QUANDO NAVIGARE ONLINE DIVENTA UNA MALATTIA
Ecco i sintomi di chi soffre di internet addiction: euforia nell'uso del pc, la fatica a staccarsi dalla Rete, l'allontanamento da famiglia e amici.
Non è una novità: si può essere dipendenti dalla droga, dall'alcol, dalla rete. Negli ultimi dieci anni le preoccupazioni riguardo all'internet addiction sono progressivamente aumentate, in corrispondenza della rapida diffusione informatica; ogni ondata di attenzione ha portato con se possibili cure e nuove strutture adatte alla riabilitazione sociale di chi si era perso nella rete.
Questa volta, l'Associazione americana di psichiatria sta considerando la possibilità di inserire la dipendenza dalla rete nella prossima edizione del manuale diagnostico. Viene così riconosciuto a livello medico il rischio di una malattia che può portare a disordini della personalità. Deve essere, quindi, definito un limite in modo da distinguere chi passa molte ore a navigare da chi vive internet come un bisogno compulsivo.
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SINDROME DEL 'MARITO IN PENSIONE'
Casalinghe disperate sì, ma per colpa dei mariti che, arrivati a 60 anni, lasciano il lavoro.
In Giappone dilaga infatti la sindrome del marito in pensione: un problema che colpisce circa il 60% delle over 60, con una serie di effetti dannosi per la loro salute fisica e mentale. Tutta colpa della mania, molto nipponica, del lavoro a tutti i costi: impiegati o funzionari che hanno passato decenni vivendo praticamente in ufficio, arrivati a 60 anni tornano a casa. E solo allora le mogli realizzano di dover convivere con qualcuno che, negli anni, si è trasformato in un perfetto estraneo. Così arriva tutta una serie di disturbi, dalla depressione agli sfoghi cutanei, al mal di stomaco improvviso, a volte accompagnato da insonnia, a turbare le giornate delle mogli disperate.
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ITALIA: TROPPI PSICOFARMACI AI BAMBINI
Psicofarmaci a 'go-go' ai bambini italiani: in cinque anni, la prescrizione di questi medicinali ai più piccoli è infatti aumentata addirittura del 280% mentre negli Usa, dove i bambini in terapia sono più di 11 milioni, l'aumento è stato del 150%. E' l'allarme lanciato oggi da un cartello di associazioni tra le quali "Giù le mani dai bambini" con altre 100 organizzazioni e 230 mila addetti ai lavori del settore salute. Tutti insieme gli esperti hanno denunciato come gli psicofarmaci siano somministrati con troppa leggerezza ai minori e hanno lanciato un appello al ministro della Salute Livia Turco affinché intervenga subito istituendo, anche, un tavolo di confronto al ministero.
"E' un grande scandalo - ha affermato il portavoce di 'Giu' le mani dai bambinì, Luca Poma - se si pensa che si stanno aprendo in Italia 82 centri per la somministrazione di psicofarmaci ai bambini iper-attivi, mentre le autorità di controllo sanitario avevano garantito l'istituzione di un solo centro d'eccellenza per regione in modo per prevenire gli abusi".
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SALUTE E AMBIENTE: CERVELLI AVVELENATI
Ci sono patologie per le quali oltre a non esserci cura o rimedio, sono poco chiare o del tutto sconosciute, le cause. Di alcune, tuttavia, è noto il momento o la fase in cui hanno origine, e più sono precoci, nel percorso evolutivo del paziente, più sono permanenti i danni che procurano. I dati parlano di un bambino ogni sei con disabilità dello sviluppo che nella maggior parte dei casi interessano il sistema nervoso, disturbi nell’apprendimento, autismo, deficit dell’attenzione, ritardo mentale e paralisi mentale. Alcuni esperti sostengono che la percentuale di questi casi sia in aumento ma non ci sono sufficienti dati per dimostrarlo scientificamente, ma ciò su cui si accumula documentazione da diversi decenni è la relazione di causa-effetto tra alcuni composti chimici di origine industriale e il danno dello sviluppo neurologico.
La precocità del danno influisce sulla gravità in quanto un sistema nervoso in crescita è certamente più suscettibile ai danni provocati da agenti tossici, rispetto a un cervello adulto.
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QUEL BISOGNO DI STRAPPARSI I CAPELLI
Hanno sempre le mani in testa. Attorcigliano le ciocche e le tirano. Prima solo un po', poi di più, fino a strapparle. Chi ha questo impulso non riesce proprio a frenarsi.
"E' un comportamento compulsivo che si chiama tricotillomania (dal greco trix, "capello", e tillo, "strappo") spiega Maria Malucelli, docente di psicologia clinica alla Fondazione Fatebenefratelli di Roma. "Nel tempo ci si procurano aree vuote sul cuoio capelluto, ma il danno non è solo fisico o estetico. È un tic da non sottovalutare, che è diffuso due volte di più nelle donne che negli uomini. E il motivo c'è. Tutto parte da un conflitto tra donne in famiglia. Che nasce quando una figlia, per non sembrare meno seduttiva della madre, si punisce: gioca fino a farsi male con i capelli, perché li considera il simbolo per eccellenza di bellezza e femminilità".
È come una scarica elettrica. "Questi gesti d’un tratto diventano indispensabili per tenere sotto controllo l'ansia e la tensione. Cosa che può succedere a ogni età» avverte l’esperta".
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VIOLENZA E MALATTIE MENTALI: QUANTO FORTE IL LEGAME?
Le persone con gravi disturbi mentali sono più violente di altre? Se sì, quali sono le malattie psichiatriche associate con una maggiore probabilità di avere un comportamento violento? Come si può controllare questa attitudine?
Se lo domanda Richard Friedman, e con lui molti psichiatri statunitensi, dalle pagine del New England Journal of Medicine, in seguito ad un evento tragico accaduto nel settembre scorso: Wayne Fenton, uno dei più importanti esperti in schizofrenia americani e direttore associato del National Institute of Mental Health, è stato ritrovato morto nel suo studio. L’assassino, reo confesso, è un ragazzo di 19 anni suo paziente affetto da schizofrenia.
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LA MUSICA: POSSIBILE CO-TERAPIA PER I PAZIENTI SCHIZOFRENICI
La musica potrebbe diventare buona amica delle persone che soffrono di una forma grave di schizofrenia, che li obbliga alla degenza ospedaliera . Un piccolo studio preliminare, realizzato dai ricercatori dell’Imperial College di Londra in collaborazione con i terapisti del Central and North West London Mental Health Trust, ha valutato per la prima volta l’effetto di alcune sessioni di musicoterapia sui pazienti malati di schizofrenia cronica.
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CATTIVI E FELICI
C'è una novità: gli atteggiamenti poco "politically correct" sono esercizi cerebrali che rendono allegri.
Questione di equilibri tra gli opposti, di Yin e Yang: anche il benessere sembra reggersi più sulla dicotomia che sull'univocità di attitudini, inclinazioni, sfumature caratteriali. Così, se fino a poco tempo fa l'attenzione degli scienziati era prevalentemente calamitata da contenuti quali ottimismo, altruismo, fedeltà, perché ritenuti capaci di stimolare reazioni benefiche nel corpo e nella mente attraverso il sistema neuro-endocrino-immunitario, adesso l'interesse è in parte virato verso propensioni e atteggiamenti non propriamente politically correct, come il pettegolezzo, l'ambizione, la vendetta. Perché, ed è questa la novità, entro certi limiti e con le dovute distinzioni, anche i sentimenti e le dinamiche primarie ritenute "moralmente discutibili" hanno in sé il seme della positività. Sia a livello sociologico-evoluzionistico, sia psicofisico-individuale.
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SPENDERE? UNA QUESTIONE DI TESTA
I soldi non sono tutti uguali. Un euro non è uguale all'altro, tanto per dire. E due euro più due euro, possono anche fare meno di quattro, se siamo a fine mese o se i primi due li abbiamo guadagnati in una settimana e i secondi li abbiamo ricevuti in regalo. Il nostro cervello tiene una contabilità che contraddice le teorie economiche e tradisce anche la matematica: insomma, al contrario di quanto si potrebbe pensare, quando spendiamo i soldi o li risparmiamo non siamo tanto razionali come crediamo.
Le scoperte della neuro economia - si chiama così e sta diventando una branca di studi economici così importante che, due anni, fa il Nobel per l'Economia è eccezionalmente stato assegnato ad uno psicologo - dicono che ogni qual volta c'è in ballo un guadagno di soldi, anche piccolo, si eccita la stessa regione del cervello che si eccita per la gola, il desiderio sessuale e la cocaina. Ragion per cui ogni volta che facciamo un affare, scegliamo tra due prodotti scontati, prendiamo una fregatura, ci fidiamo di qualcuno o apriamo un conto corrente in banca, si scatena una vera e propria guerra di neuroni, dagli esiti alquanto stupefacenti.
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MAL D'UFFICIO? COME USCIRE INDENNI
Chi comincia a star male dalla domenica sera al solo pensiero di rientrare in ufficio la mattina seguente. Il male del lunedì è un fenomeno tristemente noto come Sick Building Syndrome o sindrome dell’Edificio malato, per le tante vittime che ne sono colpite. Lo stress lavorativo si può manifestare con mal di testa, crampi allo stomaco, vertigini, nausea, senso di pesantezza, mal di schiena, bruciori agli occhi, difficoltà di concentrazione, ecc.
Ma quali sono le cause? I numerosi studi condotti sull’argomento ne hanno individuato svariate: dagli acari delle moquettes, ai filtri malfunzionanti dell’aria condizionata, ai materiali tossici degli arredi, alla luce al neon, all’inquinamento acustico degli open space, alle esalazioni dei detergenti o altri prodotti chimici di pulizia. Ma da un più attento esame condotto dai ricercatori dell’University College di Londra su più di 4000 lavoratori, risulta che la causa principale sia di tipo psicologico-relazionale. Le cause scatenanti di tanto malessere sono da imputare all’ambiente umano, all’antagonismo dei colleghi, alle angherie dei superiori, alle pressioni di capi troppo esigenti e per nulla gratificanti. Il fenomeno pare che colpisca soprattutto l’universo femminile, il 20% delle donne contro il 14% dei colleghi uomini. Si può certamente parlare di una concausa di svariati fattori: aspetti fisici e strutturali dell’ambiente di lavoro, le relazioni interpersonali, ma entra in gioco anche la sfera personale. Non tutti nelle medesime condizioni hanno le stesse reazioni.
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MASCHIO ALFA, L'ADRENALINA E' LA SUA DROGA
Primeggiano e odiano sentirsi vulnerabili, gli uffici ai piani alti dei grattacieli sono il loro habitat naturale. Aggressivi in amore, vogliono il successo a qualunque prezzo: sono i maschi Alfa, la nuova specie di uomo vincente metropolitano.
