanno in sé il seme della positività. Sia a livello sociologico-evoluzionistico, sia psicofisico-individuale.
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SPENDERE? UNA QUESTIONE DI TESTA
I soldi non sono tutti uguali. Un euro non è uguale all'altro, tanto per dire. E due euro più due euro, possono anche fare meno di quattro, se siamo a fine mese o se i primi due li abbiamo guadagnati in una settimana e i secondi li abbiamo ricevuti in regalo. Il nostro cervello tiene una contabilità che contraddice le teorie economiche e tradisce anche la matematica: insomma, al contrario di quanto si potrebbe pensare, quando spendiamo i soldi o li risparmiamo non siamo tanto razionali come crediamo.
Le scoperte della neuro economia - si chiama così e sta diventando una branca di studi economici così importante che, due anni, fa il Nobel per l'Economia è eccezionalmente stato assegnato ad uno psicologo - dicono che ogni qual volta c'è in ballo un guadagno di soldi, anche piccolo, si eccita la stessa regione del cervello che si eccita per la gola, il desiderio sessuale e la cocaina. Ragion per cui ogni volta che facciamo un affare, scegliamo tra due prodotti scontati, prendiamo una fregatura, ci fidiamo di qualcuno o apriamo un conto corrente in banca, si scatena una vera e propria guerra di neuroni, dagli esiti alquanto stupefacenti.
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MAL D'UFFICIO? COME USCIRE INDENNI
Chi comincia a star male dalla domenica sera al solo pensiero di rientrare in ufficio la mattina seguente. Il male del lunedì è un fenomeno tristemente noto come Sick Building Syndrome o sindrome dell’Edificio malato, per le tante vittime che ne sono colpite. Lo stress lavorativo si può manifestare con mal di testa, crampi allo stomaco, vertigini, nausea, senso di pesantezza, mal di schiena, bruciori agli occhi, difficoltà di concentrazione, ecc.
Ma quali sono le cause? I numerosi studi condotti sull’argomento ne hanno individuato svariate: dagli acari delle moquettes, ai filtri malfunzionanti dell’aria condizionata, ai materiali tossici degli arredi, alla luce al neon, all’inquinamento acustico degli open space, alle esalazioni dei detergenti o altri prodotti chimici di pulizia. Ma da un più attento esame condotto dai ricercatori dell’University College di Londra su più di 4000 lavoratori, risulta che la causa principale sia di tipo psicologico-relazionale. Le cause scatenanti di tanto malessere sono da imputare all’ambiente umano, all’antagonismo dei colleghi, alle angherie dei superiori, alle pressioni di capi troppo esigenti e per nulla gratificanti. Il fenomeno pare che colpisca soprattutto l’universo femminile, il 20% delle donne contro il 14% dei colleghi uomini. Si può certamente parlare di una concausa di svariati fattori: aspetti fisici e strutturali dell’ambiente di lavoro, le relazioni interpersonali, ma entra in gioco anche la sfera personale. Non tutti nelle medesime condizioni hanno le stesse reazioni.
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MASCHIO ALFA, L'ADRENALINA E' LA SUA DROGA
Primeggiano e odiano sentirsi vulnerabili, gli uffici ai piani alti dei grattacieli sono il loro habitat naturale. Aggressivi in amore, vogliono il successo a qualunque prezzo: sono i maschi Alfa, la nuova specie di uomo vincente metropolitano.
Il termine è mutuato dall'etologia e definisce il maschio capobranco. Un tipo di uomo che di solito si trova ai vertici delle grandi aziende, in cima alle classifiche dei dischi più venduti, alla guida di una squadra di calcio imbattibile, oppure in prima fila nell'agone della politica. Ma non sempre: anche al primo impiego e con un salario base, il maschio può celare caratteristiche da Alfa.
I maschi Alfa sono scissi in due metà. Quella positiva è costituita da caratteristiche come il coraggio, l'estrema fiducia in se stessi, l'ambizione e la brillantezza di idee. Quella negativa ha la faccia del risentimento, dell'intimidazione dei colleghi.
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L'ORA DI BENESSERE
Per combattere l’ansia e la depressione bisogna «studiare» fin dalle elementari.
Tutti siamo stati a scuola. Ci hanno criticato le scarpe nuove, la cartella che doveva essere come quella dei compagni. E vogliamo parlare della biondina del secondo banco che non ci ha mai filato per niente? Forse solo quando arrivava il 4 al compito di Matematica poteva andare peggio. Ma, riflettiamoci ora, cos'era in fondo quel brutto voto nella materia più ostica in confronto a tutti i voti che si sono presi e si possono prendere nella vita? Un puntino nero in una vasca di latte, una stella in una galassia. Basta accorgersene. Trovare la forza dentro se stessi di fare zoom indietro e dare un'occhiata più distaccata alla nostra vita.