Il termine è mutuato dall'etologia e definisce il maschio capobranco. Un tipo di uomo che di solito si trova ai vertici delle grandi aziende, in cima alle classifiche dei dischi più venduti, alla guida di una squadra di calcio imbattibile, oppure in prima fila nell'agone della politica. Ma non sempre: anche al primo impiego e con un salario base, il maschio può celare caratteristiche da Alfa.
I maschi Alfa sono scissi in due metà. Quella positiva è costituita da caratteristiche come il coraggio, l'estrema fiducia in se stessi, l'ambizione e la brillantezza di idee. Quella negativa ha la faccia del risentimento, dell'intimidazione dei colleghi.
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L'ORA DI BENESSERE
Per combattere l’ansia e la depressione bisogna «studiare» fin dalle elementari.
Tutti siamo stati a scuola. Ci hanno criticato le scarpe nuove, la cartella che doveva essere come quella dei compagni. E vogliamo parlare della biondina del secondo banco che non ci ha mai filato per niente? Forse solo quando arrivava il 4 al compito di Matematica poteva andare peggio. Ma, riflettiamoci ora, cos'era in fondo quel brutto voto nella materia più ostica in confronto a tutti i voti che si sono presi e si possono prendere nella vita? Un puntino nero in una vasca di latte, una stella in una galassia. Basta accorgersene. Trovare la forza dentro se stessi di fare zoom indietro e dare un'occhiata più distaccata alla nostra vita.
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ITALIANI 'SPORT-DIPENDENTI', E' DROGA PER 500.000
Quando lo sport diventa una droga pericolosa: Sono circa mezzo milione, e si stimano in aumento, gli italiani 'sport-dipendenti', pari al 10% degli assidui frequentatori delle palestre. Un atteggiamento patologico, quello dei 'malati di sport', che purtroppo, in vari casi, finisce per associarsi ad altri disturbi: il 30% di questi soggetti, infatti, soffre anche di anoressia e bulimia associate a depressione e il 3% ammette di fare uso di doping.
Cominciano ad andare in palestra per tenersi in forma, poi pian piano passano sempre più tempo fra attrezzi e corsi, fino a diventare sport-dipendenti: accade al 10% dei cinque milioni di italiani assidui frequentatori delle palestre ed è un problema in costante aumento. Si tratta di una vera e propria dipendenza: chi vive la forma fisica come un'ossessione sperimenta una vera sindrome d'astinenza e si sente male se e' costretto a stare lontano dalla palestra.
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ATTENZIONE: PIU' SI INGRASSA E PIU' CALA L'INTELLIGENZA
Piu' si ingrassa, piu' diminuisce il Quoziente di intelligenza (Qi) . Il grasso, dunque, oltre ad aumentare la pressione arteriosa, a diminuire la durata della vita e ad essere all'origine di malattie cardiache, rende anche un po' meno brillanti.
Lo scrive in prima pagina il londinese 'Sunday Telegraph', dando conto di una ricerca condotta da alcuni scienziati francesi e pubblicata sulla rivista britannica 'Neurology'. Gli autori della ricerca, durata cinque anni e condotta su un campione di 2.200 persone, sostengono dunque di aver trovato un collegamento tra l'obesita' di una persona e il declino della sua funzione cognitiva.
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ADOLESCENTI: LA FAMIGLIA ESCE DI SCENA. 'I MIEI PROBLEMI? NE PARLO SOLO ONLINE'
Una volta le ragazze si confidavano con la mamma se avevano problemi di dieta. Adesso non più: ora chiedono ad internet cosa mangiare per evitare la cellulite. E lo fanno anche i maschietti. Non per informarsi sulle calorie: quella resta una preoccupazione tutta femminile. Gli adolescenti vogliono sapere come evitare una gravidanza o più semplicemente avere conferme sulla propria mascolinità.
La rete sembra aver sostituito genitori e scuola: internet è diventato l'abbecedario della generazione futura. L'Osservatorio sui Diritti dei Minori di Torino ha domandato a 400 adolescenti, tra i 14 e i 18 anni, a chi si rivolgono quando hanno un dubbio che li assilla. "Ad internet" hanno risposto nel 72% dei casi. Propongono soprattutto quesiti alimentari i ragazzi d'oggi (il 31%), o domande sulla sfera sessuale (il 26%). Un quinto dei giovani che usa il web vuole conoscere gli effetti astrologici sulla propria vita mentre addirittura il 14% avanza quesiti psicologici.
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DEPRESSIONE: ADOLESCENTI IN CRISI
Mancanza di identità, ansia e depressione in aumento tra i giovani: i preadolescenti dai 10 ai 14 anni tra le fasce di età più a rischio. Preoccupazione degli esperti della Società Italiana di Psichiatria riuniti in congresso. In Abruzzo ne soffrono 5 mila ragazzi: il 10 per cento dei ragazzi fra i 10 e i 14 anni, quindi, soffre di depressione, ansia da confronto e fobie da mancanza d’identità. Ma solo il 40 per cento è in contatto con gli specialisti e meno del 30 per cento dei casi di depressione viene diagnosticato. Appena il 15 per cento dei giovani pazienti riceve cure adeguate, oltretutto per brevi periodi: dopo un anno, solo un adolescente su sei è ancora in trattamento.
I problemi più diffusi sono l’ansia del confronto (ad esempio la sensazione di non essere all’altezza delle aspettative del gruppo o di essere considerato uno «sfigato») e la fobia della mancanza di identità, cioè l’incapacità di definire la propria identità e quindi di operare delle scelte che riguarda il 6,5% dei preadolescenti. Non mancano i disturbi del comportamento (1,2%) e la depressione che arriverebbe da sola addirittura al 15% degli adolescenti.
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PER IL 30% DEI BIMBI DIFFICOLTA' A SCUOLA, 10% DISLESSICI
Almeno 30 bambini su 100 hanno difficoltà ad affrontare la scuola elementare e, di questi, 10 sono dislessici. Sono cifre in aumento costante come emerge dall'indagine condotta dall'Istituto di ortofonologia di Roma, che sarà presentata nel convegno organizzato dall'Istituto per il 14 e 15 ottobre.
''Le difficoltà scolastiche, e in particolare quelle legate alla dislessia, sono in aumento costante - ha detto lo psicoterapeuta dell'età evolutiva Federico Bianchi di Castelbianco, dell'Istituto - e si devono soprattutto ai notevoli sforzi chiesti attualmente ai bambini nella scuola materna. Sarebbe invece opportuno concedere loro un anno in piu' di maturazione prima che affrontino la scuola elementare''.
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LO STRESS SI COMBATTE IN SETTE MOSSE
Rilassarsi ascoltando la musica, soprattutto quella classica, per almeno trenta minuti produce effetti equivalenti a 10 mg di valium. Fare dei respiri lunghi e profondi facilita una pulsazione regolare riducendo la tachicardia dovuta a stati d’ansia. Non dimenticare, poi, di decontrarre i muscoli facendo stretching o ricorrendo alle mani esperte di un massaggiatore. Questi alcuni dei consigli che imperversano sui siti web americani che si occupano di benessere.
Secondo alcuni specialisti americani lo stress si può infatti battere in sette semplici mosse. Se la musica è meglio del valium, il sorriso è meglio di qualunque terapia: ridere, si sa da tempo, rilassa i muscoli contratti, stimola la circolazione e rafforza il sistema immunitario rendendoci più forti e pronti a difenderci dagli agenti esterni.
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IL CIBO COME UNA DROGA PER GLI OBESI
Mangiare in continuazione senza riuscire a fermarsi, potrebbe avere qualcosa a che fare con la tossicodipendenza. È quello che emerge da una nuova ricerca condotta a New York su alcuni obesi.
Questo, secondo gli scienziati, spiegherebbe come mai le persone in sovrappeso non riescono a fare a meno di mangiare, pur non sentendo più lo stimolo della fame: il cibo - probabilmente - si comporta nel loro cervello come le sostanze stupefacenti agiscono in quello dei tossicodipendenti.
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SESSO, 1 ITALIANA SU 5 NON LO FA
Poco sesso per le italiane. E' quanto emerge dal Rapporto realizzato dal Censis per la Fondazione Schering sulla nuova identità femminile.
Dalla relazione, infatti, risulta che ben un quinto delle italiane non ha una vita sessuale. Sole sotto le lenzuola, dunque, due italiane su dieci. Al contrario, le altre non sembrano affatto deluse dalla loro vita sessuale. Il 53,3% delle donne, infatti, la definisce ottima, il 39,7% buona, il 18,8% discreta. Cartellino 'giallo' solo per il 7,9% delle italiane che assegna un 'mediocre' o addirittura un 'pessimo' ai momenti di maggiore intimità.
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DONNE IN OVULAZIONE VESTONO PIU' APPARISCENTI
Gioielli, foulard colorati e minigonne.
Questi gli strumenti che le donne usano durante l'ovulazione per attirare, seppur inconsciamente, l'attenzione dei maschi ed evidenziare il picco di fertilità che stanno vivendo in quel momento. Almeno secondo una ricerca condotta dagli psicologi delluniversità della California, Los Angeles (Usa).
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DEPRESSIONE POST PARTO: QUALI EVIDENZE PER L'USO DI ANTIDEPRESSIVI?
Una revisione della letteratura scientifica sull’uso degli antidepressivi nella prevenzione della depressione postparto è stata condotta da un team di ricercatori del Regno Unito e pubblicata sulla rivista Plos Medicine. I risultati della review hanno evidenziato l’assenza di evidenze scientifiche che possano giustificare il ricorso ai medicinali antidepressivi per prevenire la depressione materna.
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PROBLEMI SESSUALI PER DUE ITALIANI SU TRE. GLI ANDROLOGI: "LE PILLOLE NON SERVONO"
Prendono le pillole dell'amore per non più di tre mesi. Poi le lasciano, anche se a malincuore, e finiscono in cura dall'andrologo. Sono gli uomini italiani, tra i 40 e i 60 anni, sofferenti di disfunzione erettile, che al Viagra, al Levitra e al Cialis devono molto in termini di nuove "superprestazioni'', ma molto poco in termini di cura. "E' sesso dopato, dopodichè tutto torna a non funzionare.
Due su tre di coloro che avevano problemi sessuali e hanno provato le pillole dell'amore smettono di prenderle perché non hanno risolto alcun problema" spiega Nicola Ilacqua, andrologo, presidente del Terzo congresso nazionale progressi in andrologia in questi giorni in corso in Calabria, a Villa San Giovanni.
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CERVELLO: SCOPERTA L'AREA CHE SI ACCORGE DELLE "STRANEZZE"
Se succede qualcosa di insolito, e' il nostro cervelletto ad accorgersene . Secondo uno studio dell'Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) Fondazione Santa Lucia, infatti, in questa parte del cervello (che controlla tra l'altro la precisione dei nostri movimenti) avviene una vera e propria distinzione tra gli stimoli che riceviamo abitualmente, come ad esempio il rumore del traffico; e uno stimolo sconosciuto, insolito o inatteso, come uno scoppio improvviso.
Lo studio, che ha impegnato i ricercatori per due anni e che e' appena stato pubblicato online dalla rivista Brain, a detta degli esperti apre la strada a possibili terapie per il trattamento di atassia (la perdita cioe' di coordinazione muscolare), autismo e schizofrenia.
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COME CAPISCO SE MIO FIGLIO BEVE O SI DROGA?
Secondo uno studio pubblicato sulla rivista «Alcoholism: Clinical & Experimental Research» i genitori di adolescenti che fanno uso di droghe, alcolici o sigarette si rendono conto di questi comportamenti solo nella metà dei casi.
Per capire il proprio figlio fuma spinelli o beve alcolici bisogna valutare con attenzione i suoi comportamenti. Questo perché di solito l'uso non occasionale di queste sostanze è espressione di una situazione di disagio. Disagio che può essere evidenziato anche da altri segnali: il ragazzo si comporta male a scuola, non ha un buon profitto, torna a casa tardi la sera, si relaziona male con la famiglia. Solo in questi casi deve scattare un campanello d'allarme. Risponde Piergiorgio Zuccaro, direttore dell'Osservatorio fumo, alcol e droga dell'Istituto superiore di sanità.
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SOS VIOLENZE, BOOM DI CASI TRA LE MURA DOMESTICHE
Stupri e violenze epidemia globale, un dramma che in Italia e non solo si consuma troppo spesso fra le mura di casa. A discutere dell'emergenza dopo i recenti fatti di cronaca saranno i ginecologi, urologi, psichiatri, psicologi, psicoterapeuti, sessuologi e avvocati riuniti all'ospedale San Carlo di Milano per il Convegno Lintimità violata: abuso, violenza e conseguenze nel tempo.
Negli ultimi anni - avvertono gli esperti - le denunce di stupro e violenza sono in costante aumento, anche se è difficile stimare la reale dimensione del fenomeno a causa della paura che determina ancora il cosiddetto sommerso, e cioè le denunce mancate.
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DORME MEGLIO CHI VIVE PIU' INTENSAMENTE
Gli scienziati ne sono sicuri: gestire una vita sociale frenetica concilia il sonno, e dormire aiuta la memoria.
Uno studio condotto dagli esperti dell’Istituto per le neuroscienze di San Diego ha indagato le "ragioni del sonno" con l’intento di scoprire perchè dormiamo e quali effetti abbiano le nostre relazioni sociali sull’attività del cervello.
L’effetto del riposo sulla nostra memoria interessa da sempre gli studiosi, e si ritiene che abbia un ruolo molto importante sui processi con cui il cervello organizza e consolida i ricordi. Secondo gli studiosi californiani, però, una maggiore o minore socialità può influire sulla qualità del sonno e – di riflesso – sulla capacità di memoria degli individui. In pratica, chi è più attivo socialmente riposa meglio e ricorda di più.
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GENIO SI NASCE? NO, SI DIVENTA!
La "formula" della genialità è fatta da una scintilla, una buona conoscenza e tanto lavoro secondo uno studio della Cambridhe Univerity. Il talento senza applicazione, infatti, non conta nulla.
Secondo una recente pubblicazione dell'Università di
Cambridge, la genialità non è una dote innata.
Per diventare grandi scienziati, grandi musicisti
o insuperabili calciatori servono un minimo
di predisposizione, ottimi insegnanti, e la ferrea volontà di diventare i migliori.
Se siete tra coloro che ammirano sconsolati i capolavori dei grandi, siano essi scrittori, pittori, scienziati, o sportivi, pensando che competere con la loro eccellenza sia impossibile, non disperate: secondo una recente ricerca condotta in Inghilterra essere un genio non è solo questione di nascita e quindi di fortuna: la genialità può essere coltivata giorno dopo giorno, lavorando sodo e impegnandosi con dedizione.
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SUICIDIO, PRIMA CAUSA DI MORTE TRA I GIOVANI
Rappresenta l'8% di tutti i decessi tra i 15 e i 25 anni. Secondo l'Oms il 40% dei ragazzi che non riesce fa un secondo tentativo.
Il suicidio è la prima causa di morte tra i giovani dai 15 ai 25 anni. E non si tratta di un problema che riguarda solo le società del nord Europa. Anche nel nostro Paese i dati sono allarmanti, visto che l'8% di tutti i decessi tra i ragazzi nella fascia di età 10-24 anni è determinato dalla scelta consapevole di togliersi la vita.
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LA "CULTURA SPAZZATURA" STA UCCIDENDO I GIOVANI
I ragazzi britannici sono tutti i giorni avvelenati da una "cultura spazzatura" che comprende cibo adulterato, videogiochi e un'educazione che gli impone di essere sempre in competizione l'uno con l'altro.
In una lettera aperta al Daily Telegraph 11 insegnanti, psicologi e autori di libri per ragazzi -- fra cui l'acclamato scrittore Philip Pulmman e Penelope Leach, un'esperta di problemi adolescenziali -- hanno lanciato un appello perché il governo agisca immediatamente per impedire che i più giovani possano morire.
Costretti "a comportarsi e vestirsi come dei mini-adulti", i ragazzi stanno diventando sempre più depressi e presentano sempre più problemi di sviluppo fisico e crescita caratteriale precoce, dicono.
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IL BUSINESS SCAVALCA IL SESSO: ORA E' IL PIU' CERCATO SUL WEB
Prima il dovere, poi il piacere. Gli utenti on-line devono aver imparato la lezione. E il sesso ha perso lo scettro. Secondo una ricerca dell'università di tecnologia del Queensland, infatti, l'appeal dei navigatori è molto più attratto da "business, affari e commercio" piuttosto che da "sesso, pornografia ed erotismo". Ironia della sorte, il merito non va ai menager globalizzati ma a "mamme, papà e nonni" che hanno preso il pieno possesso della rete.
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ADOLESCENTI EGOISTI NEL CERVELLO
Perché gli adolescenti sono più egoisti degli adulti? Perché usano una diversa funzionalità del cervello.
Vogliono la paghetta mensile ma non passa loro per la testa di dare una mano in casa, pretendono l’ultimo modello di telefonino ma quando si tratta di fare qualcosa per gli altri si danno alla macchia. Chi ha figli adolescenti sa che fare i conti con il loro innato egoismo è impresa dura. Eppure nessuno fino ad ora aveva pensato che tutto ciò potesse avere una base biologica.
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CRESCE IL POPOLO DEGLI YES-MAN, UN ITALIANO SU DUE
Italiani, popolo di yes-man: in grado di dire si' a qualsiasi capriccio del partner, si' alle richieste del capoufficio, sempre si' ''senza se e senza ma'' a genitori, figli e amici. Dimenticati orgoglio e dignita', ben 6 italiani su 10 non sanno piu' dire di no. Un po' per mancanza di coraggio, ma anche per pigrizia e paura del giudizio altrui.
Tanto che vilta', servilismo e falsita' sono eretti a stile di vita da oltre un italiano su due, mentre la determinazione e il carattere saltano fuori soltanto per vendetta o quando proprio non si ha piu' niente da perdere. E' quanto emerge dall'indagine della rivista Riza Psicosomatica, in edicola in questi giorni, condotta su oltre 1.000 italiani, maschi e femmine, di eta' compresa tra i 25 e i 65 anni proprio sull'incapacita', sempre piu' frequente, di dire di no.
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OBESITA': I FIGLI VIVRANNO MENO DEI PADRI
Addio ai luoghi comuni: grasso non è bello. E c'è da crederci perchè ora l'allarme si estende alle nuove generazioni. Il monito arriva da Sydney dove è in corso il "Congresso Internazionale dell'Obesità". Inquietanti i risultati a cui sono giunti gli esperti: i ragazzi della nuova generazione, per la prima volta nella storia, potrebbero essere i primi ad avere una vita più breve dei propri genitori per colpa delle malattie causate dall'obesità e dal soprappeso.
In Europa e in America se ne parla da tempo, cercando di trovare le necessarie contromisure al fenomeno. E su questa linea si assesta anche l'Italia dove, secondo uno studio della Coldiretti, per colpa della cattive abitudini alimentari, circa il 36% dei ragazzi è fuori forma.
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L'INDAGINE: ECCO CHI OPTEREBBE PER UN BEBE' "SU MISURA"
Un maschietto al posto di una bimba, magari con gli occhi azzurri, una super-intelligenza o un particolare corredo genetico.
L'idea di un bebè su misura, con specifiche caratteristiche fisiche o psicologiche disegnate quando è ancora nel pancione, sembra trovare più consenso fra le persone più istruite e fra i più giovani.
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TRATTAMENTO DELLA DEPRESSIONE IN GRAVIDANZA: I RISCHI DELL'ASSUNZIONE DI ANTIDEPRESSIVI SSRI
L'FDA ( Food and Drug Administration ) ha informato gli HealthCare Professionals ed i consumatori dei risultati di 2 recenti studi che devono essere tenuti presente quando si prendono decisioni riguardo al trattamento con farmaci antidepressivi nelle donne in gravidanza.
Gli studi hanno riguardato donne che erano trattate con inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina ( SSRI ) ed, in pochi casi, con altri farmaci antidepressivi.
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MALATI DI GIOCO, C'E' IL DAY HOSPITAL
È la consapevolezza del pericolo a tenere lontane le persone dal vizio del gioco d'azzardo, o peggio, dalle dipendenze. È quanto si evince da uno studio condotto da Luigi Janiri, professore di psichiatria all'Università cattolica del Sacro Cuore di Roma. Poker, videopoker, slotmachine e scommesse sportive si trasformano sempre più da semplici giochi d'azzardo a vere e proprie "droghe", capaci di portare una persona a dipendenza, crisi di astinenza, comportamenti compulsivi e atteggiamenti violenti.
E per far fronte alla nuova patologia, quella del vizio del gioco, apre a Roma un apposito reparto day hospital, all'interno di quello che già tratta i casi di tossicodipendenza e l'abuso di alcolici. A portare in Italia le terapie per uscire dal tunnel è il Policlinico Gemelli di Roma, dove già si trovano circa 20 giocatori cronici.
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ADOLESCENZA: GIOVANI PIU' EGOISTI DEGLI ADULTI
Spesso si dice che gli adolescenti sono egoisti e pensano solo a se stessi: un'affermazione non campata per aria, ma che ora trova addirittura una conferma e spiegazione scientifica.
Alcuni neuroscienziati inglesi dell'University college of London (Ucl) hanno infatti scoperto che l'area cerebrale della corteccia prefrontale, associata all'empatia e alla comprensione delle motivazioni altrui, e' molto piu' usata dagli adulti e quasi per niente dai teenager, che invece si servono di un'altra zona del cervello, che gli fa solo immaginare lo svolgimento dell'azione.