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ITALIANI 'SPORT-DIPENDENTI', E' DROGA PER 500.000
Quando lo sport diventa una droga pericolosa: Sono circa mezzo milione, e si stimano in aumento, gli italiani 'sport-dipendenti', pari al 10% degli assidui frequentatori delle palestre. Un atteggiamento patologico, quello dei 'malati di sport', che purtroppo, in vari casi, finisce per associarsi ad altri disturbi: il 30% di questi soggetti, infatti, soffre anche di anoressia e bulimia associate a depressione e il 3% ammette di fare uso di doping.
Cominciano ad andare in palestra per tenersi in forma, poi pian piano passano sempre più tempo fra attrezzi e corsi, fino a diventare sport-dipendenti: accade al 10% dei cinque milioni di italiani assidui frequentatori delle palestre ed è un problema in costante aumento. Si tratta di una vera e propria dipendenza: chi vive la forma fisica come un'ossessione sperimenta una vera sindrome d'astinenza e si sente male se e' costretto a stare lontano dalla palestra.
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ATTENZIONE: PIU' SI INGRASSA E PIU' CALA L'INTELLIGENZA
Piu' si ingrassa, piu' diminuisce il Quoziente di intelligenza (Qi) . Il grasso, dunque, oltre ad aumentare la pressione arteriosa, a diminuire la durata della vita e ad essere all'origine di malattie cardiache, rende anche un po' meno brillanti.
Lo scrive in prima pagina il londinese 'Sunday Telegraph', dando conto di una ricerca condotta da alcuni scienziati francesi e pubblicata sulla rivista britannica 'Neurology'. Gli autori della ricerca, durata cinque anni e condotta su un campione di 2.200 persone, sostengono dunque di aver trovato un collegamento tra l'obesita' di una persona e il declino della sua funzione cognitiva.
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ADOLESCENTI: LA FAMIGLIA ESCE DI SCENA. 'I MIEI PROBLEMI? NE PARLO SOLO ONLINE'
Una volta le ragazze si confidavano con la mamma se avevano problemi di dieta. Adesso non più: ora chiedono ad internet cosa mangiare per evitare la cellulite. E lo fanno anche i maschietti. Non per informarsi sulle calorie: quella resta una preoccupazione tutta femminile. Gli adolescenti vogliono sapere come evitare una gravidanza o più semplicemente avere conferme sulla propria mascolinità.
La rete sembra aver sostituito genitori e scuola: internet è diventato l'abbecedario della generazione futura. L'Osservatorio sui Diritti dei Minori di Torino ha domandato a 400 adolescenti, tra i 14 e i 18 anni, a chi si rivolgono quando hanno un dubbio che li assilla. "Ad internet" hanno risposto nel 72% dei casi. Propongono soprattutto quesiti alimentari i ragazzi d'oggi (il 31%), o domande sulla sfera sessuale (il 26%). Un quinto dei giovani che usa il web vuole conoscere gli effetti astrologici sulla propria vita mentre addirittura il 14% avanza quesiti psicologici.
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DEPRESSIONE: ADOLESCENTI IN CRISI
Mancanza di identità, ansia e depressione in aumento tra i giovani: i preadolescenti dai 10 ai 14 anni tra le fasce di età più a rischio. Preoccupazione degli esperti della Società Italiana di Psichiatria riuniti in congresso. In Abruzzo ne soffrono 5 mila ragazzi: il 10 per cento dei ragazzi fra i 10 e i 14 anni, quindi, soffre di depressione, ansia da confronto e fobie da mancanza d’identità. Ma solo il 40 per cento è in contatto con gli specialisti e meno del 30 per cento dei casi di depressione viene diagnosticato. Appena il 15 per cento dei giovani pazienti riceve cure adeguate, oltretutto per brevi periodi: dopo un anno, solo un adolescente su sei è ancora in trattamento.
I problemi più diffusi sono l’ansia del confronto (ad esempio la sensazione di non essere all’altezza delle aspettative del gruppo o di essere considerato uno «sfigato») e la fobia della mancanza di identità, cioè l’incapacità di definire la propria identità e quindi di operare delle scelte che riguarda il 6,5% dei preadolescenti. Non mancano i disturbi del comportamento (1,2%) e la depressione che arriverebbe da sola addirittura al 15% degli adolescenti.