Come hanno spiegato i ricercatori, al British Association Festival of Science di Norwich, molte aree del cervello cambiano profondamente durante l'adolescenza. Una di questa e' appunto la corteccia prefrontale mediana, associata al pensiero profondo, l'empatia, il senso di colpa e la comprensione delle motivazioni altrui.
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INDAGINE: ECCO CHI OPTEREBBE PER UN BEBE' "SU MISURA"
Un maschietto al posto di una bimba, magari con gli occhi azzurri, una super-intelligenza o un particolare corredo genetico. Lidea di un bebè su misura, con specifiche caratteristiche fisiche o psicologiche disegnate quando è ancora nel pancione, sembra trovare più consenso fra le persone più istruite e fra i più giovani. Almeno secondo unindagine condotta in Gran Bretagna dagli psicologi dellUniversity of West Anglia.
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QUELLA TRISTEZZA CHE ARRIVA SUBITO DOPO IL "SI"
Ne soffre una sposa su dieci: chili di troppo, senso di vuoto, aspettative troppo alte.
Abbandonato l’abito bianco dopo il «più bel giorno della vita», poche spose sfuggono a quella tristezza tipica di chi ha appena detto il fatidico «sì». Altare o Municipio poco importa, il fenomeno dilaga e si espande in tutto il mondo, proprio negli anni in cui il matrimonio sta avendo un rinnovato picco di consensi. Un senso di vuoto che porta confusione, irrefrenabile voglia di cibo e alcol, incapacità di riorganizzare la propria vita e i propri interessi, parenti troppo vicini cui non si riesce a dir di no, fatica nel difendere i nuovi spazi a due: i sintomi per cadere in depressione ci sono tutti.
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DONNA LOGORROICA: 20 MILA PAROLE AL GIORNO CONTRO LE 7 MILA DI LUI
Chiacchierare è un' arte femminile e a dimostrarlo è la scienza. Le bimbe dicono mamma prima dei bimbi. E in età adulta la sproporzione è netta: 20 mila parole al giorno per lei, contro appena 7 mila per lui. Ma la logorrea è solo una delle tante voci nel lungo elenco di differenze tra donne e uomini, svelate dalla neuropsichiatra californiana Louise Brizendine.
Parola di esperta, infatti, il cervello unisex non esiste. E se lei prova piacere facendo gossip o confidandosi con le amiche, il chiodo fisso di lui è il sesso. Non è un luogo comune ma una verità scientifica: lui pensa alla passione ogni 52 secondi, mentre la mente della donna evoca scene osé appena una volta al dì.
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I BAMBINI PIU' PREPARATI SUGLI ANIMALI
Li vedono intelligenti, sensibili e utili all'uomo. E bisognosi di compagnia e aria aperta, proprio come noi.«Il mio gatto è parte della famiglia», «l'intelligenza degli animali è simile a quella dei bambini», «gli animali esistono soprattutto perché sono utili all'uomo», «io e il mio cane guardiamo spesso la Tv insieme», «quasi tutti gli animali hanno pensieri e sentimenti».
Sono alcune delle risposte dei bambini intervistati dai ricercatori dell'Istituto di Scienze e tecnologie della cognizione (Istc) del Consiglio nazionale delle ricerche di Roma, nell'ambito del progetto «Ricerca ed etica: osservare capire rispettare», finanziato dal Miur. «Lo scopo della nostra iniziativa - spiega Elisabetta Visalberghi, dirigente di ricerca dell'Istc-Cnr eresponsabile del progetto - era quello di valutare le attitudini dei bambini verso gli animali, e quello di stimolarli ad avere un maggiore spirito critico verso di loro».
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BASTA 1/10 DI SECONDO PER IL COLPO DI FULMINE
L'abito non fa il monaco, non giudicare il libro dalla copertina: proverbi per dire di non affidarsi alle semplici apparenze. In realta' pero', quando incontriamo una persona e' la prima impressione quella che conta. Precisamente ci basta un decimo di secondo per decidere se qualcuno e' attraente, leale e ci ispira fiducia.
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QUAL'E' L'ESSENZA DELLA FELICITA'? L'ESSERE INNAMORATI, O...
Qual è l'essenza della felicità? Essere innamorati, o meglio ancora, avere accanto il partner ideale. Manco per sogno: per garantirsi questo stato di grazia (di cui il segnale, secondo molti, è l'assenza di altri desideri, l'appagamento) il segreto sta nell'amicizia duratura, nel poter contare su un buon numero di amici fidati. La giovinezza è per definizione l'epoca felice della vita. No; le persone più contente si collocano nella fascia dai cinquant'anni in su.
I soldi, recita il proverbio, non bastano a garantire la felicità, ma siamo convinti tutti che siano una buona ipoteca per conquistarla. Non sembra vero neanche questo: i poverissimi Portorico e Messico sono i Paesi dove la gente è più appagata della propria esistenza.
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PER UN MULTICULTURALISMO POLITICAMENTE SCORRETTO
Tobie Nathan è un etnopsichiatra che si occupa a Parigi delle sofferenze psichiche delle persone immigrate. L’etnopsichiatria è una disciplina nata nella seconda metà del XIX°secolo, cercando di inscrivere la cura delle patologie mentali di un individuo all’interno del suo contesto culturale.
Gli inviti al diaologo, alla partecipazione delle tradizioni, sembrano ormai appartenere a una antica retorica, visto che dobbiamo assistere, con stupore, alla rinascita nel nostro occidente, o nelle sue vicinanze, dei conflitti religiosi.
Per poter comprendere questi fenomeni nei quali l’incontro con l’altro è decisamente conflittuale e disorientante dobbiamo cambiare il senso al concetto di cultura.
Come afferma Nathan allora, “cultura” è una struttura di origine sociale che consente alla nostra mente di riconoscersi in un individuo, di identificarsi rispetto agli altri e rispetto al mondo. La cultura produce l’individuo, ed essendo molte le culture, avremo altrettanti modi di sentirsi al mondo e di sentire il mondo.
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ALCUNI MOVIMENTI FETALI SONO INTENZIONALI GIA' AL QUINTO MESE DI GESTAZIONE
Un feto di 22 settimane può pianificare alcuni movimenti degli arti superiori: muove le mani in modo mirato per portarle alla bocca o agli occhi. Si gratta, o tocca il cordone ombelicale. A 22 settimane di gestazione, poco più di cinque mesi nell'utero della madre, sembra in grado di operare scelte volontarie finalizzate a un migliore contatto con il proprio corpo.
Sono queste le conclusioni di una ricerca condotta dalla Struttura complessa di neuropsichiatria infantile dell'Ospedale infantile Burlo Garofolo di Trieste.
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ANSIE DA FERRAGOSTO? QUALCOSA NON VA
"Partire è un po' morire", si dice. È abbandonare, anche se per poco, le proprie certezze e abitudini. Circostanze che stimolano l'ansia, che nella sindrome da accumulo di stress gioca un ruolo da protagonista assoluto rispetto agli altri fattori collaterali.
Un'ansia che può essere fisiologica - il timore di perdere l'aereo; di non arrivare in tempo all'imbarco del traghetto; di non trovare una sistemazione in hotel o altre strutture adeguate alle aspettative -, o superare i livelli di guardia. "Un classico campanello d'allarme delle forme patologiche è proprio il vivere con tensione anche i momenti di svago, l'incapacità di affrontare lucidamente situazioni comuni come un viaggio, un cambiamento dell'ambiente abituale, la vacanza", fa notare Mario Farnè, docente di Psicologia Medica a Bologna.
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IL PADRE IN SALA PARTO AIUTA LA STABILITA' EMOTIVA DELLA MADRE
''La presenza rassicurante del padre in sala parto produce positivi effetti sulla fisiologia della madre e del nascituro''. Lo ha detto Dario Maestripieri, del Dipartimento di Sviluppo umano, Psicologia e Biologia dell'Evoluzione dell'Università di Chicago.
''L'uomo e' un animale sociale - afferma Maestripieri - e come tale risente positivamente del supporto familiare e degli amici nei momenti piu' delicati della propria vita".
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ANCHE I BIMBI MOLTO PICCOLI POTENZIALI VITTIME DI DEPRESSIONE
Depressi fin dall' asilo? Anche i bimbi molto piccoli possono soffrire del male oscuro, e mostrare segni preoccupanti come introversione, timori e fragilità. Ma anche una spiccata aggressività.
Lo spiega Christa Schaff, segretaria della Professional Association for Child and Adolescent Psychiatry, Psychosomatics and Psychotherapy tedesca, secondo la quale il grosso problema per genitori e specialisti consiste nell' individuare correttamente i baby-pazienti. Non pensiamo quasi mai fin da subito che un bimbo possa essere depresso, anche perché i segni del problema sono spesso atipici, dice l' esperta.
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GLI UOMINI AFFAMATI SOGNANO LE DONNE GRASSE
Meglio le magre o le grasse? Dipende dall’appetito! Uno studio inglese ha mostrato che quando gli uomini hanno lo stomaco vuoto preferiscono le donne in carne.
Dopo aver testato l’appetito di un gruppo di studenti (su una scala da uno a sette) hanno mostrato loro una serie di foto di donne di vario peso vestite in modo sexy, alcune con abiti attillati e altre con un abbigliamento discinto. Coloro che avevano la pancia piena erano attratti di più dalle donne magre, mentre gli “affamati” preferivano quelle più rotonde.
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UN GENE REGOLA L'INVECCHIAMENTO?
Forse, per salvarsi dall’inesorabile passare del tempo, bisognerà solo modificare un gene che regola il ritmo circadiano del nostro corpo. Un nuovo studio suggerisce infatti come l'invecchaimento sia collegato a un gene di cui finora si ipotizzava soltanto l'intervento nell'orologio interno dell'uomo.
Capelli bianchi, mani e faccia raggrinzita, spalle ricurve. Così oggi si riconosce una persona anziana. Ma un giorno potrebbe non essere più così. Prima o poi succede: la pelle diventa rugosa, i capelli si incanutiscono o si diradano, per non parlare del lento deterioramento dei muscoli e delle ossa. Ma l’invecchiamento dovuto al naturale logoramento del fisico e dei tessuti forse potrebbe non essere così inevitabile se, come sospettano alcuni scienziati statunitensi, è davvero regolato da un gene.
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CERVELLO: UN TRAUMA L'INVECCHIA DI 10 ANNI, GUASTANDO LA MEMORIA
I traumi psicologici fanno invecchiare il cervello di dieci anni, accelerando la comparsa di problemi di memoria. E' quanto evidenziato in pazienti reduci da stress post-traumatico in uno studio di Rachel Yehuda della Mount Sinai School of Medicine di New York, pubblicato sulla rivista Biological Psychiatry.