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PER IL 30% DEI BIMBI DIFFICOLTA' A SCUOLA, 10% DISLESSICI
Almeno 30 bambini su 100 hanno difficoltà ad affrontare la scuola elementare e, di questi, 10 sono dislessici. Sono cifre in aumento costante come emerge dall'indagine condotta dall'Istituto di ortofonologia di Roma, che sarà presentata nel convegno organizzato dall'Istituto per il 14 e 15 ottobre.
''Le difficoltà scolastiche, e in particolare quelle legate alla dislessia, sono in aumento costante - ha detto lo psicoterapeuta dell'età evolutiva Federico Bianchi di Castelbianco, dell'Istituto - e si devono soprattutto ai notevoli sforzi chiesti attualmente ai bambini nella scuola materna. Sarebbe invece opportuno concedere loro un anno in piu' di maturazione prima che affrontino la scuola elementare''.
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LO STRESS SI COMBATTE IN SETTE MOSSE
Rilassarsi ascoltando la musica, soprattutto quella classica, per almeno trenta minuti produce effetti equivalenti a 10 mg di valium. Fare dei respiri lunghi e profondi facilita una pulsazione regolare riducendo la tachicardia dovuta a stati d’ansia. Non dimenticare, poi, di decontrarre i muscoli facendo stretching o ricorrendo alle mani esperte di un massaggiatore. Questi alcuni dei consigli che imperversano sui siti web americani che si occupano di benessere.
Secondo alcuni specialisti americani lo stress si può infatti battere in sette semplici mosse. Se la musica è meglio del valium, il sorriso è meglio di qualunque terapia: ridere, si sa da tempo, rilassa i muscoli contratti, stimola la circolazione e rafforza il sistema immunitario rendendoci più forti e pronti a difenderci dagli agenti esterni.
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IL CIBO COME UNA DROGA PER GLI OBESI
Mangiare in continuazione senza riuscire a fermarsi, potrebbe avere qualcosa a che fare con la tossicodipendenza. È quello che emerge da una nuova ricerca condotta a New York su alcuni obesi.
Questo, secondo gli scienziati, spiegherebbe come mai le persone in sovrappeso non riescono a fare a meno di mangiare, pur non sentendo più lo stimolo della fame: il cibo - probabilmente - si comporta nel loro cervello come le sostanze stupefacenti agiscono in quello dei tossicodipendenti.
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SESSO, 1 ITALIANA SU 5 NON LO FA
Poco sesso per le italiane. E' quanto emerge dal Rapporto realizzato dal Censis per la Fondazione Schering sulla nuova identità femminile.
Dalla relazione, infatti, risulta che ben un quinto delle italiane non ha una vita sessuale. Sole sotto le lenzuola, dunque, due italiane su dieci. Al contrario, le altre non sembrano affatto deluse dalla loro vita sessuale. Il 53,3% delle donne, infatti, la definisce ottima, il 39,7% buona, il 18,8% discreta. Cartellino 'giallo' solo per il 7,9% delle italiane che assegna un 'mediocre' o addirittura un 'pessimo' ai momenti di maggiore intimità.
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DONNE IN OVULAZIONE VESTONO PIU' APPARISCENTI
Gioielli, foulard colorati e minigonne.
Questi gli strumenti che le donne usano durante l'ovulazione per attirare, seppur inconsciamente, l'attenzione dei maschi ed evidenziare il picco di fertilità che stanno vivendo in quel momento. Almeno secondo una ricerca condotta dagli psicologi delluniversità della California, Los Angeles (Usa).
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DEPRESSIONE POST PARTO: QUALI EVIDENZE PER L'USO DI ANTIDEPRESSIVI?
Una revisione della letteratura scientifica sull’uso degli antidepressivi nella prevenzione della depressione postparto è stata condotta da un team di ricercatori del Regno Unito e pubblicata sulla rivista Plos Medicine. I risultati della review hanno evidenziato l’assenza di evidenze scientifiche che possano giustificare il ricorso ai medicinali antidepressivi per prevenire la depressione materna.
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PROBLEMI SESSUALI PER DUE ITALIANI SU TRE. GLI ANDROLOGI: "LE PILLOLE NON SERVONO"
Prendono le pillole dell'amore per non più di tre mesi. Poi le lasciano, anche se a malincuore, e finiscono in cura dall'andrologo. Sono gli uomini italiani, tra i 40 e i 60 anni, sofferenti di disfunzione erettile, che al Viagra, al Levitra e al Cialis devono molto in termini di nuove "superprestazioni'', ma molto poco in termini di cura. "E' sesso dopato, dopodichè tutto torna a non funzionare.