''Subire un trauma precocemente nella vita apre la strada a problemi futuri - ha dichiarato Yehuda - cosi' come prendersi una bella scottatura solare a 15 anni puo' aprire la strada al melanoma in futuro''. Lo stress post-traumatico e' una forma di disagio mentale che si sviluppa in seguito ad esperienze fortemente traumatiche.
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LE FERITE INVISIBILI DELLA GUERRA
Li chiamano "effetti collaterali” della guerra o "difficoltà umanitarie": sono i civili che subiscono in prima persona le conseguenze devastanti dei bombardamenti o degli attacchi terroristici. Uccisi, feriti, costretti a fuggire per cercare scampo altrove con il terrore negli occhi, o a rintanarsi nei rifugi.
Essere coinvolti in situazioni critiche per la sopravvivenza propria o altrui può avere gli stessi effetti di una bomba a deflagrazione ritardata ed evolvere, anche a distanza di mesi dall’evento, in una forma più o meno grave di disturbo da stress post-traumatico (ricordi improvvisi a flash back, accompagnati da emozioni dolorose e dal rivivere il dramma, ridotta capacità di interazione emotiva, ansia e ipervigilanza, come se si vivesse costantemente in pericolo, paura di spazi aperti ma anche luoghi chiusi, abuso di droghe o alcol, depressione o suicidio).
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DONNE E UOMINI DIVERSI NEL CERVELLO
Uomini e donne usano parti diverse del cervello per svolgere gli stessi compiti. Come hanno scoperto alcuni scienziati americani analizzando l'attività cerebrale con la risonanza magnetica per immagini. Lui e lei diversi anche nel modo di usare il cervello. “Non hai capito perché non mi hai ascoltato”. Quante volte capita di dirlo o di sentirselo dire dal partner.
Da oggi qualcuno a propria discolpa potrebbe addurre questa nuova ricerca, secondo cui uomini e donne pensano la stessa cosa in due modi differenti. O meglio con una parte del cervello diversa. E probabilmente qualche volta non si capiscono…
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PERCHE' AI RAGAZZI NON PIACE FARE I COMPITI?
I vostri figli adolescenti non fanno i compiti? Niente paura è un problema che affligge molte famiglie. Come emerge da uno studio tedesco che ha “sondato” il gradimento per i compiti a casa di 2.700 studenti di ogni ordine e grado.
Se i piccolini (delle elementari), infatti, non disdegnano di sforzarsi con la matematica e le altre materie anche quando sono a casa, i grandicelli, invece tendono a essere molto più svogliati a casa che a scuola.
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QUELLO CHE DESIDERIAMO INFLUENZA QUELLO CHE VEDIAMO
Alla luce della ricerca di David Dunning, gli psicologi fanno il punto sulle possibilità e le potenzialità dell'auto-motivazione. La Cornell University dove è stato condotto l'esperimento.Senza saperlo, quello che desideriamo controlla quello che poi vediamo. O, per lo meno, lo influenza. Ne sono certi David Dunning ed Emily Balcetis, i due psicologi della Cornell University autori dello studio che sarà pubblicato sul prossimo numero del Journal of Personality and Social Psychology.
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VACANZE RELAX
Italiani alle prese con un rito collettivo irrinunciabile - l'imminente partenza per le vacanze estive - e con inequivocabili sintomi di "Sindrome Stromboliana": sempre pronti a scoppiare per tutto, ad esplodere come l'omonimo vulcano siciliano di fronte a qualsiasi stimolo, anche blando.
In pratica: costantemente sull'orlo di una crisi di nervi e in continua turbolenza interattiva. Una sindrome, questa, che altro non è se non stress da accumulo "pre-vacanze" .
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SESSO: STRESSATI DALLA FRETTA 6 ITALIANI SU 10, MA 40% SI RIBELLA
Lotta eterna contro i minuti e occhio fisso sull'orologio dalla mattina alla sera, sul lavoro ma anche sotto le lenzuola. Gli italiani vanno di fretta e hanno poco tempo da dedicare all'amore. A denunciare stress da routine quotidiana sono addirittura 6 concittadini su 10, convinti che l'ansia nella vita sessuale rovini i rapporti di coppia, impedisca alla donna di rilassarsi e scateni l'impotenza nell'uomo.
Ma piu di 4 su 10 si ribellano, rivendicando il diritto alla calma e alla spontaneita anche nell'eros. A fotografare il nuovo partito degli innovatori è un'indagine sui tempi dell'amore condotta da Astra Ricerche per Bayer, con interviste faccia a faccia a un campione di 1.500 connazionali rappresentativo di 47,2 milioni di over 18.
Quella che emerge e una nuova Italia dell'amore e del sesso - ha spiegato oggi a Milano il sociologo Enrico Finzi, presidente di Astra Ricerche - Raccoglie il 43% dei 18-64enni, gente che ha capito come il rapporto sessuale vada assaporato e non trangugiato, perchè far bene l'amore fa bene all'amore. Gli innovatori inseguono relazioni di coppia con tempi giusti, e non ritagliati facendo lo slalom tra i mille appuntamenti in agenda; rifiutano ogni pianificazione, si sono liberati dalla schiavitu dell'efficientismo a tutti i costi e chiedono genuinità. Sono uomini che rispettano i desideri della partner, che sanno cos'è la disfunzione erettile, che hanno imparato a conoscere i vari farmaci per combatterla e hanno smesso di averne paura.
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TOSCANA: ORMONI GRATIS PER CHI CAMBIA SESSO
La giunta regionale toscana ha deciso di fornire gratuitamente la terapia ormonale per quanti hanno deciso di cambiare sesso. I farmaci saranno garantiti dal servizio sanitario regionale.
"La Toscana - ha commentato l'assessore per il Diritto alla salute Enrico Rossi - ha sempre riservato una grande attenzione all'assistenza farmacologica essenziale dovuta alle persone portatrici di patologie e disturbi rari. È una questione di diritti e di civiltà. Ed è proprio il caso anche di coloro che sono soggetti da disturbo della identità di genere".
Rossi sottolinea che la delibera, oltre che attuare una legge nazionale in vigore, conferma "i principi sanciti nello Statuto regionale e dalla legge regionale contro le discriminazioni determinate dall'orientamento sessuale e dall'identità di genere. Parlare di una possibile 'corsa all'ormone' - sottolinea - o di eventuali 'sacrifici' a scapito di altri farmaci è grottesco e senza alcun riscontro con la realtà".
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ESPLODE LA SINDROME DEL 'GRANDE FRATELLO'
La paura e il sospetto corrono sul filo del telefono. Dopo giorni di intercettazioni sbattute in prima pagina, esplode tra gli italiani la sindrome del Grande fratello. Parola di Tonino Cantelmi, psichiatra delluniversita Gregoriana di Roma, il timore di essere spiati sta infatti diventando paranoia.
E complice la natura degli abitanti del Belpaese, gia da sempre di indole diffidente e incline al complotto - spiega lo specialista allADNKRONOS SALUTE - nel 2-3% delle persone limpressione di vivere assediati da occhi e orecchie invisibili puo trasformarsi in malattia. Una patologia vera e propria, ben descritta nei testi di psicologia, che in misura piu lieve interessa tutti e in queste ore non risparmia nessuno.
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LAVORO: LA CLASSIFICA DEL MOBBING
Secondo i dati forniti dagli esperti della Clinica del lavoro di Milano, il record negativo è detenuto, col 14% dei casi, dalla pubblica amministrazione. A Taranto un centro terapeutico. Nell’88% dei casi provoca turbe del sonno, nell’85% ansia, nell’80% umore depresso. Ma in 36 casi su 100 causa cefalea, in 58 astenia, spossatezza e in 54 anche mal di stomaco: è il mobbing, quella forma di “terrore psicologico” che viene esercitato sul posto di lavoro attraverso attacchi ripetuti da parte di colleghi o dei datori di lavoro.
Sono dati forniti dagli esperti della Clinica del lavoro di Milano in occasione dell’Icoh, il Congresso mondiale sulla Medicina del lavoro al via oggi presso il Fiera Milano Congressi Center. «Si tratta di un fenomeno in grande crescita - afferma Maria Grazia Cassitto, del dipartimento di Prevenzione e medicina del lavoro della Fondazione Policlinico, Mangiagalli, Regina Elena - ma per fortuna la gente comincia a diventarne consapevole e a chiedere aiuto.
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PREFERENZE ALIMENTARI: DIPENDONO DAI GENITORI
I responsabili delle preferenze alimentari dei ragazzi sono i genitori . Uno studio condotto da Cancer Research UK ha scoperto che i bambini ereditano dai genitori il gusto per cibi ad alto contenuto proteico come la carne o il pesce.
Per le verdure questo non avviene altrettanto facilmente, anche se è chiaro che è più facile che siano le fanciulle a prediligere frutta e verdura che non i maschietti.
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NIENTE COMPITI IN VACANZA: TROPPO STRESS
Compiti delle vacanze per tenere allenate le menti dei bambini durante l'estate? «Bruciate quei libri: costano tanto, non servono a nulla, creano tensioni in famiglia e caricano i ragazzini di uno stress inutile e dannoso».
A dire «no» a letture, operazioni e pensierini sotto l'ombrellone è Italo Farnetani, pediatra e docente dell'università di Milano, che dopo la fine delle lezioni si rivolge a genitori e insegnanti
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DISTURBI DEL SONNO: NUMEROSI CASI DI NARCOLESSIA E APNEA NOTTURNA
Circa il 30 per cento degli italiani soffre di almeno un disturbo del sonno, non si parla solo d'insonnia ma anche di altri problemi a volte poco conosciuti come la narcolessia, l'apnea notturna e l'ipersonnia. L'Associazione Italiana Narcolessia (AIN), da qualche anno difendente il diritto dei soggetti affetti da narcolessia e mette a punto delle campagne di sensibilizzazione. In un convegno sui disturbi del sonno svoltosi a Milano, l'associazione ha presentato i dati raccolti durante uno studio sulla popolazione italiana.
Secondo le statistiche, nel nostro paese le persone affette da narcolessia sono quasi 25 mila, un problema in forte crescita che molte volte non è riconosciuto e quindi trascurato. Spesso, il disturbo del sonno relativo alla narcolessia, viene confuso con lo stress o la stanchezza causati dal ritmo di vita quotidiana o dalle poche ore a disposizione per riposare.
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MILIONI DI PERSONE INCAPACI DI RICONOSCERE LE FACCE
Milioni di persone, nel mondo, potrebbero soffrire di una sindrome poco nota, fino a oggi ritenuta piuttosto rara. Lo rivela una ricerca, finanziata dai National Institutes of Health americani. Al centro della ricerca ce la prosopagnosia (o face-blindness), un disturbo che consiste nella difficoltà a riconoscere dal volto persone gia note.
Cosa che puo creare seri problemi, dal momento che nelle forme piu gravi i malati non riconoscono neanche familiari o amici intimi, o li scambiano per perfetti estranei. E qualcuno ha problemi anche a seguire film e programmi tv, dal momento che non riesce a ricordare i personaggi.
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L'ANDROLOGO: IL 30% DEGLI ITALIANI RISCHIA L'"ANORESSIA SESSUALE"
Emancipati e 'libertini' fin da giovanissimi, crescono bombardati da immagini femminili senza veli ne' tabu'. Ma a 25-35 anni, quando si trovano a fare i conti con i problemi dell'amore adulto, di rapporti intimi non ne possono piu'. Imboccano il tunnel di una pace dei sensi anticipata e nel 30% dei casi rischiano l''anoressia sessuale'.
Il fenomeno e' stato denunciato in Francia dal quotidiano 'Le Figaro'. Ma, parola di andrologo, ''non c'e' dubbio che riguardi anche i giovani uomini italiani''.
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FOBIE IN AUMENTO, MA MEDICINA E PSICOLOGIA CORRONO AI RIPARI
Siamo sempre più spaventati. A dispetto delle molte protezioni tecnologiche di cui gode l'umanità si scopre paurosa come non mai: afflitta da terrori arcaici, come quelli dei ragni e dei serpenti, ma anche da paure nuove, come gli attentati o persino gli asteroidi provenienti dallo spazio profondo. In gran parte dei casi, sono timori immotivati, pericoli remoti che la nostra mente trasforma in minacce reali e immediate. Rendendoci, a volte, schiavi delle nostre paure.
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TV E BAMBINI: LA SOLITA STORIA. DOPO GLI USA ANCHE IN ITALIA LA TV BABY SITTER?
Dopo gli USA, anche l’Italia si appresta a introdurre la Tv che corre in aiuto delle mamme troppo occupate, intrattenendo i bambini.
Una sorta di Tv babysitter attiva 24 ore su 24, che dovrebbe fornire programmi interattivi privi di interruzioni pubblicitarie e interamente dedicati a bambini da 0 a 2 anni. Stando ai suoi promotori, insomma, si tratterebbe di un mezzo studiato apposta per i piccoli telespettatori.
Secondo i pediatri americani questa è un'abitudine assolutamente sbagliata che i genitori hanno assunto: a volte per rifiatare è più comodo mettere i bambini di fronte al televisore pensando che, scegliendo opportuni programmi, essi possano essere stimolati dalle immagini e dai suoni.
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CARATTERISTICHE SOMATICHE NEGROIDI? PENA DI MORTE DOPPIAMENTE PROBABILE
Tra gli afroamericani accusati di omicidio di un bianco, quelli con i tratti somatici più marcatamente negroidi hanno il doppio delle probabilità di ricevere una sentenza di morte rispetto a quelli con tratti più ‘caucasici’ . La relazione tra aspetto fisico e tassi di condanne capitali scompare se la vittima dell’omicidio è un nero. Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista Psychological Science e destinato a fare rumore.
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STUDIO GB: IL CALCIO AIUTA GLI UOMINI A CONDIVIDERE TRA LORO LE EMOZIONI
Luomo che non deve chiedere mai e che non mostra le sue emozioni, soprattutto tra simili, è uno stereotipo duro a morire. Nonostante i tempi e il costume stiano cercando di imporre il modello del maschio sensibile. Ancora oggi, dolore e rabbia, tristezza o gioia sono spesso trattenute alla presenza di altri uomini. Ma non quando ci si trova davanti a un campo di calcio. Il pallone, insomma, rappresenta la valvola di sfogo attraverso cui due terzi dei maschi riesce a condividere le proprie emozioni tra loro.
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UN CAMPO INTERMEDIO TRA NEVROSI E PSICOSI
I disturbi della personalità nell'ambito clinico sono una diagnosi frequentissima. E molto frequentemente compaiono nelle aule giudiziarie: per il 90 per cento delle persone che sono sottoposte a giudizio per un reato penale grave si formula questa diagnosi. Bisogna, a questo proposito, fare un richiamo storico: la psichiatria è nata con due comparti che sembravano, inizialmente, non comunicanti: quello delle nevrosi e quello delle psicosi. Il nevrotico aveva un «io» ben definito, carente, fragile, su cui però si poteva lavorare. Nello psicotico, invece, l'"io" era in qualche modo frammentato, alterato.
Con il passare degli anni si è sentito il bisogno di trovare uno spazio che mettesse in comunicazione questi due campi, nevrosi e psicosi, poiché sempre più nella pratica clinica si osservavano situazioni patologiche che mutavano: pazienti considerati nevrotici che, nel tempo, sviluppavano una patologia di tipo psicotico; condizioni che non solo si aggravavano, ma assumevano caratteristiche cliniche particolari.
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BIBITE "ECCITANTI" RUBANO UN ORA DI SONNO A NOTTE AI BAMBINI ITALIANI
Bambini e adolescenti italiani privati in media di un'ora di sonno a notte, per colpa di cattive abitudini tutte moderne. Negli anni i nostri piccoli hanno perso in media un'ora di riposo, soprattutto a causa del consumo di bibite dolci stimolanti a base di caffeina, fin dalla tenera età. A lanciare l'allarme è Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di Psichiatria dell'Ospedale Fatebenefratelli-Oftalmico di Milano, nel corso di un incontro su sonno e umore nel capoluogo lombardo. Un'ora rubata al riposo a queste età puo rivelarsi un fattore importante, una sorta di miccia per le patologie dell'umore, assicura l'esperto.
Insomma, i bambini che finiscono per andare a letto tardi, svegliarsi spesso o non dormire a sufficienza, rischiano di pagare cara la mancanza di riposo. A rubare il sonno ai giovanissimi non sono solo le bibite, ma diverse cattive abitudini spesso molto diffuse: come la mancanza di orari nel riposo, l'alimentazione sbagliata, la presenza della tv nella cameretta.
Ma allora cosa fare per difendere il sonno di bambini e adolescenti? E' basilare limitare al massimo il consumo di bevande eccitanti fino agli 11-12 anni - raccomanda - men che mai la sera. Occhio anche a thè e alimenti dagli effetti stimolanti, come la cioccolata, prima di andare a letto.
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IL BENESSERE VIENE CON LA MATURITA' E PER LE RAGAZZE PRIMA
Il benessere psicologico è una conquista dell'età matura . Nonostante i giovanissimi abbiano più possibilità di scelta, secondo una ricerca della University of Alberta, pubblicata su Developmental Psychology, l'equilibrio psicologico viene raggiunto solo dopo l'adolescenza e le ragazze sono più veloci dei ragazzi.
La dottoressa Nancy Galambos del Department of Psychology ha seguito un campione della stessa coorte di persone per un periodo di sette anni e ha osservato la transizione dall'adolescenza all'età adulta – dai 18 ai 25 anni – per valutare il benessere psicologico in questa fascia di età.
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CON PAPA' PERFEZIONISTA GIOVANI PIU' A RISCHIO DI DISORDINI ALIMENTARI
Papà perfezionisti sotto accusa. Avere un genitore che chiede sempre il massimo, infatti, puo aumentare tra i figli ai primi anni di universita il pericolo di cadere preda di anoressia e bulimia.
Questi giovani, infatti, spesso sono gia sotto pressione dal punto di vista fisico, per colpa delle aspettative dei coetanei e dei modelli irraggiungibili proposti dai media.
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LEI GLI LEGGE IN VISO SE LUI E' UN BUON PARTITO
Le donne riconoscono a vista d'occhio un uomo da sposare e un bravo papà, infatti basta loro uno sguardo al viso maschile per capire se lui è interessato ai bambini e se è un 'buon partito' per una relazione di lunga durata.
Una ricerca, pubblicata sulla rivista Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences, lascia emergere anche che la donna e' piu' attratta da un viso virile per relazioni sessuali e di breve durata, e che piu' mascolino lei vede il volto maschile, maggiori sono i livelli di testosterone dell'uomo.
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MAMME, NON TRASCURATE LE PAURE DEI BIMBI
Gli psicologi: buio e solitudine, intervenire subito contro le ansie. I pediatri: attenzione a tv e Internet, gravi danni per i più deboli.
"Accanto al pensiero realistico, i piccoli fino ai cinque anni sono condizionati da una quota consistente di pensiero magico e animistico, non distinguono realtà e fantasia", spiega Luigi Anolli, ordinario di Psicologia generale all’Università Bicocca. Arrivati a scuola, poi, "possono sviluppare fobie sociali legate a esperienze pratiche e al sentito dire". Nulla di strano, si dirà. Ma attenzione: "Non bisogna banalizzare le paure dei bambini", avverte lo psicologo. Semmai, è necessario "intervenire in maniera tempestiva, per evitare che le conseguenze dei piccoli traumi diventino croniche". Tanto prima, tanto meglio.
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SESSUALITA' E MASS MEDIA
Genitori e insegnanti non devono sottovalutare
l'influenza che i mass-media hanno sui comportamenti sessuali dei
ragazzi in fase di sviluppo.
Lo affermano gli studiosi della
Society for Adolescent Medicine (l'associazione, con sede a Blue
Spring, nel Missouri, che riunisce numerosi specialisti per la cura
e la prevenzione di disturbi psico-fisici negli adolescenti), che
hanno svolto una ricerca su 1011 ragazzi bianchi e neri tra i 12 e i
15 anni del sud-est degli Stati Uniti.
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CERVELLO: DONNE PIU' INTELLIGENTI DI UOMINI
SE C'E'POCO TEMPO
Filosofi e grandi pensatori della storia sono
stati, quasi sempre, di sesso maschile. Probabilmente perche'
avevano molto a disposizione per dedicarsi alla contemplazione. Se
invece avessero dovuto avere a che fare con scadenze e tempi
stretti, come quelli che sembrano caratterizzare da sempre la vita
delle donne, probabilmente i risultati non sarebbero stati cosi'
brillanti.
Secondo una ricerca della Vanderbilt university,
pubblicata sulla rivista americana 'Intelligence', le donne
farebbero infatti mangiare la polvere ai loro colleghi uomini quando
si tratta di svolgere compiti e test con scadenze e tempi stretti
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SALUTE: ANORESSIA E BULIMIA IN MENOPAUSA,
AIUTO ANCHE DAI FIGLI
L'anoressia e bulimia in menopausa, ultimo
traguardo del disagio del rapporto mente-corpo nelle donne. I
disturbi alimentari si allargano, non si fermano piu' all'eta'
considerata da sempre quella piu' a rischio, l'adolescenza.
Ora ad essere colpite sono anche le bambine e le donne in
menopausa che entrano in cura nei centri che si occupano di disturbi
della condotta alimentare. E a lanciare l'allarme, ad intervenire
per spezzare il percorso della malattia sono i figli.