Due su tre di coloro che avevano problemi sessuali e hanno provato le pillole dell'amore smettono di prenderle perché non hanno risolto alcun problema" spiega Nicola Ilacqua, andrologo, presidente del Terzo congresso nazionale progressi in andrologia in questi giorni in corso in Calabria, a Villa San Giovanni.
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CERVELLO: SCOPERTA L'AREA CHE SI ACCORGE DELLE "STRANEZZE"
Se succede qualcosa di insolito, e' il nostro cervelletto ad accorgersene . Secondo uno studio dell'Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) Fondazione Santa Lucia, infatti, in questa parte del cervello (che controlla tra l'altro la precisione dei nostri movimenti) avviene una vera e propria distinzione tra gli stimoli che riceviamo abitualmente, come ad esempio il rumore del traffico; e uno stimolo sconosciuto, insolito o inatteso, come uno scoppio improvviso.
Lo studio, che ha impegnato i ricercatori per due anni e che e' appena stato pubblicato online dalla rivista Brain, a detta degli esperti apre la strada a possibili terapie per il trattamento di atassia (la perdita cioe' di coordinazione muscolare), autismo e schizofrenia.
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COME CAPISCO SE MIO FIGLIO BEVE O SI DROGA?
Secondo uno studio pubblicato sulla rivista «Alcoholism: Clinical & Experimental Research» i genitori di adolescenti che fanno uso di droghe, alcolici o sigarette si rendono conto di questi comportamenti solo nella metà dei casi.
Per capire il proprio figlio fuma spinelli o beve alcolici bisogna valutare con attenzione i suoi comportamenti. Questo perché di solito l'uso non occasionale di queste sostanze è espressione di una situazione di disagio. Disagio che può essere evidenziato anche da altri segnali: il ragazzo si comporta male a scuola, non ha un buon profitto, torna a casa tardi la sera, si relaziona male con la famiglia. Solo in questi casi deve scattare un campanello d'allarme. Risponde Piergiorgio Zuccaro, direttore dell'Osservatorio fumo, alcol e droga dell'Istituto superiore di sanità.
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SOS VIOLENZE, BOOM DI CASI TRA LE MURA DOMESTICHE
Stupri e violenze epidemia globale, un dramma che in Italia e non solo si consuma troppo spesso fra le mura di casa. A discutere dell'emergenza dopo i recenti fatti di cronaca saranno i ginecologi, urologi, psichiatri, psicologi, psicoterapeuti, sessuologi e avvocati riuniti all'ospedale San Carlo di Milano per il Convegno Lintimità violata: abuso, violenza e conseguenze nel tempo.
Negli ultimi anni - avvertono gli esperti - le denunce di stupro e violenza sono in costante aumento, anche se è difficile stimare la reale dimensione del fenomeno a causa della paura che determina ancora il cosiddetto sommerso, e cioè le denunce mancate.
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DORME MEGLIO CHI VIVE PIU' INTENSAMENTE
Gli scienziati ne sono sicuri: gestire una vita sociale frenetica concilia il sonno, e dormire aiuta la memoria.
Uno studio condotto dagli esperti dell’Istituto per le neuroscienze di San Diego ha indagato le "ragioni del sonno" con l’intento di scoprire perchè dormiamo e quali effetti abbiano le nostre relazioni sociali sull’attività del cervello.
L’effetto del riposo sulla nostra memoria interessa da sempre gli studiosi, e si ritiene che abbia un ruolo molto importante sui processi con cui il cervello organizza e consolida i ricordi. Secondo gli studiosi californiani, però, una maggiore o minore socialità può influire sulla qualità del sonno e – di riflesso – sulla capacità di memoria degli individui. In pratica, chi è più attivo socialmente riposa meglio e ricorda di più.
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GENIO SI NASCE? NO, SI DIVENTA!
La "formula" della genialità è fatta da una scintilla, una buona conoscenza e tanto lavoro secondo uno studio della Cambridhe Univerity. Il talento senza applicazione, infatti, non conta nulla.
Secondo una recente pubblicazione dell'Università di
Cambridge, la genialità non è una dote innata.
Per diventare grandi scienziati, grandi musicisti
o insuperabili calciatori servono un minimo
di predisposizione, ottimi insegnanti, e la ferrea volontà di diventare i migliori.
Se siete tra coloro che ammirano sconsolati i capolavori dei grandi, siano essi scrittori, pittori, scienziati, o sportivi, pensando che competere con la loro eccellenza sia impossibile, non disperate: secondo una recente ricerca condotta in Inghilterra essere u |