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SESSO DEL FUTURO: VIRTUALE E HI-TECH, GLI ESPERTI
TRACCIANO I NUOVI SCENARI
Vibratori a pile, addio. Il cybersex è pronto a
prendere il loro posto, anzi, forse lo ha già fatto. Resta da capire
se il sesso, quello inteso nella versione primordiale che coinvolge
i corpi di due amanti, diverrà una pratica in via di estinzione.
I maggiori esperti di tematiche sessuali d'oltreoceano ne
hanno discusso recentemente, cercando di fare qualche previsione sul
decennio a venire. La risposta? Che partner virtuali saranno in
grado di soddisfare appieno qualsiasi desiderio, fantasia - di
perversioni non si è parlato - salti in testa ad un essere umano in
carne e attributi reali.
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LA FELICITA'? ORA SI PUO' IMPARARE
La felicità, dicono i poeti, è un attimo, un
momento irripetibile. Roba vecchia, rispondono insegnanti e
psicologi di ultima generazione: la felicità può durare tutta la
vita, basta impararla.
Ecco allora che, da chimera
irraggiungibile, la felicità diventa materia di studio, con teorie
proprie e tecniche d'insegnamento. Come la letteratura o la
filosofia.
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ALCOL: DA ISS DECALOGO GENITORI PER EDUCARE FIGLI
AL CONSUMO CONSAPEVOLE
Dieci consigli rivolti ai genitori per aiutare i
figli a scegliere consapevolmente quando e come consumare le bevande
alcoliche.
E il decalogo realizzato dallIstituto superiore
di sanità (Iss), e distribuito oggi in occasione della Giornata di
prevenzione alcologica.
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ALCOL ED ENERGY DRINK, UN MIX PERICOLOSO?
Mischiare alcolici e drink energizzanti, un
cocktail di tendenza nelle discoteche, può essere doppiamente
pericoloso, sia perché addolcendo il sapore dell’alcol induce a
berne di più e più in fretta, sia perché gli energy drink nascondono
alcuni effetti dell’alcol dando a chi beve la percezione, solo
fittizia, di essere sobrio .
È quanto dimostrato in
un’indagine svolta su un campione di giovani i cui risultati sono
apparsi sulla rivista Alcoholism: Clinical & Experimental
Research. Coordinata da Maria Lucia Souza-Formigoni, docente del
dipartimento di psicobiologia della Federal University of São Paulo,
la ricerca evidenzia dunque un altro pericolo subdolo del consumo di
alcolici tra i giovanissimi.
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SESSO DIVERSO, MENTE DIVERSA, LETTURE DIVERSE
Donne e uomini arrabbiati scelgono articoli diversi
per regolare il loro stato d’animo .Una ricerca pubblicata sulla
rivista Human Communication Research mostra che gli uomini cercano
letture e messaggi mediatici che li aiutino a conservare la rabbia
con la prospettiva di vendicarsi riversandola completamente
sull’altro al prossimo incontro.
Le donne, invece, cercano
notizie e messaggi più positivi che le aiutino a ritrovare la calma
e il buonumore prima di un nuovo possibile confronto. La ricerca è
stata portata a termina da Silvia Knobloch-Westerwick, assistente
alla cattedra di comunicazione presso l’Ohio State University, in
collaborazione con Scott Alter della University of Michigan. Ha
coinvolto 86 studenti universitari
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FATICA CRONICA, C'E' MOLTO DA CAPIRE
Una stanchezza cronica persistente per almeno sei
mesi che non è alleviata dal riposo, che si esacerba con piccoli
sforzi, e che provoca una sostanziale riduzione dei livelli
precedenti delle attività occupazionali, sociali o personali.
Cosi i CDC statunitensi hanno definito in modo
ufficiale la Sindrome da fatica cronica. Una definizione valida, a
condizione che vengano escluse tutte le condizioni mediche che
possono giustificare i sintomi del paziente, per esempio
ipotiroidismo, epatite B o C cronica, tumori, depressione maggiore,
schizofrenia, demenza, anoressia nervosa, abuso di sostanze
alcoliche e obesità.
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IL CORPO PARLA QUANDO SI SOFFRE DI DEPRESSIONE
Il corpo parla quando si soffre di depressione: oltre il 40
per cento dei pazienti depressi lamenta sintomi fisici – malessere
diffuso, mal di testa, dolori gastrointestinali, mal di schiena - e
ben il 70 per cento di essi non sapeva, prima della diagnosi, che
tali sintomi potessero essere segnali di depressione.
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INSONNIA: 'NOTTI IN BIANCO' PER 12 MILIONI DI
ITALIANI, DORMIRE MALE ACCORCIA LA VITA
Dormire male accorcia la vita e la peggiora. Le
notti in bianco triplicano, infatti, il rischio di infarto e
quadruplicano le ricadute di depressione. Moltiplicando inoltre il
pericolo di ipertensione, problemi metabolici, ictus e morte
improvvisa, abbattendo le difese immunitarie e rallentando la
guarigione dalle malattie.
Il monito agli oltre 12 milioni di italiani con
problemi di sonno, per lo piu donne, arriva dagli esperti riuniti
oggi a Milano per presentare la VI Giornata del dormiresano -
Progetto Morfeo, organizzata per martedi 21 marzo dall'Associazione
italiana di medicina del sonno (Aims) con il sostegno di
Sanofi-Aventis. Curare il sonno può allungare la vita, è lappello
dei medici, che ricordano come ancora oggi l'insonnia sia un
disturbo assai poco diagnosticato e mal gestito.
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LA DIPENDENZA DA CELLULARE
Come la televisione ed il
computer, anche il telefonino rappresenta uno strumento tecnologico
di crescente utilizzo che, come dimostrano recenti e numerosi studi,
è anche un oggetto verso il quale si può sviluppare una vera e
propria forma di dipendenza.
Con la crescita del numero e dei
modelli di cellulari, nonché dei servizi offerti attraverso il
telefonino, si assiste infatti all’incremento di casi di quella che,
in alcuni paesi, è già diventata una “malattia sociale” e che è
stata definita “telefonino-dipendenza”, “cellularomania” o
“cellulare-addiction”. Dal telefono al telefonino: cambiamenti
socio-psicologici della comunicazione telefonica.
La nascita e lo sviluppo del mercato della
telefonia mobile ha avviato profonde trasformazioni sociali,
attribuendo nuove funzioni psicologiche al telefonino rispetto a
quelle assolte dal telefono tradizionale.
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FATE DUE CHIACCHIERE ANCHE CON I NEONATI
Come stimolare le facoltà verbali, fin dalla
nascita. Parlano prima i bimbi di genitori loquaci.Certi bambini
crescono in un ambiente in cui sono molto esposti alle conversazioni
degli adulti, dei fratelli, delle sorelle, degli amici. Altri in
famiglie silenziose.
In quale misura questo influisce sull’evoluzione
del linguaggio? Quale ambiente può sviluppare al meglio le facoltà
verbali ed espressive? Dopo anni di supposizioni, oggi disponiamo di
dati chiari, grazie a uno studio sul linguaggio, condotto con
intelligenza e rigore scientifico da Betty Hart e Todd Risley.
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TROPPI SPINELLI MANDANO IN FUMO LA MEMORIA
Fumare spinelli, e fumarne tanti per molti anni di
seguito, puo' davvero annebbiare la mente riducendo memoria e
capacita' di apprendimento. Infatti uno studio pubblicato sulla
rivista Neurology evidenzia che gli habitue' dello spinello vanno
incontro a deficit cognitivi, defaillance della memoria e
difficolta' nel mantenere l'attenzione, rallentamento delle
capacita' di riflettere, nonche' ridotta fluidita' del
linguaggio.
Invece per i fumatori occasionali che non hanno
fumato marijuana piu' di 20 volte in tutta la loro vita, ha rilevato
Lambros Messinis, che ha diretto lo studio presso il dipartimento di
neurologia presso il policlinico universitario di Patras, in Grecia,
le capacita' cognitive sembrano al riparo dagli effetti deleteri
dello spinello.
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FELICI SI DIVENTA
Essere estroversi. Lanciare sfide ardite. Puntare
sugli affetti. Basta per essere positivi? La scienza affronta il più
antico dei dilemmi.
Dopo un secolo dedicato a studiare le
sofferenze umane, gli psicologi hanno scoperto la felicità.
E i libri che raccontano come conquistarla, come
'Happiness' dell'inglese Daniel Nettle, pubblicato dalla prestigiosa
Oxford University Press, o 'Satisfaction' dello psichiatra americano
Gregory Berns, escono dagli scaffali dedicati alla psicologia
popolare, per conquistarsi un ruolo tra le pubblicazioni
accademiche. Come si spiegano tanti sforzi per migliorare la vita di
chi non denuncia gravi patologie, ma semplici insoddisfazioni? "Non
c'è molta felicità in giro, per questo ne parliamo tanto", dice
Nettle, psicologo all'Università di Newcastle: "La gente si è resa
conto che il nostro tenore di vita è sensibilmente migliorato, ma la
nostra vita interiore no".
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ECCO COME L'UMORE INFLUENZA LA SALUTE DEL CUORE
Uno studio sul cervello sembrerebbe suggerire un
motivo di tante evidenze scientifiche che legano l’umore, il
benessere psicologico alle malattie cardiovascolari: alla base
potrebbe esservi il principale regolatore dell’umore, la serotonina,
che potrebbe giocare un ruolo nell’irrigidimento delle arterie.
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TENERSI IN FORMA: TUTTA QUESTIONE DI
'APPROCCIO'
Secondo un articolo pubblicato sull’IDEA Fitness
Journal, ci sono alcuni trucchi che potrebbero aiutare a portare
avanti l’attività programmata nei buoni propositi di inizio anno, ed
evitare di lasciar marcire il costosissimo e mai usato abbonamento
alla palestra sotto casa.
Innanzitutto non colpevolizzarsi se si odiano le
palestre. Doverci arrivare, cambiarsi, sudare in mezzo a corpi
sconosciuti, farsi la doccia in mezzo a corpi sconosciuti, doversi
comprare una tuta o un completino trendy per non sentirsi
completamente fuori posto, sono tutte cose comprensibilmente non
amabili.
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PREVEDERE LA MEMORIA
Il nostro cervello sa se si ricorderà qualcosa
prima ancora che questa cosa accada, ad esempio, se ricorderemo la
lezione appena studiata o se invece all’esame falliremo
miseramente.
Da uno studio condotto presso lo University College
of London e pubblicato sulla rivista Nature Neuroscience, emerge che
memorizzare o no un evento dipende dall’attivazione preliminare del
cervello.
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L'ISTINTO DI FARSI I FATTI DEGLI ALTRI
Le soap opera piacciono a molti, come testimoniano
gli ascolti in Italia e nel resto del mondo. Tutto merito di una
sapiente sceneggiatura e una regia perfetta? Non soltanto. Sembra
infatti che alla base della passione per innamoramenti, tradimenti e
intrighi sentimentali altrui ci sia un primordiale istinto di
sopravvivenza.
Come ha dimostrato una ricerca britannica che ha
analizzato il fenomeno - tanto superficiale quanto antico - del
pettegolezzo.
Gli psicologi dell'Università di St Andrews
(Scozia) e di Liverpool hanno consegnato a dieci volontari quattro
testi da leggere e da riscrivere - dopo qualche minuto - in base ai
loro ricordi.
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ANORESSIA: EREDITA' E NEVROSI PESANO SULLO SVILUPPO
DELLA MALATTIA
L’anoressia nervosa è spiegata
con fattori ereditari per il 56 per cento e per il resto da fattori
ambientali . Inoltre un fattore predittivo dello sviluppo della
malattia è il comportamento nevrotico precoce. È quanto dimostrato
in uno studio pubblicato sugli Archives of General Psychiatry, ed
eseguito su tantissime coppie di gemelli, il campione ideale come
substrato per indagare e discernere tra ereditarietà e peso di
condizionamenti ambientali sulla genesi di una malattia.
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IL CORPO MATERNO E' LA MIGLIORE DELLE
INCUBATRICI
Così piccoli, così fragili… eppure anche i bambini
più prematuri hanno delle risorse impensate. Nils Bergman, medico di
Città del Capo e “inventore” della Kangaroo Mother Care, una
speciale tecnica “marsupio” di fasciatura per mantenere i bambini
prematuri a stretto contatto del corpo materno, parla dei suoi studi
in occasione della VII giornata dell’allattamento al seno,
nell’ambito di un seminario promosso da La Leche League.
Bergman ha scoperto che i prematuri, se posti
addosso alla madre 24 ore al giorno, hanno parametri di
respirazione, battito cardiaco e temperatura più stabili di quelli
che manifestano in una incubatrice, e che abbiamo invece sino ad ora
considerato normali nei bambini nati prima del termine.
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ECSTASY E DEPRESSIONE SI AUTOALIMENTANO
I giovani con tendenza alla «tristezza patologica»
si avvicinano più facilmente alla droga sintetica, che a sua volta
la facilita.
Il mal di vivere e lo «sballo» da ecstasy sono
legati a doppio filo.
Se da un lato i ragazzini che mostrano i primi
segni di ansia e depressione sono più predisposti ad assumere la
pasticca, dall'altro l'uso prolungato di ecstasy peggiora i problemi
psicologici, favorendo l'ingresso in un tunnel senza facile
uscita.
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MALATI MENTALI, SUPERARE I PREGIUDIZI
Fra tutti gli emarginati, i malati mentali lo sono
più degli altri. Perché meno degli altri sanno difendersi e spiegare
la loro condizione di “diversi”, e perché la malattia mentale fa
paura e suscita più facilmente reazioni difensive e risposte di
rifiuto. Un libro autobiografico scritto da una dottoressa che è
stata anche sofferente di disturbi bipolari ha rotto il muro del
silenzio e suscitato forti reazioni.
Ne parla l’autrice in un editoriale sulla rivista
The Lancet. Lo stigma nasce dai limiti che ogni società pone
rispetto ai comportamenti ritenuti accettabili; ma ci sono anche
cause che vanno oltre quelle sociologiche e antropologiche. La
reazione di rifiuto o di aggressività verso il malato di mente,
afferma Kay Redfield, è profondamente incisa nel cervello.
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DEFICIT D'ATTENZIONE E IPERATTIVITA', I FARMACI
FANNO MALE?
I farmaci come il ritalin per la sindrome da
deficit di attenzione e iperattività aumenterebbero il rischio
cardiovascolare e potrebbero causare morti improvvise, attacchi
cardiaci e altre complicazioni . È l’avvertimento che si deve
diffondere, ha denunciato Peter Gross, direttore della Medicina
interna all'Hackensack University Medical Center in New Jersey,
anche se ancora non si hanno dati certi sugli effetti fatali di
queste sostanze che sono state oggetto dell'attenzione di una
commissione.
La Food and Drug Administration, l’organo
statunitense di controllo sui farmaci, ha dichiarato dal canto suo
che prenderà in considerazione le raccomandazioni espresse dalla
commissione. Ma, ha rilevato, non bisogna creare allarme
ingiustificato e prematuro. Le affermazioni circa presunti effetti
avversi a carico del sistema cardiovascolare per i pazienti che ne
fanno uso dovranno dunque essere verificate in modo puntuale con
nuove ricerche.
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SALUTE: DUE DONNE SU CINQUE SCELGONO LA FILOSOFIA
DELLA CRONICITA'
I dati dell'indagine presentati al Forum Nazionale
di Medicina Interna dimostra che c'è ancora molto da fare per
convincere gli italiani a adottare stili di vita corretti: c'è gente
che preferisce convivere tutta la vita con l'asma piuttosto che
smettere di fumare oppure che sceglie di vivere fra cento e
duecento, cioè i limiti della pressione alta piuttosto che
dimagrire.
Un italiano su quattro, di più le donne, in
maggioranza chi ha un titolo di studio alto, preferisce convivere
per tutta la vita con una malattia cronica, dal diabete
all'ipertensione, piuttosto che sperare in una guarigione definitiva
che richieda una terapia pesante e altrettanto pesanti sacrifici
come calare di peso, smettere di fumare, fare sport e inseguire
disperatamente la carriera. E' il risultato di uno studio presentato
al Forum Nazionale di Medicina Interna presieduto dal professor
Ettore Malacco.
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ATLETI GIOVANI: AUMENTA IL RISCHIO DI DISTURBI
ALIMENTARI
I giovani atleti, presi dall’ansia di prestazione o
semplicemente dal desiderio di avere un corpo modellato, possono
diventare schiavi del fitness e sviluppare disturbi alimentari .
I pediatri e i genitori devono imparare a tenere
sotto controllo le abitudini alimentari dei ragazzi, questo il
monito che parte dalle pagine della rivista Journal of the American
Medical Association. Secondo l’American Academy of Pediatrics tutti
gli atleti delle scuole superiori e dei college che partecipano alle
attività sportive organizzate e che partecipano alle competizioni
devono essere oggetto di particolari attenzioni da parte dei medici
pediatri e dei medici dello sport.
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QUAL'E' L'ESSENZA DELLA FELICITA'? ESSERE
INNAMORATI, O...
Qual è l’essenza della felicità? Essere innamorati,
o meglio ancora, avere accanto il partner ideale. Manco per sogno:
per garantirsi questo stato di grazia (di cui il segnale, secondo
molti, è l’assenza di altri desideri, l’appagamento) il segreto sta
nell’amicizia duratura, nel poter contare su un buon numero di amici
fidati. La giovinezza è per definizione l’epoca felice della vita.
No; le persone più contente si collocano nella fascia dai
cinquant’anni in su.
I soldi, recita il proverbio, non bastano a
garantire la felicità, ma siamo convinti tutti che siano una buona
ipoteca per conquistarla. Non sembra vero neanche questo: i
poverissimi Portorico e Messico sono i Paesi dove la gente è più
appagata della propria esistenza (è il dato sorprendente emerso da
un’indagine condotta qualche anno fa in 82 nazioni).
Queste affermazioni sono le scoperte recenti di un
filone di studi cui si sono appassionati alcuni ricercatori negli
ultimi vent’anni. Il pioniere, ancora poco conosciuto da noi, è
Edward Diener, psicologo dell’Università dell’Illinois, definito
ormai, un po’ ironicamente, il dottor Felicità per il gran numero di
studi che ha condotto in questo campo, convinto che si possa trovare
un metodo scientifico per indagare una condizione dello spirito
sfuggente e, ahimè, terribilmente soggettiva.
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BURN OUT SEMPRE PIU' MINACCIOSO PER LE IMPRESE
I casi d'esaurimento psicofisico sul posto di
lavoro sono in crescita. «Meglio prevenire che curare», afferma un
gruppo d'esperti riuniti giovedì nei pressi di Friborgo. La sindrome
da esaurimento emotivo, psichico e fisico - il burn-out appunto -
che un tempo colpiva quasi esclusivamente gli operatori sociali e
gli insegnanti, ora dilaga anche in altri settori professionali.
Operatori sociali, insegnanti, giornalisti e quadri
in genere sono i soggetti più a rischio.
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PUBBLICITA', ECCO COME E DOVE AGISCE SUL
CERVELLO
Le aree del cervello del piacere e della
gratificazione, anche implicate nelle tossicodipendenze, si
confermano essere alla base del potere della pubblicità e della sua
forza di indirizzarci nelle preferenze; in queste regioni si
sviluppano i meccanismi neurali con cui si innesca la preferenza per
un certo prodotto.
Secondo quanto riferito sulla
rivista Neuron da John O’Doherty, dell'University College London e
del California Institute of Technology a Pasadena, l’attività
neurale di questi centri, mesencefalo ventrale e striato ventrale, è
strettamente legata alle scelte che facciamo ogni giorno. Le persone
preferiscono un determinato prodotto in larga misura imparando ad
associare ad esso una rappresentazione predittiva della sua qualità.
In pratica la preferenza scatta perché nel nostro cervello si è
radicata l’associazione tra quel prodotto, per esempio un cibo, e
qualcosa come la sua marca oppure ancora l’associazione del prodotto
a uno stimolo che ci arriva dallo spot che lo reclamizza e che ci ha
condizionati.
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ECCO PERCHE' CI ARRABBIAMO
Vecchi, giovani, uomini, e anche animali, tutti gli
esseri umani ed a quattro zampe molto spesso si incavolano. Un
meccanismo psichico comune ad ogni eta', che nasconde ansie e
sofferenze, ma che quando si e' bambini e' ben piu' difficile da
decodificare, capire, raccontare e quindi gestire.
''L'ira e' una delle emozioni piu' comuni''
sottolinea ''Focus Junior'', il periodico scientifico dedicato ai
piu' piccoli che, nel numero di marzo, dedica un intero capitolo
alla rabbia, per spiegarla ai bambini e aiutarli a farne i conti
senza far danno. A se' stessi prima di tutto.
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ABORTO: LA DONNA NE PORTA IL PESO PER ANNI
L’aborto non è mai una scelta facile per la donna,
la quale, infatti, porta il peso per anni di questa dolorosa scelta,
vivendola con ansia, senso di colpa, stress, anche a cinque anni
dall’interruzione di gravidanza. È quanto dimostrato in un’indagine
pubblicata sulla rivista BMC Medicine e diretta da Anne Nordal Broen
dell’Università di Oslo, in Norvegia in collaborazione con colleghi
norvegesi dell’ospedale Buskerud a Drammen
Per valutare il livello di stress e la salute
psicologica delle donne in queste dolorose circostanze, confrontando
il loro con lo stato d’animo di altre donne |